Tipo una crostata... ma senza pericoli, senza insidie, solo dolcezze cremose.
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I moved
Sono felice di informarvi che ho traslocato definitivamente. Per i curiosi sono qui...
sarahtibs.it con delle polpette TOP. Vi aspetto. :)
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Meglio tardi che mai
Meglio tardi che mai iniziare a mangiare bene.
Meglio tardi che mai smettere di fumare. (herm herm, cof cof)
Meglio tardi che mai associarsi all'AIFB (sono con voi ragazze, anche se per ora solo con lo spirito :/ )
Meglio tardi che mai partecipare ad un contest che scade stasera. Yo.
Ho scoperto gli Shiitake qualche anno fa e da allora do la caccia ai produttori italiani peggio di un maiale da tartufo (bella immagine).
All'insegna del 'presto che è tardi' vi lascio nel magico mondo della buona tavola con l'ultimo ritrovato elisir di buona salute. Perché niente ci può salvare come una bacchetta magica, ma sicuramente possiamo provare a scivolare via dalle categorie di rischio iniziando con delle buone abitudini...
Cuore, circolazione, girovita e palato ringraziano AIFB e “Azienda ospedaliera Universitaria Federico II per questo bel contest. Io ringrazio perché finalmente c'è uno spazio dove le mie ricette hanno il senso che meritano. Perché, parafrasando gli inglesi, se non la suono io la mia trombetta come posso pensare lo facciano gli altri?
L'ultima ricetta senza grassi cattivi (animali o vegetali), senza cotture ad alta temperatura, senza dolcificanti, ma ricca di sinergie vincenti, si aggiunge alle 55 ricette quasi sempre facili, veloci e integrali che stanno costruendo la mia raccolta (leggi libro) e la condivido con voi, nella speranza che sia di buon auspicio al progetto. (Tranquilli, le foto le ha fatte uno bravo, mica io :)
Per il contest
Per la categoria PRIMI
Zuppa di Funghi
Ingredienti per due
Funghi Shiitake freschi 250 g
Batata rossa bollita 150 g
Rapa rosa (a piacere) 1/4 pulita
Sedano solo le foglie
Pistacchi non tostati, non salati
Limone succo, qualche goccia
Aglio
Sale marino integrale
Olio EVO
Pulire velocemente i funghi sotto acqua corrente rimuovendo la parte finale del gambo, che spesso è più coriacea. Tagliare a lamelle i funghi e farli saltare qualche minuto in un cucchiaio di olio EVO con uno spicchio di aglio e la rapa. Solo a cottura ultimata aggiungere le foglie di sedano tagliate sottili, qualche goccia di limone e un pizzico di sale.
Nel mixer frullare la patata dolce (detta anche batata rossa), i funghi (preservandone una parte per decorare il piatto) e i pistacchi. Sarà necessario aggiungere dell'acqua per diluirla a zuppa, più densa può essere servita come crema.
Sinergie ipocolesterolemizzanti
I pistacchi sono ricchi di fitosteroli, utili nel regolare il colesterolo e nella
prevenzione di patologie cardiovascolari.
La patata dolce è ricca di fibra, che come sappiamo ha un importante ruolo nella riduzione del colesterolo.
I funghi Shiitake sono ricchissimi di sostanze
protettive: da enzimi ad amminoacidi che concorrono alla riduzione
dei livelli di colesterolo nel sangue. Possiedono inoltre vitamine del gruppo B (1, 2, 6, 12) e importanti precursori della vitamina D
Il limone aiuta ad amplificare il sapore salato aiutando a ridurre i consumi di sale. Rende anche i colori più brillanti, anche l'occhio vuole la sua parte.
Legumi e altre forme di vita Sana
Why go vegan when you can go healthy?
Questo sarà il mio mantra.
L'ho scritto in inglese perché è soprattutto dall'estero che arrivano certe ricette piene di olio di cocco che tanto vale mangiare una torta margarina-zucchero-uova. Come a dire che per quella parte di popolazione che mangia vegano perché pensa sia salutare e non perché animal-ambientalista dovrebbe fermarsi a ragionare un secondo, prima di buttarsi sulla panna di cocco.
