Visualizzazione post con etichetta zuppa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zuppa. Mostra tutti i post

Di temperature

Chi non ha mai subito un intervento chirurgico sa dirmi la temperatura delle sale operatorie?

In effetti, nonostante abbia alle spalle tanti anni di loboto-serie TV del genere medical drama, non mi ero mai trovata a farmi questa domanda: ti tengono al caldo avvolto in una coccola per ricreare una situazione di comfort oppure sei un quarto di manzo sul tavolo da lavoro di una cella frigo?

La seconda. -_-

Non è che ti diano nemmeno molto tempo perché tu ne possa disquisire, a onor del vero, in cinque minuti sei bello che andato a sognare, ma ci sono un po' rimasta male, a non saperlo, a farmi trovare impreparata. Ma tutto è andato bene e non mi sono accorta di nulla :)

Un'altra delusione è stata dopo il risveglio. Dopo il digiuno protratto ancora per un giorno, non è come avevi immaginato prima, dove avevi pianificato di farti portare una pizza salame piccante e peperoni direttamente in camera.
Dopo devi stare tranquillo, mangiare liquido (dove per liquido si intende brodo e non passato) e riprendere gradualmente i ritmi.

Non lo dite al chirurgo che mi sono mangiata la pasta al forno, vero?

Per dissimulare posto invece una ricetta così semplice che è capace di stupire per la sua bontà, ma soprattutto è un vero tranello, non fosse per il colore, non se ne riconoscono le carote.

Per 4


Carote 5 mondate
Nigella 1 cucchiaino
Aglio 2 spicchi in camicia
Olio EVO
Sale marino integrale



Oliare la teglia e le carote, polverizzare di nigella e sale fino, mettere in forno caldo con l'aglio a 180 gradi, per 20 min. Portare a bollore 400 ml di acqua dolce e frullare, a piacere con una puntina microscopica di polpa d'aglio. Servire.





Al contrario di tante verdure (tutte?) la carota è bene mangiarla cotta, questo permette di meglio assimilare il beta-carotene, un importante antiossidante.



Oggi baro

Un anno fa esatto ero nel mezzo della mia vita londinese e non sapevo ancora che l'avrei abbandonata a breve. Era routine andare a fare la spesa al Farmers' Market di Notting Hill e a Portobello. Mangiare al cinema, pranzare al museo, passeggiare con gli scoiattoli...
Ma qualcosa dovevo pur sentire, perché non ho perso mai un odore, una sensazione, uno sguardo, un respiro senza pensare a quale somma figata fosse la mia vita in quel momento.
Anche oggi sto bene, sia chiaro. Ho dei progetti che seguo con entusiasmo ed eccitazione, non ho nulla da chiedere e per questo accendo il cero ad ogni risveglio.

Ma oggi, proprio oggi, mi si blocca il groppo in gola e se chiudo gli occhi sento i rumori e i suoni di quel fantastico film che ho vissuto.
Il blog è stato un po' il termometro delle mie esperienze. Infatti da quando sono rientrata in Italia non posto un belino di niente. Devo cercare nuove fonti di ispirazione. Vero è che sono un po' in lutto perché non trovo tutta quella roba fantasmagorica che trovavo lì. Che quando ero a Londra mi lamentavo perché non ho mangiato i fichi per due anni ché arrivavano solo dalla Grecia e costavano come le ciliegie a dicembre.

Oggi baro e riciclo ricetta Uk-life, perché sono un po' melanconica e ovviamente anche la solita paracula. Del resto ho cambiato religione, mica carattere. :)


aglio arrosto pastinaca

Per la ricetta e le gag vi rimando al post.

aglio arrosto pastinaca










Zuppette, tombe e dintorni

Sto grattando il fondo. Ho esaurito le scorte auree raccolte nell'ultimo soggiorno italiano.
Ormai mi resta solo un cespo di radicchio di Treviso, che mi supplica di essere mangiato prima di passare a migliore vita. E io non riesco a mangiarlo. Dopo di Lui, il nulla.
O peggio, ancora rape. E cavoli.



Ho fatto una zuppa di lenticchie, radicchio e merluzzo e mi è venuta in mente una crema di funghi assaggiata lo scorso inverno in una cripta, seduta sulle tombe.
Sì si, ho detto cripta. E tombe.


