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Step 4: l'ossimoro perfetto.

(è sera e ho fame, 'sto piatto non lo si mangia freddo, ho usato l'Iphone, sono certa comprenderete)


Sono sicura che questo pesce vi stupirà, ma dovete dargli un po' di fiducia, perché sulla carta si vende male. Non servono fuochi pirotecnici o salti mortali, solo un po' di tempo.

Merluzzo al pomodoro, in bianco, il più perfetto degli ossimori.


Quando cerco la soluzione ad un problema di cotture, consistenze o reazioni chimiche in cucina vado subito da lui, Bressanini. Il suo blog è pieno di conoscenze 'del buon senso', quelle della nonna per intenderci, ma approcciate da piccolo chimico. Piccolo quello che legge, ovviamente, perché Bressanini le spiega in modo commestibile anche per il più digiuno tra noi.
Mentre ero da lui e cercavo materiale per i miei brodini mi sono imbattuta nei suoi esperimenti per chiarificare il brodo di carne. Chiarificare significa eliminare le parti solide da un liquido facendolo diventare trasparente, anche quelle parti che nessun colino ha maglie sufficientemente strette per trattenere.
Nelle cucine di un tempo usavano l'albume: messo nel liquido caldo le proteine coagulano formando una 'rete' che 'trattiene' le impurità, ma purtroppo ne altera il sapore. Bressanini estende la regola e trova la soluzione (o la espone, non so dire chi ne abbia la paternità). Per il dettaglio qui

estratto di pomodoro crudo con la gelatina
Tralasciando ora la parte tecnica ed il flusso mentale che hanno portato al risultato finale, ma vi invito assolutamente a leggere tutto!, il punto cruciale è:
si riesce a filtrare succhi, a crudo, di frutta e vegetali (che contengano acqua) trasformandoli in concentrati di profumo e sapore, assolutamente trasparenti.

Ho provato subito!

Qui a sinistra il succo filtrato con l'aiuto della gelatina vegetale.
Per 250 ml di liquido servono dai 0,5 ai 2 gr di agar agar, dice Bressanini.
Il mio vira sul verde perché ho usato 200 ml di pomodoro tipo 'Cirio' e 50 ml di finocchio. Volevo fare le cose precise salvo poi rendermi conto che la mia bilancia ha un margine d'errore intorno ai 3 grammi O_o' quindi ho fatto un po' ad occhio. Strano, non mi capita mai.
Ma questo torna utile a chi di voi volesse provare con l'agar agar in fiocchi (quello in polvere non lo conosco), perché ora posso dirvi che (leggere solo dopo aver capito il procedimento di Bressanini) anche se eccedete con la gelatina l'esperimento riesce lo stesso, ma va tenuto per un po' fuori dal frigo.
Il dettaglio ve lo dice Bressanini, io vi anticipo solo che servono almeno 24 ore di preavviso per averlo nel bicchiere. ;)


Il pesce l'ho cotto per infusione (circa): fatto un brodo con carote, aneto, due fette di limone, qualche seme di finocchio, un po' di sale, pepe in grani. Ho aggiunto i cubetti di pesce al brodo bollente ma senza fiamma, appena spento il fuoco, e lasciato cuocere lentamente completamente sommerso (ci vogliono pochi minuti). Ho servito nel succo di pomodoro e finocchio ben caldo, aggiungendo qualche vegetale preso dal brodo. Giro d'olio e tuffo nel sapore.


estratto di pomodoro con merluzzo cotto in court bouillon





























Tip (trucco) time:
adoro la melagrana, ma la mia ottusa impazienza non mi permetteva di goderne dei frutti. Troppo tempo per staccare gli arilli ed eliminare quella pellicina fastidiosa (e amara).
Ero sicura ci fosse un modo per velocizzare l'operazione ma a me nessuno l'aveva insegnato.
Fino ad ora.

Tagliare a metà il frutto, non incidendo lungo l'attaccatura (chiamiamolo picciolo), ma nella larghezza.
Fare delle incisioni col coltello dall'esterno verso il centro, lungo le parti che vedete bianche. Premere dall'esterno del frutto e cercare di aprirlo leggermente, sembrerà un fiore.
Porsi sopra ad un contenitore capiente con la buccia verso l'alto e, con l'aiuto del dorso di un cucchiaio in legno, colpire con forza la buccia del frutto. (Occhio alle dita). Gli arilli cadranno quasi tutti, integri e in pochi secondi.
Qualche tempo fa avrei pagato per una simile dritta.