E poi perché la scimmia di Londra non è ancora scesa dalla mia spalla e sto monitorando i voli come un falco, al primo biglietto cheap che si incastra con gli altri piani zacchete! che mi faccio una pucciatina nella umida, inquinata, frenetica, impareggiabile Londra. Cuori Cuori. Snif-snif. Miss it.
Sono stata al Sana di Bologna. Sì, giassò, sono passati mesi, ma ho dovuto far girare il criceto un po' più a lungo del solito...
Ne parlo perché al Sana di Bologna, Salone Internazionale del biologico e del naturale, dove trovi tutto quello che può interessare una persona che gira attorno alla cucina vegetale, ho avuto conferma di questo. Non sempre perché è vegano, è sano.
Si trova tutto, sì, ma anche tanta pubblicità e azioni commerciali e tante mode che solo il tempo ci dirà se passeggere o se si confermeranno nell'olimpo delle buone pratiche. Come essere (e in parte proprio lo eri) in un grande supermercato diviso per produttori.
Molti corsi, workshop e conferenze interessanti, avendo potuto essere presenti tutti i giorni l'offerta era sicuramente ambia e di qualità.
E' stata per me l'occasione di avere conferma di quanto detto: se ti fermi a leggere gli ingredienti sulle etichette di alcuni di questi prodotti vegani, bio, sostitutivi, proteici senza grassi animali [...], spesso ti imbatti in grassi vegetali che rendono il prodotto poco in linea con le virtù che decantano.
Se fino a ieri mangiavamo carne come leoni perché ci dicevano che le proteine animali ci servivano oggi che la prospettiva si è ribaltata, se ci interessa, ci serve essere consumatori sempre più attenti per non farci fregare dai dettagli, dobbiamo imparare a leggere le etichette. La gente oggi segue delle mode e dei trend alimentari senza farsi domande, come una volta si indossavano le spalline alla Goldrake senza chiederci se eravamo minimamente femminili o estetiche, oggi anche l'alimentazione segue una moda. Tanto che, in un luogo in cui era ospitata la Veganfest, in cui si parlava di biologico e di salute (e non è la prima edizione, è un evento che vanta decenni di esperienza), potevi mangiare solo ai ristori dell'ente fiera, panini di mortazza o di verdure grigliate scongelate.
Non è questa una testimonianza della scarsa coerenza sull'argomento?
Il tempeh, per chi non lo conosce, è soia fermentata grazie all'azione di un fungo. Ha un saporino che mangiato nudo e crudo (va comunque sempre cotto prima del consumo) non definirei invitante, ma se ben condito o unito ad altri ingredienti può conferire al palato quel tipico piacere di animalo che spesso manca a chi sceglie di farla finita con la carne e i formaggi.
La cosa interessante è che ha un alto valore proteico e che nel processo di fermentazione si produce la vit. B12, elemento importante nel meccanismo di assorbimento del ferro.
Qui l'ho reso anche un ottimo modo per scaldare le stanche membra intorpidite dal freddo umido di questi giorni, piatto veloce e piacevole.
Per due
Zucchine 2
Tempeh al naturale panetto da 400 g
Peperoncino fresco 1
Zenzero fresco 10 cm
Stecca di lemongras 1
Uva sultanina 1 cucchiaio
Aglio fresco 1 spicchio
Bacche di ginepro 6
Macis (o semplicemente noce moscata)
Curcuma 1 cucchiaino
Alloro foglia fresca 1
Salsa di soia 2 cucchiai
Succo di limone fresco 1/2
Pepe nero
Sale marino integrale
Olio EVO
Affetta o sminuzza lo zenzero, il cuore del lemongras, il peperoncino fresco, l'aglio e scalda dolcemente in poco olio EVO. Grattugia a julienne le zucchine e falle saltare velocemente nel trito, aggiungi le bacche di ginepro, il macis o una grattugiata di noce moscata, la foglia di alloro fresco e l'uvetta. Lascia cuocere a fuoco basso qualche minuto, versa il succo di limone e lascia riposare coperto fino al momento di servire. In una pentola a parte fai bollire il tempeh, già tagliato a cubetti, per qualche minuto. Prepara una salsa a base di curcuma e salsa di soia e usala per condire il tempeh, gratta un po' di pepe a fresco. Servi insieme, scalda il cuore. E non solo.
