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Meglio tardi che mai

Meglio tardi che mai iniziare a mangiare bene.
Meglio tardi che mai smettere di fumare. (herm herm, cof cof)
Meglio tardi che mai associarsi all'AIFB (sono con voi ragazze, anche se per ora solo con lo spirito :/ )
Meglio tardi che mai partecipare ad un contest che scade stasera. Yo.

Ho scoperto gli Shiitake qualche anno fa e da allora do la caccia ai produttori italiani peggio di un maiale da tartufo (bella immagine).

All'insegna del 'presto che è tardi' vi lascio nel magico mondo della buona tavola con l'ultimo ritrovato elisir di buona salute. Perché niente ci può salvare come una bacchetta magica, ma sicuramente possiamo provare a scivolare via dalle categorie di rischio iniziando con delle buone abitudini...

Cuore, circolazione, girovita e palato ringraziano AIFB e  “Azienda ospedaliera Universitaria Federico II per questo bel contest. Io ringrazio perché finalmente c'è uno spazio dove le mie ricette hanno il senso che meritano. Perché, parafrasando gli inglesi, se non la suono io la mia trombetta come posso pensare lo facciano gli altri?

L'ultima ricetta senza grassi cattivi (animali o vegetali), senza cotture ad alta temperatura, senza dolcificanti, ma ricca di sinergie vincenti, si aggiunge alle 55 ricette quasi sempre facili, veloci e integrali che stanno costruendo la mia raccolta (leggi libro) e la condivido con voi, nella speranza che sia di buon auspicio al progetto. (Tranquilli, le foto le ha fatte uno bravo, mica io :)

Per il contest

Per la categoria PRIMI

Zuppa di Funghi






































Ingredienti per due

Funghi Shiitake freschi 250 g
Batata rossa bollita 150 g
Rapa rosa (a piacere) 1/4 pulita
Sedano solo le foglie
Pistacchi non tostati, non salati
Limone succo, qualche goccia
Aglio
Sale marino integrale
Olio EVO

Pulire velocemente i funghi sotto acqua corrente rimuovendo la parte finale del gambo, che spesso è più coriacea. Tagliare a lamelle i funghi e farli saltare qualche minuto in un cucchiaio di olio EVO con uno spicchio di aglio e la rapa. Solo a cottura ultimata aggiungere le foglie di sedano tagliate sottili, qualche goccia di limone e un pizzico di sale.
Nel mixer frullare la patata dolce (detta anche batata rossa), i funghi (preservandone una parte per decorare il piatto) e i pistacchi. Sarà necessario aggiungere dell'acqua per diluirla a zuppa, più densa può essere servita come crema.

Sinergie ipocolesterolemizzanti

I pistacchi sono ricchi di fitosteroli, utili nel regolare il colesterolo e nella prevenzione di patologie cardiovascolari.
La patata dolce è ricca di fibra, che come sappiamo ha un importante ruolo nella riduzione del colesterolo.
I funghi Shiitake sono ricchissimi di sostanze protettive: da enzimi ad amminoacidi che concorrono alla riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Possiedono inoltre vitamine del gruppo B (1, 2, 6, 12) e importanti precursori della vitamina D
Il limone aiuta ad amplificare il sapore salato aiutando a ridurre i consumi di sale. Rende anche i colori più brillanti, anche l'occhio vuole la sua parte.

Legumi e altre forme di vita Sana

Why go vegan when you can go healthy?

Questo sarà il mio mantra.
L'ho scritto in inglese perché è soprattutto dall'estero che arrivano certe ricette piene di olio di cocco che tanto vale mangiare una torta margarina-zucchero-uova. Come a dire che per quella parte di popolazione che mangia vegano perché pensa sia salutare e non perché animal-ambientalista dovrebbe fermarsi a ragionare un secondo, prima di buttarsi sulla panna di cocco.
E poi perché la scimmia di Londra non è ancora scesa dalla mia spalla e sto monitorando i voli come un falco, al primo biglietto cheap che si incastra con gli altri piani zacchete! che mi faccio una pucciatina nella umida, inquinata, frenetica, impareggiabile Londra. Cuori Cuori. Snif-snif. Miss it.