Luogo di cui non vi ho ancora parlato. Ma quanto gelosa sono? ;)


Rimedio subito.

Siamo in Trafalgar Sq e probabilmente la National Portrait Gallery è una delle mete della giornata. Oppure avete seguito il mio consiglio e siete andati alla vicina Somerset (10 minuti a piedi). Oppure siete appena usciti dal vortice consumistico di Covent Garden e dovete ricongiungervi con la vostra spiritualità. Oppure vi piace il jazz.
Accanto alla Chiesa, tra questa e Pret a Manger, c'è una struttura in vetro, si vedono un ascensore ed una scala. Entrate.
He sì, this is London... Sto parlando della cripta del St Martin in the Field. Suggestivo luogo dove trovare ristoro e, al mercoledì sera, poter cenare ascoltando musica jazz.
Hanno una cucina tipicamente inglese con servizio a buffet, tipo mensa. E' un luogo spartano che odora un po' di brodo, non posso consigliarlo per come si mangia (lasciatevi tuttavia tentare dal mezzo chilo di crumble che propongono come dolce!), ma volendo è possibile consumare solo un caffè o semplicemente visitarla. E questo sì, vale la pena farlo.



La mia zuppa di lenticchie (per due) invece era così:

Lenticchie Umbre (un bicchiere e mezzo)
Alloro (una foglia)
Pomodoro concentrato
Aglio
Merluzzo (due filetti lunghi circa 10/15 cm) 
Radicchio di Tv (un cespo)
Zeste di mezzo limone bio non trattato
Olio EVO


Ho cotto le lenticchie in acqua (il doppio del loro volume) con una foglia di alloro, un spicchio nudo di aglio, un cucchiaino di pomodoro concentrato, sale. Ho messo tutto nella pentola a freddo dopo aver sciacquato le lenticchie. Non ho aggiunto olio. Lasciato sobbollire per una mezz'ora (generalmente vengono date delle indicazione sull'etichetta). Ho eliminato aglio e alloro e frullato grossolanamente le lenticchie. L'obiettivo era renderle cremose senza perderne la forma.

In una padella ben calda ho saltato il radicchio con un filo d'olio e il zeste, sale e pepe. Trasferito il radicchio in un piatto piano.

Ripulita la padella con la carta da cucina l'ho usata per saltare il merluzzo in abbondante olio, tagliato a cubetti. Definisco abbondante: cinque cucchiai. Se lo fate per più persone cuocete il pesce un po' alla volta e ripulite la padella con la carta dopo ogni cottura. Questo evita che la carne delicata del pesce si attacchi e si sbricioli. In generale, cucinare poco alla volta, vale per tutte le cotture dove si desidera tenere alta la temperatura.

Qualunque cosa io provi a fare (nel senso che magari mi sfugge qualche trucco/nozione) il merluzzo un pochino si sbriciola. E questo è più vero più si aumenta il tempo di cottura. Il merluzzo cuoce in un paio di minuti, forse meno, non lo abbandonate.

Cotte le lenticchie, è un piatto che si può fare espresso.




Zuppetta con piacere

Sono settimane che faccio la splendida con mia suocera perché sto ingozzando il commensale di tutte quelle cose che fin da piccolo non ha mai mangiato e rappresentavano un ostacolo alla felicità familiare.
In generale tutte le verdure cotte tipo carote, verza, cavolfiore, coste, zucchine... Praticamente il 98% di ciò che comporrebbe la mia alimentazione base se non avessi da sfamare lui e il blog.
E' stato un processo lungo, che non si creda io non sia passata attraverso momenti di ribellione e lotta.

Ma il successo è arrivato, sono addirittura riuscita a sentirmi ringraziare perché la mia 'dieta tipo' sarebbe salva prostata. Pensa te, ad averlo saputo prima!

E per dimostrare il mio commitment ieri abbiamo sdoganato i finocchi cotti e il cavolo.
Sono da sposare.

