Visualizzazione post con etichetta avocado. Mostra tutti i post
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Ciao ciao!!

Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.

Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.

Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)

Ecco cosa si apre:




Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?

Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!

Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.


Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.

I-phone pic. Mica male, eh?
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?

Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.


Affidabililtà e sgombro.

Blog che parlano di blog. Blogger che osservano altri blogger.
E' tempo di riflessioni in rete e sento il flusso che mi trascina. 
ah ah

Qualcuno fa il blogger di mestiere, dev'essere una vitaccia... ;)
Per altri è solo un passatempo senza impegno, c'è invece chi lo tratta come un gioiello e chi lo usa come la scenografia di una condivisione, a volte di una condivisione che nulla ha a che vedere con l'oggetto del blog stesso. Poi c'è chi di mestiere fa il wannabe.

Assodato che un certo grado di narcisismo sia sempre presente, altrimenti la torta al cioccolato me la faccio e me la mangio senza dirlo a nessuno, mi chiedo il senso di raccontare la mia vita e i miei intimi pensieri. Cosa cerco negli altri, cosa gli altri possono trovare interessante in me.
E soprattutto mi chiedo cosa metto io nel mio di blog. Chi sono e in cosa credo, all'interno di questo mondo così modernamente chiamato food.
C'ho pensato un po' ma non ho trovato tante risposte.

Mi rilassa cucinare e mi diverte sperimentare. Pochi passaggi altrimenti mi stresso. La mia 'cucina' non può che essere spontanea, essenziale, basica e il più delle volte veloce.

Mi piace mangiare. Mi piacciono i sapori puliti, mi piace riconoscere la qualità della materia prima, mi piace giocare con i sapori ma senza alterarli.

Mi piace sapere come mangio. Cerco di fare scelte consapevoli, dove consapevole a volte vuol dire essere coscienti di non fare la scelta giusta. Prodotti freschi, stagionali, a km ridotto.

Mi piace capire cosa mangio. Proprietà nutritive e valori nutrizionali (non parlo di calorie) e come/quanto si deteriorano in cottura.

Mi piace pensare di mangiare 'meno malsano' possibile. Eliminare i grassi saturi a favore degli insaturi, ridurre al minimo i prodotti elaborati e/o confezionati e quelli a lunga scadenza. Per quel che posso mi informo e cerco di condividere quello che scopro sull'avere un'alimentazione equilibrata e completa.

I fallimenti li condivido ma solo se possono essere di spunto per capire qualcosa, non nascondo l'orgoglio quando mi cimento in prove che riescono, non compro le meringhe e dico che le ho fatte io (tanto non ci credereste lo stesso), leggo solo chi ha una personalità che mi rapisce.

*Guardo con sana invidia a chi fa delle belle foto, per la loro pazienza e caparbietà, prima ancora che per il risultato, ma soprattutto apprezzo la genuinità e l'autenticità, lo spirito di iniziativa, il blogger che imita il blogger non ha nulla da insegnarmi, nel senso pragmatico e filosofico. E la leggerezza.
(*Su tutto questo seguirà approfondimento).

E visto che tutto ciò resta costante, il credo, l'intento e la trasparenza, visto che cerco di migliorarmi ma oltre un certo livello (musica di guerre stellari in sottofondo) ci sono forze oscure che me lo impediscono O.o' allora ho pensato che forse (almeno) il 'premio' affidabilità lo accolgo con piacere.
E nel farlo ringrazio Meg e Vale che mi hanno donato il loro, ormai un po' di tempo fa.



E per coerenza con quanto appena detto, vi dono questa perla di semplicità.

Filetti di sgombro marinati (tre filetti)

Zenzero fresco grattugiato (un cucchiaio colmo)
Semi di coriandolo (un cucchiaino)
Semi di cumino (un cucchiaino)
Semi di finocchio (un cucchiaino)
Fieno greco (un cucchiaino)
Limone 1 (succo e zeste)
Tre filetti con la pelle

Verdure a piacere, io ho usato:
Cipollotto fresco, carote, basilico, lattuga, aglio, avocado.