Box cucina
Il limone esalta i sapori salati rendendo superfluo l'uso del sale, ma vi ricordo che il cibo acido non deve restare a contatto a lungo con le pentole in metallo.
Box alimento
Il macis è l'involucro che ricopre la noce moscata, ne ricorda il sapore ma è molto più delicato.
Box salute
La curcuma e lo zenzero hannno entrambi potere antinfiammatorio, la curcuma viene assorbita correttamente se consumata con piccole dosi di pepe.
Di temperature
Chi non ha mai subito un intervento chirurgico sa dirmi la temperatura delle sale operatorie?
In effetti, nonostante abbia alle spalle tanti anni di loboto-serie TV del genere medical drama, non mi ero mai trovata a farmi questa domanda: ti tengono al caldo avvolto in una coccola per ricreare una situazione di comfort oppure sei un quarto di manzo sul tavolo da lavoro di una cella frigo?
La seconda. -_-
Non è che ti diano nemmeno molto tempo perché tu ne possa disquisire, a onor del vero, in cinque minuti sei bello che andato a sognare, ma ci sono un po' rimasta male, a non saperlo, a farmi trovare impreparata. Ma tutto è andato bene e non mi sono accorta di nulla :)
Un'altra delusione è stata dopo il risveglio. Dopo il digiuno protratto ancora per un giorno, non è come avevi immaginato prima, dove avevi pianificato di farti portare una pizza salame piccante e peperoni direttamente in camera.
Dopo devi stare tranquillo, mangiare liquido (dove per liquido si intende brodo e non passato) e riprendere gradualmente i ritmi.
Non lo dite al chirurgo che mi sono mangiata la pasta al forno, vero?
Per dissimulare posto invece una ricetta così semplice che è capace di stupire per la sua bontà, ma soprattutto è un vero tranello, non fosse per il colore, non se ne riconoscono le carote.
Per 4
Carote 5 mondate
Nigella 1 cucchiaino
Aglio 2 spicchi in camicia
Olio EVO
Sale marino integrale
Oliare la teglia e le carote, polverizzare di nigella e sale fino, mettere in forno caldo con l'aglio a 180 gradi, per 20 min. Portare a bollore 400 ml di acqua dolce e frullare, a piacere con una puntina microscopica di polpa d'aglio. Servire.
Al contrario di tante verdure (tutte?) la carota è bene mangiarla cotta, questo permette di meglio assimilare il beta-carotene, un importante antiossidante.
#IGmi14
Ebbene sì, sono stata una zavorra.
Una di quelle che va alla festa e torna a casa alle 10 perché "se non dormo mi vengono le rughe e il malumore". E ti guarda pure con quel misto di invidia e compiacimento per la propria forza di volontà. Non ti viene voglia di ucciderla, una così? E infatti Vale e Sere non si sono risparmiate nulla e mi hanno insultata senza pietà. -.-
Ma che colpa ne ho io se ho intrapreso la strada verso la salvezza, verso l'ascesi alimentare? (Ahahahah)
#IGmi14 sembrava comunque un po' allineato al mio mood salutista, perché, oltre ai quintali di maiale insaccato, manzo, fois gras, salmone affumicato (sto salivando come il cane di Pavlov, alla fine il piacere "del maiale" non si scorda mai...!), c'erano rappresentanze vegetali di tutto rispetto! Oltre alle carote e alle spezie, intendo.
Il programma di Identità Naturali è stato illuminante e mi han arricchita non solo di nozioni ma anche di vibranti personalità. Senza nulla togliere agli altri interventi, inter-s-venuti e interventisti (alcuni avevano infatti un taglio che mi è parso troppo commerciale) due sono le esperienze di cui è stato un lutto privarsi, al termine della giornata: Simone Salvini e Daniela Cicione.