Sono stata al Sana di Bologna. Sì, giassò, sono passati mesi, ma ho dovuto far girare il criceto un po' più a lungo del solito...

Ne parlo perché al Sana di Bologna, Salone Internazionale del biologico e del naturale, dove trovi tutto quello che può interessare una persona che gira attorno alla cucina vegetale, ho avuto conferma di questo. Non sempre perché è vegano, è sano.
Si trova tutto, sì, ma anche tanta pubblicità e azioni commerciali e tante mode che solo il tempo ci dirà se passeggere o se si confermeranno nell'olimpo delle buone pratiche. Come essere (e in parte proprio lo eri) in un grande supermercato diviso per produttori.
Molti corsi, workshop e conferenze interessanti, avendo potuto essere presenti tutti i giorni l'offerta era sicuramente ambia e di qualità.

E' stata per me l'occasione di avere conferma di quanto detto: se ti fermi a leggere gli ingredienti sulle etichette di alcuni di questi prodotti vegani, bio, sostitutivi, proteici senza grassi animali [...], spesso ti imbatti in grassi vegetali che rendono il prodotto poco in linea con le virtù che decantano.
Se fino a ieri mangiavamo carne come leoni perché ci dicevano che le proteine animali ci servivano oggi che la prospettiva si è ribaltata, se ci interessa, ci serve essere consumatori sempre più attenti per non farci fregare dai dettagli, dobbiamo imparare a leggere le etichette. La gente oggi segue delle mode e dei trend alimentari senza farsi domande, come una volta si indossavano le spalline alla Goldrake senza chiederci se eravamo minimamente femminili o estetiche, oggi anche l'alimentazione segue una moda. Tanto che, in un luogo in cui era ospitata la Veganfest, in cui si parlava di biologico e di salute (e non è la prima edizione, è un evento che vanta decenni di esperienza), potevi mangiare solo ai ristori dell'ente fiera, panini di mortazza o di verdure grigliate scongelate.
Non è questa una testimonianza della scarsa coerenza sull'argomento?


Il tempeh, per chi non lo conosce, è soia fermentata grazie all'azione di un fungo. Ha un saporino che mangiato nudo e crudo (va comunque sempre cotto prima del consumo) non definirei invitante, ma se ben condito o unito ad altri ingredienti può conferire al palato quel tipico piacere di animalo che spesso manca a chi sceglie di farla finita con la carne e i formaggi.
La cosa interessante è che ha un alto valore proteico e che nel processo di fermentazione si produce la vit. B12, elemento importante nel meccanismo di assorbimento del ferro.

Qui l'ho reso anche un ottimo modo per scaldare le stanche membra intorpidite dal freddo umido di questi giorni, piatto veloce e piacevole.


Per due

Zucchine 2
Tempeh al naturale panetto da 400 g
Peperoncino fresco 1
Zenzero fresco 10 cm
Stecca di lemongras 1
Uva sultanina 1 cucchiaio
Aglio fresco 1 spicchio
Bacche di ginepro 6
Macis (o semplicemente noce moscata)
Curcuma 1 cucchiaino
Alloro foglia fresca 1
Salsa di soia 2 cucchiai
Succo di limone fresco 1/2
Pepe nero
Sale marino integrale
Olio EVO

Affetta o sminuzza lo zenzero, il cuore del lemongras, il peperoncino fresco, l'aglio e scalda dolcemente in poco olio EVO. Grattugia a julienne le zucchine e falle saltare velocemente nel trito, aggiungi le bacche di ginepro, il macis o una grattugiata di noce moscata, la foglia di alloro fresco e l'uvetta. Lascia cuocere a fuoco basso qualche minuto, versa il succo di limone e lascia riposare coperto fino al momento di servire. In una pentola a parte fai bollire il tempeh, già tagliato a cubetti, per qualche minuto. Prepara una salsa a base di curcuma e salsa di soia e usala per condire il tempeh, gratta un po' di pepe a fresco. Servi insieme, scalda il cuore. E non solo.