Zuppa leggera e gustosa, salva la linea, il sorriso, il portafogli e la prostata. ;)

Per due (con bis)
Finocchio 2 piccoli
Cipolla 1/2
Zucca chiara 1 piccola
Cavolo rapa 1/4
Patata 1

Per il crunch
Foglie di cavolo 2 (tipo cavolo nero toscano)
Aglio 2 spicchi
Pane vecchio, briciole di mollica
Peperoncino grani

Non serve spiegare come fare un minestrone da frullare/passare ma condivido solo due informazioni su come ho proceduto.
_Seguire l'ordine lessare-crunch-frullare. Lasciando il cavolo nella padella calda mentre frullate il calore continuerà ad asciugare le foglie mantenendo la croccantezza e, ovviamente, la temperatura.
_E' importante che i finocchi siano piccoli per ridurre al minimo lo scarto. Con dei finocchi molto grandi avremmo il problema dei fili presenti nelle coste più esterne, anche dopo cottura. Io ho usato due finocchi davvero piccoli, freschi e croccanti e soprattutto interi, con tutta la loro lunga barba attaccata, che useremo in parte lessa col resto, in parte saltata con il cavolo.
_Mettere la zucca nel forno intera a 150° per 20 minuti circa, quando la buccia si è ammorbidita raffreddare la zucca sotto acqua corrente e sbucciarla. Con la zucca cruda è più difficile da sbucciarla e si crea più scarto.

Ho frullato il tutto con olio a crudo, pepe a fresco.
E un cucchiaio raso di mascarpone. Tié.


La zucca che ho usato è questa, di forma leggermente allungata nel polo opposto al picciolo, grande meno di un melone; la polpa è compatta, molto chiara e dal sapore delicato.


Questione di temperature

La sensazione di "caldo" e "freddo" è davvero molto soggettiva. Però oggi qui ci sono 8 gradi, e non c'è un gran C-he da menarsela. Fa freddo.

Erano quattro giorni che aspettavo una bella giornata per rifare le foto di una zuppetta fredda. Ma oggi, nonostante il sole, pensare di mangiare una qualunque cosa posizionata sotto i 35 gradi, giammai.

Così vi propino quelle che ho, di foto, che non fanno totalmente schifo.. :/

Quando ho scorso l'introduzione a questo contest ho trattenuto le parole chiave:
[...] ricette ideali per la stagione estiva, fresche e leggere, da gustare sia in spiaggia, sia durante i pic nic [...] 

  • piatto da gustare freddo

Subito nella mia mente sono apparse la parmigiana di melanzane, la pasta al forno con le polpette, le sardine impanate e fritte... che sono sempre stati i miei pasti da spiaggia. Freddi. Che perdono croccantezza è vero, ma il gusto ci guadagna. Ve l'hanno mai detto che la parmigiana è più buona fredda, il giorno dopo? Noo?? Perché ve la magnate prima, ecco perché. E fate bene, meglio l'uovo oggi ché alle galline gli tirano il collo.
Ommioddio no, mi è venuta voglia di parmigiana... una malattia.

Perché, voi no? Non appartenete a quella categoria di persone che si portano il tavolino e le sedie pieghevoli e le posate in ferro perché 'il coltello di plastica non taglia la salsiccia secca al finocchio'...?

Fino all'adolescenza inoltrata, quando ho iniziato ad andare per mari diversi e con persone diverse non ho capito quanto fosse/sia...come dire...poco apprezzato? scarsamente diffuso? Certo, allora erano gli anni ottanta, eravamo diversi. Oggi abbiamo un pudore bipolare, o siamo esibizionisti e libertini nel corpo e nella parola o ci prende la vergogna se non abbiamo le mutande appaiate agli infradito.
Abbiamo nel cervello un sacco di pugnette. Facciamo filosofia su tutto e poi ci perdiamo i sapori e i piaceri della vita. Io prima della classe a predicar bene e, da buona gallina starnazzante però con la testa ancora sul collo, razzolare come mi pare.

Ecco, all'epoca no. Ero gallina anche all'epoca, ma senza pugnette e filosofia. Quindi era molto diffusa quella pratica, diciamo che è più un'usanza del sud, quella di stare comodi a mangiare anche se sei sulla spiaggia libera. Ho già detto altrove che io mi muovo sempre con una discreta riserva alimentare quando non so bene cosa posso trovare lì dove mi reco. Se avrò dei bambini non mi costerà fatica portare con me biberon e biscottini e mela grattugiata, lo faccio già ora. Poi uno si chiede perché noi femmine abbiamo sempre dei borsoni pieni e pesanti. Sono i nostri 'porti sicuri', un aiuto a mantenerci nella comfort zone, c'è chi ha il rossetto e la cipria, chi la salamella.
Poi son gusti.