Incredibilmente stimolante assaggiare la cucina vegana preparata da mani sapienti.
Mi auguro che il prossimo anno replichino l'argomento. Vista la piega che prende il mondo, mi sa che amplieranno lo spazio dedicato...
E mettete un bar porco corbezzolo, che uno che c'ha fame muore!
| Bearman-Del Coro_cervo |
| Lello Ravagnan_vegburger |
| Loretta Fanella_barbabietola |
Casa
Tornare a Casa sì, ma dove?
Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.
La casa è dove c'è il cuore. Dove c'è l'amore? L'amore per il commensale, la mia casa è a Como.
L'amore per la famiglia, allora vado a Bassano. O in Francia, da mio padre. A Milano c'è mia Cuggina... Ho degli amici a noi cari in Spagna, in Lussemburgo, a Londra.
A vederla così sembro una senza fissa dimora e invece sono ricca. Di affetti e di case da scroccare. ;)
Per My Secret Dinner un secondo Veg pronto in 20 minuti, il giorno prima.
Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.
Tofu
Zucchine piccole estive
semi di finocchio
cumino
curcuma e/o curry
lenticchie rosse bollite
In una padella versare qualche cucchiaio di olio EVO semi di finocchio, cumino, aglio, cipolla a rondelle, le zucchine a pezzetti, dopo 5 minuti aggiungere il tofu a cubetti. Far rosolare un minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente bollite in acqua salata (15 minuti), una spolverata di curry e curcuma. Salare.
Lasciar raffreddare, tenere in frigorifero fino al momento di preparare il vostro cestino per raggiungerci a cena, dove trovare i vostri amici, dove vi sentirete a casa.
Davvero?
Non siete seri! Siamo il 25 e non ho ricevuto ancora nessuna delle vostre proposte? Cosa succede?
Sarà mica che mi son fatta li fatti mia fino ad ora e mi state punendo? ;)
Io intanto penso a cosa preparare per il mio tavolo...
Melanzane fritte alla menta.
5 minuti di preparazione, 15 minuti di cottura a basso grado di sorveglianza, il tempo di sminuzzare la menta.
Si prepara il giorno prima, anche due.
Pelate le melanzane, tagliatele a pezzetti e cuocetele in una padella con aglio in camicia (io ovviamente lo metto schiacciato ;) e semi di cumino in abbondante olio EVO a fuoco alto. Girare e aggiungere un po' alla volta altro olio fino a che tutte le melanzane siano ben bagnate. A metà cottura salate (a piacere aggiungere qualche goccia di succo di limone) e coprite, ultimate la cottura a fuoco basso. Lasciar raffreddare, pestare grossolanamente con la forchetta, aggiungere poco prima di servire la menta sminuzzata.
Ciao ciao!!
Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.
Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.
Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)
Ecco cosa si apre:
Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?
Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!
Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.
Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.
![]() |
| I-phone pic. Mica male, eh? |
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?
Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.
Questione di temperature
La sensazione di "caldo" e "freddo" è davvero molto soggettiva. Però oggi qui ci sono 8 gradi, e non c'è un gran C-he da menarsela. Fa freddo.
Erano quattro giorni che aspettavo una bella giornata per rifare le foto di una zuppetta fredda. Ma oggi, nonostante il sole, pensare di mangiare una qualunque cosa posizionata sotto i 35 gradi, giammai.
Così vi propino quelle che ho, di foto, che non fanno totalmente schifo.. :/
Quando ho scorso l'introduzione a questo contest ho trattenuto le parole chiave:
[...] ricette ideali per la stagione estiva, fresche e leggere, da gustare sia in spiaggia, sia durante i pic nic [...]
- piatto da gustare freddo
Subito nella mia mente sono apparse la parmigiana di melanzane, la pasta al forno con le polpette, le sardine impanate e fritte... che sono sempre stati i miei pasti da spiaggia. Freddi. Che perdono croccantezza è vero, ma il gusto ci guadagna. Ve l'hanno mai detto che la parmigiana è più buona fredda, il giorno dopo? Noo?? Perché ve la magnate prima, ecco perché. E fate bene, meglio l'uovo oggi ché alle galline gli tirano il collo.