Togliere le spine lungo il filetto con l'apposita pinzetta (con quella per le sopracciglia si può provare ma il pesce un po' si rovina. Io mica l'ho mai fatto, me l'han detto). -_-
In una padella tostare tutti i semi e poi pestarli al mortaio. Mischiare tutti gli ingredienti e ricoprirne il pesce dalla parte della carne. Appoggiarli con la pelle a vista in un contenitore ermetico e rimettere in frigorifero per almeno mezz'ora.

Le verdure le ho saltate velocemente con un filo d'olio pochi minuti prima di servire, a fuoco spento ho aggiunto la lattuga e il basilico e girato. Ho coperto con un coperchio e sul piatto ho aggiunto l'avocado.

Per il pesce ho usato una padella antiaderente vuota, ho appoggiato il pesce dalla parte della pelle per circa 5 minuti, l'ho poi girato dalla parte della carne e ho terminato la cottura. Fiamma alta, attenzione a muovere spesso la padella per evitare che si attacchi. Salare pochissimo prima di servire.


Ringrazio il mio fidato Iphone per l'immagine che non rende minimamente la bontà ma apprezziamo lo sforzo.












Questione di temperature

La sensazione di "caldo" e "freddo" è davvero molto soggettiva. Però oggi qui ci sono 8 gradi, e non c'è un gran C-he da menarsela. Fa freddo.

Erano quattro giorni che aspettavo una bella giornata per rifare le foto di una zuppetta fredda. Ma oggi, nonostante il sole, pensare di mangiare una qualunque cosa posizionata sotto i 35 gradi, giammai.

Così vi propino quelle che ho, di foto, che non fanno totalmente schifo.. :/

Quando ho scorso l'introduzione a questo contest ho trattenuto le parole chiave:
[...] ricette ideali per la stagione estiva, fresche e leggere, da gustare sia in spiaggia, sia durante i pic nic [...] 

  • piatto da gustare freddo

Subito nella mia mente sono apparse la parmigiana di melanzane, la pasta al forno con le polpette, le sardine impanate e fritte... che sono sempre stati i miei pasti da spiaggia. Freddi. Che perdono croccantezza è vero, ma il gusto ci guadagna. Ve l'hanno mai detto che la parmigiana è più buona fredda, il giorno dopo? Noo?? Perché ve la magnate prima, ecco perché. E fate bene, meglio l'uovo oggi ché alle galline gli tirano il collo.
Ommioddio no, mi è venuta voglia di parmigiana... una malattia.

Perché, voi no? Non appartenete a quella categoria di persone che si portano il tavolino e le sedie pieghevoli e le posate in ferro perché 'il coltello di plastica non taglia la salsiccia secca al finocchio'...?

Fino all'adolescenza inoltrata, quando ho iniziato ad andare per mari diversi e con persone diverse non ho capito quanto fosse/sia...come dire...poco apprezzato? scarsamente diffuso? Certo, allora erano gli anni ottanta, eravamo diversi. Oggi abbiamo un pudore bipolare, o siamo esibizionisti e libertini nel corpo e nella parola o ci prende la vergogna se non abbiamo le mutande appaiate agli infradito.
Abbiamo nel cervello un sacco di pugnette. Facciamo filosofia su tutto e poi ci perdiamo i sapori e i piaceri della vita. Io prima della classe a predicar bene e, da buona gallina starnazzante però con la testa ancora sul collo, razzolare come mi pare.

Ecco, all'epoca no. Ero gallina anche all'epoca, ma senza pugnette e filosofia. Quindi era molto diffusa quella pratica, diciamo che è più un'usanza del sud, quella di stare comodi a mangiare anche se sei sulla spiaggia libera. Ho già detto altrove che io mi muovo sempre con una discreta riserva alimentare quando non so bene cosa posso trovare lì dove mi reco. Se avrò dei bambini non mi costerà fatica portare con me biberon e biscottini e mela grattugiata, lo faccio già ora. Poi uno si chiede perché noi femmine abbiamo sempre dei borsoni pieni e pesanti. Sono i nostri 'porti sicuri', un aiuto a mantenerci nella comfort zone, c'è chi ha il rossetto e la cipria, chi la salamella.
Poi son gusti.