Partecipo al Contest Freddo d'estate di #Food140 con:

Crema fresca al melone e avocado, carote alla menta e curry.

Per due.
Melone ben maturo! 1
Avocado 1/2
Panna di soya 50 ml
Carota 1
Limone (succo) 1/2
Menta, Curry, Sesamo nero

Lavare la carota e tagliarla a fettine sottili (con il pelapatate ;). Da ogni fettina ricavare delle strisce. Preparare il melone e l'avocado, tagliarli a pezzi grossolani, innaffiare subito l'avocado col succo di limone. Conservare in frigo.
In una padella versare un cucchiaio d'olio e aggiungere  qualche foglia di menta sminuzzata, a seguire la carota e un cucchiaino di curry. Saltare qualche minuto a fuoco vivace, lasciar raffreddare.
Nel mixer con le lame frullare la frutta con la panna. Salare a proprio piacere, ma deve essere salato! Io ho aggiunto anche qualche ago di rosmarino e una spolverata di paprika dolce.
Servire la zuppa con i fili di carote in superficie e una piccola pioggia di nigella.

zuppa avocado e melone al curry e menta


























Nel tragitto delirante che mi ha portata qui sono passata attraverso:

Melone, barbabietola e crostini aromatizzati al timo e aglio.
Devo dire davvero buona, peccato che la panna gli dia un aspetto poco invitante, è un elemento non necessario e che toglierò dalla lista degli ingredienti.
Il pane dà una marcia in più.

Melone ghiacciato con/senza miglio.
Piccole quantità (tipo monodose) sono un accompagnamento all'aperitivo rinfrescante e sfizioso. Servire in contenitori raffreddati in freezer, si consuma sempre a cucchiaio.
Nella versione con miglio il rapporto è 1/4 rispetto al melone.




Zucca_bianco

Una volta, tanto tempo fa, avevo pensato di unire il mio interesse per il cibo, per la cucina, al mio (incerto) percorso accademico e dargli uno scopo specifico sfruttando la mia laurea in psicologia. O forse era più per far fruttare la laurea...(?). Non parlo delle scelte alimentari quali espressione di uno stato psichico, ma del processo inverso: suscitare, stimolare, favorire un dato stato mentale o emotivo attraverso la specifica scelta di ciò che mangiamo. Fantasia, con un mero e riprovevole obiettivo commerciale se prendiamo la cosa da un (anche solo semi-serio) punto di vista clinico. A ciò poi si aggiungerebbe la necessità che le persone a questo mondo fossero alimentopatiche (scusate il neologismo), come sono io. Tra le mie conoscenze più strette, ad esempio, annovero piacevolissime e intelligenti personalità che potrebbero benissimo nutrirsi di capsule insapori o che, bendate, non sarebbero in grado di distinguere del miele da una mela cotta. Principio di base, quindi, fallito in partenza.
Ad ogni modo, deliri a parte, è sicuramente vero che alcuni alimenti contengono sostanze che, direttamente o innescando processi, interferiscono sull'umore e sullo stato generale di benessere, così come è vero che non solo la 'piacevolezza', l'estetica, ma anche i colori di ciò che mangiamo possono essere in grado di stimolare in noi specifiche reazioni, spesso emotive.
Il colore, inoltre, è sovente indice della presenza di determinate componenti, una dieta equilibrata è una dieta variegata su tutta la linea, anche cromaticamente parlando.

Mi è stato regalato un libro di cucina. Non classicamente inteso.
Mi piace.
Mi piace fin dalla carta.
Mi piacciono le foto, mi piace l'idea di suddividere gli interventi culinari in colori. E poi contiene informazioni utili anche sui prodotti usati, sulle loro caratteristiche, la provenienza e la reperibilità. 