Ommioddio no, mi è venuta voglia di parmigiana... una malattia.
Perché, voi no? Non appartenete a quella categoria di persone che si portano il tavolino e le sedie pieghevoli e le posate in ferro perché 'il coltello di plastica non taglia la salsiccia secca al finocchio'...?
Fino all'adolescenza inoltrata, quando ho iniziato ad andare per mari diversi e con persone diverse non ho capito quanto fosse/sia...come dire...poco apprezzato? scarsamente diffuso? Certo, allora erano gli anni ottanta, eravamo diversi. Oggi abbiamo un pudore bipolare, o siamo esibizionisti e libertini nel corpo e nella parola o ci prende la vergogna se non abbiamo le mutande appaiate agli infradito.
Abbiamo nel cervello un sacco di pugnette. Facciamo filosofia su tutto e poi ci perdiamo i sapori e i piaceri della vita. Io prima della classe a predicar bene e, da buona gallina starnazzante però con la testa ancora sul collo, razzolare come mi pare.
Ecco, all'epoca no. Ero gallina anche all'epoca, ma senza pugnette e filosofia. Quindi era molto diffusa quella pratica, diciamo che è più un'usanza del sud, quella di stare comodi a mangiare anche se sei sulla spiaggia libera. Ho già detto altrove che io mi muovo sempre con una discreta riserva alimentare quando non so bene cosa posso trovare lì dove mi reco. Se avrò dei bambini non mi costerà fatica portare con me biberon e biscottini e mela grattugiata, lo faccio già ora. Poi uno si chiede perché noi femmine abbiamo sempre dei borsoni pieni e pesanti. Sono i nostri 'porti sicuri', un aiuto a mantenerci nella comfort zone, c'è chi ha il rossetto e la cipria, chi la salamella.
Poi son gusti.
Partecipo al Contest Freddo d'estate di #Food140 con:
Crema fresca al melone e avocado, carote alla menta e curry.
Per due.
Melone ben maturo! 1
Avocado 1/2
Panna di soya 50 ml
Carota 1
Limone (succo) 1/2
Menta, Curry, Sesamo nero
Lavare la carota e tagliarla a fettine sottili (con il pelapatate ;). Da ogni fettina ricavare delle strisce. Preparare il melone e l'avocado, tagliarli a pezzi grossolani, innaffiare subito l'avocado col succo di limone. Conservare in frigo.
In una padella versare un cucchiaio d'olio e aggiungere qualche foglia di menta sminuzzata, a seguire la carota e un cucchiaino di curry. Saltare qualche minuto a fuoco vivace, lasciar raffreddare.
Nel mixer con le lame frullare la frutta con la panna. Salare a proprio piacere, ma deve essere salato! Io ho aggiunto anche qualche ago di rosmarino e una spolverata di paprika dolce.
Servire la zuppa con i fili di carote in superficie e una piccola pioggia di nigella.
Nel tragitto delirante che mi ha portata qui sono passata attraverso:
Lamponi e zucchero di canna, il contest(o).
Ho pensato di provare a partecipare ad un contest.
Ci pensavo già da un po' veramente...
Poi l'estate, le vacanze fatte e quelle saltate, la mia trasferta obbligata in Italia e mille scuse.
Poi ho visto questo:
Ci pensavo già da un po' veramente...
Poi l'estate, le vacanze fatte e quelle saltate, la mia trasferta obbligata in Italia e mille scuse.
Poi ho visto questo:
![]() |
| http://www.labarchettadicartadizucchero.com/2012/06/io-amo-i-lamponi-il-contest.html |
Il fato ha deciso per me. Avevo appena fatto la cheesecake e mi restavano dei lamponi, l'ho interpretato come un segno del destino.
Dunque eccomi: insalata di chevre chaud con salsa agrodolce ai lamponi.