In IT non c'è nulla, ho trovato questo video che aiuta a capire quanto appena detto.
ATTENZIONE! Non spremerlo come fa lui, che si rovinano gli arilli e ci si sbrodola per nulla. E prima di battere fare le incisioni come detto, si staccano prima e quasi tutti!

(per chi lo conosce già: perché non lo ha detto??? ;)



Per grandi e piccini. Per grandi di sicuro.

I bambini.
Io bambini non ne ho. E questo, nella percezione degli stessi, crea un grAnde divario rispetto alla percezione di una mamma/zia che ha dei figli suoi/nonna.

Lo sapevo sulla carta e adesso lo so anche sulla pelle.
O meglio sul divano, sul cuscino, sul muro, sullo specchio...O_o.

In verità quelli che sono stati qui sono due angioletti biondi. In verità biondi angioletti intendo. E nonostante la fatica ad acclimatarmi ai suoni e allo sbrodolo sul e sotto il tavolo, ora che sono ripartiti mi mancano da morire.

Non avrei mai creduto di affezionarmi tanto a due mezzi metri (in media) dotati di slimer congenito.

Nel disperato tentativo di pensare ad un dolcetto che non fosse portatore di soffocamento per il più piccolo mi sono cimentata nel riso al latte. Cementata anche. Perché è talmente appiccicoso e dolciastro e profumato che ai bambini non ne è arrivato nemmeno un cucchiaio. Magnato io, sorry.
L'istinto di maternità lo lasciamo per domani.

riso cotto nel latte con zucchero e vaniglia
Per due (golosi)
Riso arborio 70 gr
Zucchero semolato 40 gr
Latte intero 650 ml
1/2 bacca vaniglia

In una casseruola antiaderente mettere tutti gli ingredienti e portare ad ebollizione per 5 minuti.
Abbassare il fuoco e lasciar sobbollire lievemente per 25 minuti girando spesso. Accendere il forno.
Trasferire il pastone in una pirofila da forno e cuocere a 150 gradi per altri 20/30 minuti.
Lasciar raffreddare (o no) e consumare. In alternativa si può polverizzare la superficie con dello zucchero e infornare nuovamente col grill al massimo della potenza per caramellare la superficie.

Note tecniche:
-Io amo i semini di vaniglia sotto ai denti, per chi non li vuole consiglio di usare dell'estratto di vaniglia (non essenza o vanilina che sono fake).
Si può profumare ulteriormente/diversamente il dolce con fiori d'arancio o petali di rosa: inserire un cucchiaio di fiori in una garza sterile da farmacia e chiuderla con dello spago da cucina. Aggiungere il 'fagottino' al latte dopo la prima bollitura vivace, per evitare che il calore eccessivo alteri e riduca i profumi rilasciati.
-Ho provato a farlo anche con il riso carnaroli, ma non si ottiene lo stesso risultato.
-La ricetta prevederebbe 50 gr di zucchero ma io lo trovavo stucchevole e ho ridotto a 40 gr.
-Anche il 'grado di umidità' può variare, nella foto è molto asciutto perché ho usato solo 500 ml di latte, la ricetta ne prevede 1700 su 100 gr di riso. Dopo varie prove il mio livello ottimale è con 650/700 ml, si conferisce la giusta cremosità. Attenzione che, col passare del tempo (anche poche ore), il dolce si asciuga molto.

A lezione da 'Sbagliando si Impara' (Cooking Tip): ho voluto sperimentare l'ultimo acquisto, la pistola lanciafiamme. ;)
Quando la usate per il riso al latte, crème brulée o whatever la superficie del dolce deve essere liscia e omogenea, altrimenti quello che non è ricoperto dallo zucchero si brucia.

La ricetta da cui prendo spunto è del delizioso Chef Rymond Blanc



Cuoricini cuoricini cuoricini, ciao cuccioli della zia!!