E' tanto che ci giro attorno, al libro. Lo sfoglio, lo chiudo. Lo riprendo, leggo. Vorrei replicare qualcosa, ma come di fronte a tutti i libri (e i siti, i blog, i video...) di ricette quando lo apro mi confondo un po'. Mi ispiro, 'rubo' dei dettagli o delle idee, ma raramente sono in grado di seguire le indicazioni alla lettera.



Non sarà questa l'eccezione alla regola.
Avevo solo bisogno di riportare luce e pace nella mia giornata, come spiegano poeticamente Daliah e Nicola. La fortuna ha voluto che il contadino avesse delle piccole, bellissime, candide zucche.





Per due persone.
Zucche (diametro 12 circa) 2
Latte 1/3 bicchiere
Panna di soia 2 cucchiai
1 patata piccola
Verbena fresca, qualche foglia
Olio EVO, due cucchiai
Pancetta una fetta
Pane, due fette piccole
crema di zucca bianca
Crema di zucca bianca profumata alla verbena

Lavare le zucche e svuotarle dai semi. Tagliate a pezzi grossolani, bollirle in acqua salata con la patata. Le mie erano bio e tenerissime, ho tenuto anche la buccia.
Spezzare le foglie di verbena e fare un'infusione nel latte bollente. Lasciar raffreddare leggermente e aggiungere l'olio, emulsionare (mescolare).
Accendere il forno a 200°, stendere la pancetta (tagliata a proprio piacere) sulla carta da forno, appena questa si rosola girarla e appoggiarla questa volta sulla fetta di pane, in questo modo il pane verrà condito. Schiacciare la patata a mano.
Nel mixer inserire la zucca scolata, latte (filtrato, non vogliamo le foglie di verbena né la pellicola che si è formata), la panna e frullare fino a che si creerà un composto omogeneo. Aggiungere la patata un po' alla volta, azionando il mixer a impulsi. La zucca in questione ha un sapore talmente delicato che ogni elemento aggiunto rischia di prevalere, vale anche per il latte e la panna. Se la patata viene frullata ad alta velocità l'amido crea un aspetto appiccicoso. Valutare a proprio gusto. Aggiustare di sale, impiattare, aggiungere pepe macinato a fresco e servire, tiepida.
Delirio di coda...: Mangio mezza crema e poi pancetta e pane croccanti che creano un intervallo grintoso. Grazie all'acidità del pomodorino elimino i residui grassi e saporiti che mi impedirebbero di gustare ciò che resta della zucca.



Declinazione di zucca.

Come può un single, o una coppia, comprare una zucca intera senza arrivare al punto di desiderare di non averlo fatto?

La zucca è buona e fa bene ed è bella e si presta a tante lavorazioni, ma ha quel sapore...di zucca, che non ne puoi mangiare tanta ed apprezzarla tutta. E per di più la zucca è grande e in una zucca c'è tanta zucca. O_o
Questa lunga con la scorza giallina che ho comprato è anche densa, i semi sono davvero pochi e si riescono a fare quasi tutte fette tonde. Insomma, 'zucca vuota' un corno.
Io preferisco evitare di congelare il crudo. La materia si trasforma e non la lavori più nello stesso modo, così ho provato a sfruttarla in tutta la sua maestosa zucchezza cercando di renderla il meno ridondante possibile, il commensale ha apprezzato, e garantisco che si tratta di un grande successo. ;)

Zucca al forno.




























Zucca a tocchetti fatta bollire per 5 minuti in acqua salata. Scolata.
In una ciotola ho mescolato la zucca a olio, pepe macinato a fresco, pezzetti di capra fresco. Versato nel contenitore e spolverato di farina di semola. 200 gradi per 15 minuti.
A freddo ho aggiunto la melagrana.

Crema di zucca e carote con amaretto.




























Che non ho mai pensato di aver scoperto qualcosa di nuovo...zucca e amaretti, ma è un abbinamento che fa sempre il suo dovere.
Zucca e carote bollite in acqua salata nel rapporto di 4/5, l'equivalente di un cucchiaio di stracciatella (il contenuto della burrata), o mozzarella, per ogni commensale.
Frullare il tutto molto caldo, solo con qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiungere una macinata a fresco di pepe. Impiattare e spolverare di amaretti e sesamo nero. Servire.