In un tegame scaldare una manciata di lamponi lavati aggiungendo mezzo cucchiaio di aceto balsamico e un cucchiaio raso di zucchero di canna, piccola presa di sale. Appena i lamponi iniziano a 'sciogliersi' togliere dal fuoco, travasare in un recipiente e far raffreddare.
Preparare la vostra insalata. Io ho usato l'indivia, germogli freschi e funghi prataioli, ma qualunque erba fresca va bene. In un recipiente non di servizio condire grossolanamente l'insalata a proprio piacere.
Distribuirla nei piatti di servizio e dare un giro d'olio aggiuntivo. Questo permette di consumare l'insalata appena la servite, senza dover fare quella brutta cosa di rigirare le foglie ognuno nel proprio piatto.
Tagliare a fette il formaggio (i caprini con la buccia, non quelli freschi) e grigliarlo ambo i lati in una padella antiaderente, già calda.
Appena il formaggio crea una piccola croccante crosticina appoggiare una/tre fette sull'insalata, con l'aiuto di un cucchiaino versare i lamponi sul formaggio stesso. Servire.
Ho aggiunto delle foglie di basilico come decorazione, ma soprattutto perché si sposano per amore con la capra e il lampone.
Inoltre ho voluto dare una nota croccante e leggermente amara con della granella di semi di cacao.
Zucca_bianco
Una volta, tanto tempo fa, avevo pensato di unire il mio interesse per il cibo, per la cucina, al mio (incerto) percorso accademico e dargli uno scopo specifico sfruttando la mia laurea in psicologia. O forse era più per far fruttare la laurea...(?). Non parlo delle scelte alimentari quali espressione di uno stato psichico, ma del processo inverso: suscitare, stimolare, favorire un dato stato mentale o emotivo attraverso la specifica scelta di ciò che mangiamo. Fantasia, con un mero e riprovevole obiettivo commerciale se prendiamo la cosa da un (anche solo semi-serio) punto di vista clinico. A ciò poi si aggiungerebbe la necessità che le persone a questo mondo fossero alimentopatiche (scusate il neologismo), come sono io. Tra le mie conoscenze più strette, ad esempio, annovero piacevolissime e intelligenti personalità che potrebbero benissimo nutrirsi di capsule insapori o che, bendate, non sarebbero in grado di distinguere del miele da una mela cotta. Principio di base, quindi, fallito in partenza.
Ad ogni modo, deliri a parte, è sicuramente vero che alcuni alimenti contengono sostanze che, direttamente o innescando processi, interferiscono sull'umore e sullo stato generale di benessere, così come è vero che non solo la 'piacevolezza', l'estetica, ma anche i colori di ciò che mangiamo possono essere in grado di stimolare in noi specifiche reazioni, spesso emotive.
Il colore, inoltre, è sovente indice della presenza di determinate componenti, una dieta equilibrata è una dieta variegata su tutta la linea, anche cromaticamente parlando.
Mi è stato regalato un libro di cucina. Non classicamente inteso.
Mi piace.
Mi piace fin dalla carta.
Mi piacciono le foto, mi piace l'idea di suddividere gli interventi culinari in colori. E poi contiene informazioni utili anche sui prodotti usati, sulle loro caratteristiche, la provenienza e la reperibilità.
E' tanto che ci giro attorno, al libro. Lo sfoglio, lo chiudo. Lo riprendo, leggo. Vorrei replicare qualcosa, ma come di fronte a tutti i libri (e i siti, i blog, i video...) di ricette quando lo apro mi confondo un po'. Mi ispiro, 'rubo' dei dettagli o delle idee, ma raramente sono in grado di seguire le indicazioni alla lettera.
Non sarà questa l'eccezione alla regola.
Avevo solo bisogno di riportare luce e pace nella mia giornata, come spiegano poeticamente Daliah e Nicola. La fortuna ha voluto che il contadino avesse delle piccole, bellissime, candide zucche.
Per due persone.
