In vacanza dal 17 dicembre all'
Quando si dice che "non è tutto oro quel che luccica" si parla precipuamente di simili casistiche, quelle in cui sembri in vacanza da un mese e invece sembri e basta.
Sorvolo sul viaggio Londra-Venezia del 22 a cui è subitosubito seguita una inattesa trasferta (1100 km dallo start, santopanettone!!) in Francia per recuperare mio padre dall'ospedale (sta benissimo ora, ha ricominciato a mangiare come non ci fosse un domani). Sorvolo (non senza aver condiviso materiale visivo) sul tour de force che tutti ci accomuna: Vigilia e Natale e noipureSantostefano.
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| Tavolo di mammà |
Non vi spiego lo sforzo nel condividere gli spazi abitativi nella generale insofferenza perché sì, ci amiamo tutti, ma oramai siamo troppo grandi anche per il cuore di mammà e papà. E noi pure abbiamo quelle due o tre abitudini ed esigenze o_O. Neppure vi elenco l'infinito numero di amici da visitare cercando di organizzarli in priorità: neo genitori, partorienti, gravide, amici che non sai più se hanno ancora i capelli, amici del cuore...e gli altri "la prossima volta" perché siamo già esauriti e vogliamo fuggire lontano lontano.
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| Regalo |
Istanbul ci sembrava abbastanza irraggiungibile da Facebook e vagiti.
Tre giorni per noi che abbiamo cercato di spendere nel modo più brillante a noi noto: 25% cultura, 26% cibo, 49% riposo. Scientifici.
Non sapevamo molto e abbiamo avuto la fortuna di annoverare tra le nostre conoscenze la brillante Sharla, che in poche righe ci ha dato una mano per strutturare il nostro mini viaggio.
Il nostro hotel, come suggerito nel suo sito (Unusual Hotels Of the world) era nel quartiere storico di Sultanahmet, nella parte europea, abbiamo alloggiato al Dersaadet.
Albergo ricostruito in stile ottomano, ha degli interni accoglienti e gradevoli. A noi è sembrato di entrare nell'Orient Express, in un episodio di Agatha Christie.
Accolti con amore e cura offrono un servizio attento e discreto. Ottimo rapporto qualità/prezzo, ottima la posizione. Colazione gustosa, formaggi freschi e olio bio la mia scelta. L'unica nota negativa sono stati i succhi di frutta, che non sono freschi né di qualità. Tuttavia la vista che offre la terrazza delle colazioni oscura velocemente questo dettaglio ;)
Arrivati alla sera abbiamo fatto un giro del quartiere. Scesi fino al mare ci siamo fermati all'ingresso del ponte di Galata, abbiamo mangiato il bread&fish: un paio di barche adibite a griglie dove si cucinano unicamente distese di pesci tutti uguali, serviti in un panino. Sono un po' delicatina con le spine, ma il sapore era ottimo.
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| Fish & bread |
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| Fish & bread 'kitchen' |
Istanbul come noi l'abbiamo conosciuta:
Day One.
La posizione dell'Hotel permette un vantaggio sulla visita di Aya Sofya, delle Cisterne e della Moschea Blu. Le code diventano presto lunghe, non poltrite. E soprattutto non abbandonatele, Aya Sofya è uno dei monumenti più affascinanti che abbia mai visto. Gli ingressi costano circa 25 Lire Turche (circa 11€).
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| Moschea Blu |
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| Cisterne |
Pranzo al galoppo, Kebab, ça va sans dire.
Passeggiata fino al Gran Bazaar. Che a noi non ha entusiasmato affatto, un po' fake.
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| Gran Bazaar |
Cena all'Haci Abdullah, nel quartiere nuovo sopra Galata (ci sono tantissimi quartieri ma io sono una sega con i nomi, siate pazienti). Consigliato da diverse guide cartacee e on line. Cena buona, come quasi ovunque, nulla è preparato espresso. Qui ho scoperto il timo selvatico.

Viene servito in insalata fredda, soprattutto cotto, condito con limone, ha una foglia più grande e meno fitta del timo a cui siamo abituati. Al dente risulta un po' coriaceo, ma non è 'filoso', profumatissimo com'è facile immaginare. Al mercato lo vendono a 2,50 TL al mazzetto.