Partecipo al Contest Freddo d'estate di #Food140 con:

Crema fresca al melone e avocado, carote alla menta e curry.

Per due.
Melone ben maturo! 1
Avocado 1/2
Panna di soya 50 ml
Carota 1
Limone (succo) 1/2
Menta, Curry, Sesamo nero

Lavare la carota e tagliarla a fettine sottili (con il pelapatate ;). Da ogni fettina ricavare delle strisce. Preparare il melone e l'avocado, tagliarli a pezzi grossolani, innaffiare subito l'avocado col succo di limone. Conservare in frigo.
In una padella versare un cucchiaio d'olio e aggiungere  qualche foglia di menta sminuzzata, a seguire la carota e un cucchiaino di curry. Saltare qualche minuto a fuoco vivace, lasciar raffreddare.
Nel mixer con le lame frullare la frutta con la panna. Salare a proprio piacere, ma deve essere salato! Io ho aggiunto anche qualche ago di rosmarino e una spolverata di paprika dolce.
Servire la zuppa con i fili di carote in superficie e una piccola pioggia di nigella.

zuppa avocado e melone al curry e menta


























Nel tragitto delirante che mi ha portata qui sono passata attraverso:

Melone, barbabietola e crostini aromatizzati al timo e aglio.
Devo dire davvero buona, peccato che la panna gli dia un aspetto poco invitante, è un elemento non necessario e che toglierò dalla lista degli ingredienti.
Il pane dà una marcia in più.

Melone ghiacciato con/senza miglio.
Piccole quantità (tipo monodose) sono un accompagnamento all'aperitivo rinfrescante e sfizioso. Servire in contenitori raffreddati in freezer, si consuma sempre a cucchiaio.
Nella versione con miglio il rapporto è 1/4 rispetto al melone.




La butto lì, al volo.

Questa merita, a ridosso del week end.
Facile, veloce e ne esci con dignità.

Avviso che domani replico l'esperienza e rifaccio la foto con la luce del sole, questa è penosa.
Come promesso ho rifatto la foto, e porto anche la testimonianza che il sole, tecnicamente inteso, non c'era.



Occorrente (dosi x due spiedini):
salmone filetto 120 gr (fresco)
avocado 1/2
melone 2 fette
lime 1
erbe varie fresche (origano, menta, timo, basilico)
pane
lattuga
cipollotto fresco
semi di senape
mezzo pomodoro qualunque
mandorle (a piacere)
rubate una spiga di lavanda dal vicino


Nel mixer con le lame mettere:
le foglie di timo, origano, basilico (una cosa come due rametti per erba, ma solo le foglioline, lavate e asciugate) e il fiore di lavanda sgranato; due/tre foglie di lattuga; qualche mandorla; qualche fetta di cipollotto, due cucchiai d'olio, 1/3 del pomodoro (che essendo stato mezzo in partenza fa uno spicchio in tutto). Un cucchiaino di semi di senape. Mixare. Aggiustare di sale e pepe. Assaggiare. Travasare in un contenitore e dare un giro d'olio EVO.

Accendere il forno grill, 180°.

Tagliare tutto il resto a cubi (o quanto più vicino ad un cubo...) e avere cura di innaffiare l'avocado con il succo del lime. Infilare nello spiedino alternando i colori.

Scaldare una padella antiaderente liscia o la griglia, purché antiaderente, la carne del salmone è molto delicata e se si attacca rischiate di strapparla andando a girare lo spiedino.

Mettere il pane in forno.

Cuocere gli spiedini pochi secondi per lato fino a che ogni parte del salmone avrà cambiato colore. Il cuore rimane rosa intenso e tenero. Salare.

Stendere sul pane caldo un paio di cucchiaini di pesto profumato e servire con gli spiedini.

E un piatto molto delicato e leggero ma giuro che i profumi bastano a riempire la bocca.

Per quel grumo di roba dentro alla carta a fiori blu attivate la visione selettiva e fingete di non vederlo. That's it.

Nota postuma (postuma al salmone): ho provato a inserire la rapa rossa bollita. Favoloso, lo devo dire. E confermo che qualche piccolo fiore di lavanda rende speciale questo umile spiedino.