Parmigiana di zucca




























Fette di zucca (e zucchina gialla, nella foto) bollite, asciugate, impanate e fritte (ma secondo me si poteva evitare perché non ha dato valore aggiunto) alternate a salsa di pomodoro, mozzarella, formaggi di capra grattugiati. In forno per 10 minuti a 200 gradi.

Torta al cioccolato e zucca




























Farina 170 gr
Cioccolato fondente 200 gr
Burro/margarina 50 gr
Zucchero 120 gr
Uova 3
Latte 30 ml
Lievito per dolci, mezza bustina.
Zucca, qualche fetta

Far bollire la zucca fino a cottura con un cucchiaino di zucchero.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con metà del burro.
Montare a neve ben ferma gli albumi e conservare in frigo mentre si montano tuorli, zucchero e il restante del burro.
Accendere il forno a 200 gradi.
Aggiungere ai tuorli/zucchero/burro, direttamente nel mixer, il cioccolato/burro fusi (non bollente altrimenti si cuoce l'uovo nel mixer) e, a filo, il latte.
Incorporare gli albumi alla mistura sopra creata.
Setacciare la farina con il lievito ed incorporare il composto.

Risulterà un impasto molto denso. 

Imburrare la teglia del dolce e cospargere di farina eliminando gli eccessi, stendere uno strato di composto, distribuire le fette di zucca e ricoprire col restante impasto. Spolverare di zucchero la superficie.
Infornare e abbassare la temperatura a 180 gradi. Test dello stecchino per monitorare la cottura almeno dopo mezz'ora.

E' un dolce asciutto, ideale da servire con creme e o per la colazione/the. NON è molto dolce, aggiungere 30 gr di zucchero se si amano i dolci dolci. ;)


Fatta fuori la zucca.
E ho usato anche la scorza, ma questa è una storia che racconto in un'altra occasione...

Came back home for the Queen's Jubilee_part one

Sisisì. Tornata a casa in tempo per festeggiare la Regina e andare in giro con la bandiera e sventolarla felice di fare un po' parte di questo Regno. Anche se proprio British non sono. Per la lingua, che ancora oggi mi concentro per dire nel modo giusto pear al fruttivendolo, perché la fila la faccio ancora a zig-zag, perché il tea delle 5pm lo bevo alle 10am e perché...non parliamo dell'aplomb (perdo le staffe già a scriverlo;) ma soprattutto perché io sta pioggia non la reggo più. E se uso il grassetto c'è aria di crisi.

Lasciato il Grande Regno per la Costa Azzurra mi sono trascinata lì la pioggia e i 15 gradi di Londra.
Nel frattempo (il frattempo è "da quando sono decollata a quando sono riatterrata 10 giorni dopo") qui è spuntata l'estate, breve devo dire, 10 giorni sono un po' tristi, ma pur sempre estate. E giù tutti nudi (mi han detto, io non c'ero no?), senza scarpe a sudare sotto al sole nel parco. Ritorno. 15 gradi e pioggia. Again.

Anyway, saranno stati questi DIECI giorni di estate, sarà che qui arrivano le zucchine dal Guatemala, sarà quel che sarà ma al mio rientro ho trovato al mercato l'anguria!

Che se la spaccavo e rovesciavo la vodka in una metà era già della temperatura giusta... cerco di fare dell'ironia ma visto il contesto atmosferico lo definirei più humour noir.

Ad ogni modo la tecnica di "fingo di non aver ancora ai piedi le ciabatte col pelo e godo dei frutti di stagione" mi ha sempre premiata e così ho usato i miei 3 kg di dolce, succoso e fresco watermelon, così:


Watermelon Soup

Watermelon Virgin Mary
Anguria
Barbabietola (o cetriolo) 1
Aglio (mezzo spicchio)

Basilico e Menta e Citronella
Sale
Pepe
Olio EVO 1 cucchiaio
Per la zuppa fredda ripulire l'anguria dei semi, per il Cocktail non è necessario.
Nel mixer frullare tutto per qualche minuto, assaggiare e aggiustare con gli ingredienti a piacere.
Servire la zuppa con qualcosa di croccante in superficie (nella foto foglie di cavolo secche. Che detto così fa pena, ma sono buonissime).
Per il cocktail filtrare nello scolapasta (per lasciar passare un minimo di polpa) e servire freddo. Con vodka, volendo.