Il promontorio si raggiunge con la funicolare o a piedi, ma la salita è mooolto ripida, sappiatelo.
In questa zona commerciale merita di essere segnalato il Flower Passage (per la struttura) e il mercato del pesce (io alla sera non ho potuto vederlo). Camminate con la testa alta, alcuni palazzi sono di indubbio fascino. I negozi e l'andatura sono da Hight Way Qualunque, è molto commerciale.
Day Two.
Dopo una lunga visita a Palazzo Topkapi, imperdibile l'harem (il cui ingresso richiede un biglietto aggiuntivo) abbiamo preso il traghetto per Kadikoi, sul versante asiatico.
A dispetto dell'accoglienza poco illuminata (palazzi moderni e per nulla curati), subito dietro il molo si aprono strade ricche di negozi e mercati.
Qui abbiamo mangiato al Ciya (attenzione ad entrare in quello giusto: il Ciya Sofrasi, non Ciya Kebap!!). Una fa-vo-la! E pure economico. Ovviamente in questo paese non trovate carne di maiale, l'agnello regna quale sovrano indiscusso e non è come il nostro, dategli una chance, voi che non lo amate. Se dovessi riassumere i sapori turchi citerei: succo di limone e aglio, bulgur e yougurt, ceci e prezzemolo, melanzane e melagrana. Gli abbinamenti sono da leccarsi i baffi.
Rientrati sul versante europeo abbiamo visitato il mercato che si trova alla destra di Moschea nuova e del Bazaar del spezie (guardando la cartina, spalle al mare). Perdetevi tra i vicoli, non è infinito ed è molto autentico, più del Bazaar delle spezie che, a nostro gusto, non merita più di un'occhiata, come del resto il Gran Bazaar. In entrambi va apprezzata tuttavia la struttura nella quale sono inseriti.
Al tramonto concedetevi lo sforzo di salire fino alla Moschea di Suleymaniye, il fascino mozzafiato dei minareti illuminati e sorvolati da stormi di gabbiani vi ripagheranno di ogni fatica (il dislivello è notevole).
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| Moschea di Suleymaniye |
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| Tulumba. Fritti e passati nel miele. Piccole bombe. |
Pillole:
- i biglietti di Tram, Traghetti e funicolare sono gettoni e si prendono dalle macchine automatiche prima dei tornelli, tutti 3 TLire cad.
- siate turisti consapevoli e rispettosi: in Moschea nessuno entra con le gambe scoperte e le donne coprono anche il capo. Ci si toglie le scarpe all'ingresso, rammendate i calzini.
- ovunque soggiorniate fate un salto nel quartiere di Sultanahmet dopo il tramonto, anche con la nebbia. L'atmosfera che vi circonda guardando Aya Sofya da un lato e la Moschea Blu dall'altro vale il viaggio.
- noi abbiamo evitato di mangiare a Sultanahmet e nei ristoranti sotto al ponte di Galata. A voi di giudicare.
- il caffè turco è amaro oltre ogni quantità di zucchero usata.
- Istanbul siede su colline, camminando terrete in allenamento i glutei.
- Istanbul siede su colline, camminando terrete in allenamento i glutei.
- fatevi un giro in traghetto, i gabbiani vi inseguno e godete di una spettacolare vista sullo skyline della città.
- i trasporti sono efficienti e puntuali.
- le urla che sentite sono quelle del Muezzin che richiama alla preghiera (non sempre dallo stesso minareto).
- i trasporti sono efficienti e puntuali.
- le urla che sentite sono quelle del Muezzin che richiama alla preghiera (non sempre dallo stesso minareto).
- in Turchia non si balla la danza della trattativa, ma solo la Dervisci, i prezzi possono essere ritoccati quanto da noi.
- l'atmosfera, i ritmi e l'aspetto della città non sono per nulla europei.
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| Nonostante alcuni scorci siano di indubbio fascino la città resta abbastanza disordinata. |


