Zucche (diametro 12 circa) 2
Latte 1/3 bicchiere
Panna di soia 2 cucchiai
1 patata piccola
Verbena fresca, qualche foglia
Olio EVO, due cucchiai
Pancetta una fetta
Pane, due fette piccole
![]() |
| Crema di zucca bianca profumata alla verbena |
Lavare le zucche e svuotarle dai semi. Tagliate a pezzi grossolani, bollirle in acqua salata con la patata. Le mie erano bio e tenerissime, ho tenuto anche la buccia.
Spezzare le foglie di verbena e fare un'infusione nel latte bollente. Lasciar raffreddare leggermente e aggiungere l'olio, emulsionare (mescolare).
Accendere il forno a 200°, stendere la pancetta (tagliata a proprio piacere) sulla carta da forno, appena questa si rosola girarla e appoggiarla questa volta sulla fetta di pane, in questo modo il pane verrà condito. Schiacciare la patata a mano.
Nel mixer inserire la zucca scolata, latte (filtrato, non vogliamo le foglie di verbena né la pellicola che si è formata), la panna e frullare fino a che si creerà un composto omogeneo. Aggiungere la patata un po' alla volta, azionando il mixer a impulsi. La zucca in questione ha un sapore talmente delicato che ogni elemento aggiunto rischia di prevalere, vale anche per il latte e la panna. Se la patata viene frullata ad alta velocità l'amido crea un aspetto appiccicoso. Valutare a proprio gusto. Aggiustare di sale, impiattare, aggiungere pepe macinato a fresco e servire, tiepida.
Delirio di coda...: Mangio mezza crema e poi pancetta e pane croccanti che creano un intervallo grintoso. Grazie all'acidità del pomodorino elimino i residui grassi e saporiti che mi impedirebbero di gustare ciò che resta della zucca.
Declinazione di zucca.
Come può un single, o una coppia, comprare una zucca intera senza arrivare al punto di desiderare di non averlo fatto?
La zucca è buona e fa bene ed è bella e si presta a tante lavorazioni, ma ha quel sapore...di zucca, che non ne puoi mangiare tanta ed apprezzarla tutta. E per di più la zucca è grande e in una zucca c'è tanta zucca. O_o
Questa lunga con la scorza giallina che ho comprato è anche densa, i semi sono davvero pochi e si riescono a fare quasi tutte fette tonde. Insomma, 'zucca vuota' un corno.
Io preferisco evitare di congelare il crudo. La materia si trasforma e non la lavori più nello stesso modo, così ho provato a sfruttarla in tutta la sua maestosa zucchezza cercando di renderla il meno ridondante possibile, il commensale ha apprezzato, e garantisco che si tratta di un grande successo. ;)
Zucca al forno.
Zucca a tocchetti fatta bollire per 5 minuti in acqua salata. Scolata.
In una ciotola ho mescolato la zucca a olio, pepe macinato a fresco, pezzetti di capra fresco. Versato nel contenitore e spolverato di farina di semola. 200 gradi per 15 minuti.
A freddo ho aggiunto la melagrana.
Crema di zucca e carote con amaretto.
Che non ho mai pensato di aver scoperto qualcosa di nuovo...zucca e amaretti, ma è un abbinamento che fa sempre il suo dovere.
Zucca e carote bollite in acqua salata nel rapporto di 4/5, l'equivalente di un cucchiaio di stracciatella (il contenuto della burrata), o mozzarella, per ogni commensale.
Frullare il tutto molto caldo, solo con qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiungere una macinata a fresco di pepe. Impiattare e spolverare di amaretti e sesamo nero. Servire.
Parmigiana di zucca
Fette di zucca (e zucchina gialla, nella foto) bollite, asciugate, impanate e fritte (ma secondo me si poteva evitare perché non ha dato valore aggiunto) alternate a salsa di pomodoro, mozzarella, formaggi di capra grattugiati. In forno per 10 minuti a 200 gradi.
Torta al cioccolato e zucca
Farina 170 gr
Cioccolato fondente 200 gr
Burro/margarina 50 gr
Zucchero 120 gr
Uova 3
Latte 30 ml
Lievito per dolci, mezza bustina.
Zucca, qualche fetta
Far bollire la zucca fino a cottura con un cucchiaino di zucchero.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con metà del burro.
Montare a neve ben ferma gli albumi e conservare in frigo mentre si montano tuorli, zucchero e il restante del burro.
Accendere il forno a 200 gradi.
Aggiungere ai tuorli/zucchero/burro, direttamente nel mixer, il cioccolato/burro fusi (non bollente altrimenti si cuoce l'uovo nel mixer) e, a filo, il latte.
Incorporare gli albumi alla mistura sopra creata.
Setacciare la farina con il lievito ed incorporare il composto.
Risulterà un impasto molto denso.
Imburrare la teglia del dolce e cospargere di farina eliminando gli eccessi, stendere uno strato di composto, distribuire le fette di zucca e ricoprire col restante impasto. Spolverare di zucchero la superficie.
Infornare e abbassare la temperatura a 180 gradi. Test dello stecchino per monitorare la cottura almeno dopo mezz'ora.
E' un dolce asciutto, ideale da servire con creme e o per la colazione/the. NON è molto dolce, aggiungere 30 gr di zucchero se si amano i dolci dolci. ;)
Fatta fuori la zucca.
E ho usato anche la scorza, ma questa è una storia che racconto in un'altra occasione...
Proteine? chi, io?!
Non so se si è intuito :p che ogni tanto mi prende una fissazione e per qualche giorno non mi scollo da lì. Può essere un ingrediente, un componente, un'idea...adesso siamo nel ciclo delle proteine.
Carne a casa ne mangiamo poca, e questo ormai è stato aaaampiamente detto, se la compro è solo da mio zio in Veneto (un po' scomodo ora) e quindi mi devo accontentare di fantasticare.
Se c'è una cosa che proprio non riesco a capire dei vegetariani/vegani è l'insistenza a chiamare le cose con la forma che ricordano della loro vita di onnivori. Mi spiego. La ricetta "calamari in salsa verde con bacon piccante" (ora, si capisce che è un esempio estremo!?) non sono calamari e non c'è bacon. Che va bene, intendiamoci, ma allora chiamala "involtini di riso con carota croccante"! Perché se io, che sono una qualunque, leggo il titolo della ricetta e penso ai calamari e al bacon posso già sentire il profumo del mare e il sapore pieno e affumicato della pancetta e se poi non ci sono, tra gli ingredienti, di cosa parliamo???
Eh!
La questione mi disturba.
Esistono però delle eccezioni. Tipo l'hamburger, che gli metti vicino la parola Vegetale e capisci subitosubito che i succhi e i sapori grassi della carne da lì non arriveranno. Ma lo sai subitosubito, il cervello non ha il tempo di simulare quello che si aspetta e creare così frustrazione di fronte alla realtà.
E visto che la mia amica ha detto che vuole rinunciare alla carne e io sono fissata con le proteine, faccio l'hamburger VE-GE-TA-LE. In versione baby.
Variante A (2 hamburger grandi)
Farina di ceci 50 gr
Acqua gasata 70 ml
Una rapa bollita grattugiata (secondo me anche una zucchina -cotta- o una mela piccola -cruda- possono andare bene)
sale
Setacciare la farina e versare poca acqua e la rapa grattugiata, incorporare. Lentamente versare l'acqua continuando a girare.
Il composto deve rimanere molto spesso. Cuocere a fuoco basso. Quando il composto si sarà rappreso a sufficienza per muovere l'hamburger girarlo e lasciar cuocere per almeno altri 5 minuti, sempre a fuoco basso.
Variante B (2 hamburger grandi)
Ceci bolliti 150 grFarina 3 cucchiai
Panna di soia 45 ml
Carota bollita 1/2
Cipolla 1/4
sale
Appassire la cipolla in una padella e frullare con gli altri ingredienti, decidere a proprio gusto quanto finemente.
In una padella con un filo d'olio versare due cucchiai di composto per ogni hamburger e dargli la forma. Lasciar cuocere a fuoco lento almeno 10 minuti per lato.
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| Variante con i fagioli neri. |
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La ricetta del pane al latte l'ho presa qui. Ho ridotto la quantità di zucchero. |
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