Box cucina
Il limone esalta i sapori salati rendendo superfluo l'uso del sale, ma vi ricordo che il cibo acido non deve restare a contatto a lungo con le pentole in metallo.

Box alimento
Il macis è l'involucro che ricopre la noce moscata, ne ricorda il sapore ma è molto più delicato.

Box salute
La curcuma e lo zenzero hannno entrambi potere antinfiammatorio, la curcuma viene assorbita correttamente se consumata con piccole dosi di pepe. 


La salute vien mangiando?

Potremmo disquisire ore su quali cibi fanno malino, male o malissimo. Su quale condotta alimentare sia corretta, mediamente corretta, sbagliata, da ciccioni.

Ho creato il blog per provare nuove strade (sìsì, sono una a cui piacciono le emozioni forti ;) e l'ho tenuto perché mi sono detta che un modo per rendere buono il cibo sano ci doveva pur essere e lo volevo scoprire insieme a voi. Ogni tanto ho preso una deriva ricca di peccato, ma del resto dobbiamo pur capire dove si insidia il male per poterlo rifuggire... ^o^

Guardate qui, potremmo trovare degli spunti di riflessione. Alcuni agghiaccianti.

Più ci penso, più ne parlo e meno riesco a prescindere da certe morigeratezze. Nonostante non abbia ancora trovato le formule magiche qualche superfigata mi è venuta.

Oggi vi parlo della salsa Benedetta.
Quando ho aperto il blog questa settimana ho visto un tripudio di colazioni all'americana e salse olandesi: il tempo dell'MTChallenge era arrivato e il piatto era stato scelto da Roberta, che mi è tanto cara.
Perché non partecipare? Sembra divertente!

Sono andata a leggere il regolamento. 0.o'

Il tempo che l'ho letto e l'ho capito e ne ho introiettato le implicazioni per il futuro avevo già consumato l'energia a disposizione per l'esecuzione. Manco agli oscar ci sono tutte quelle indicazioni, manco le borse di studio per gli stage al Parlamento Europeo (??) richiedono una simile partecipazione. Bisognerebbe far scrivere loro le regole per essere un buon politico, vedi come l'assenteismo scende e la produttività cresce.
Costanza, aderenza e precisione. Ho presto capito che non fa per me, il challenge. Ma l'uovo sì.

L'uovo fortunato e la Salsa-Pesta Benedetta
La salsa è benedetta perché il bambino 36N con cui vivo (di norma denominato il commensale) mangia i broccoli senza saperlo e perché è piena di proprietà nutritive e resta sfiziosa pur non avendo grassi cattivi e sale aggiunto.

Per un pasto equilibrato e un pieno di antiossidanti e vitamine (per persona):

100 g di Broccolo fresco, lavato, tagliato a pezzi grossi
1 cucchiaio raso di Curcuma in polvere (se la trovate fresca speditemela!)
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di Crema Tahini
Aglio fresco (qualche lamella)
Succo di 1/2 limone
6 gherigli di noci (io ho usato quelle Pecan)
olio EVO
per la versione piccante:
1 cucchiaino di harissa o 1/2 peperoncino

un uovo (da fresco a freschissimo, altrimenti lasciate stare)

un paninetto di farina integrale


mangiar sano


Sbianchire il broccolo (sbollentarlo in acqua bollente fino a che non riprende il bollore, scolarlo riciclando l'acqua e passarlo sotto acqua fredda corrente). Rimettere l'acqua sul fuoco e appena inizia nuovamente a bollire spegnere il fuoco e mettere l'uovo (se l'uovo è fresco non si disperderà nell'acqua, se non è freschissimo ci si può aiutare creando un piccolo mulinello d'acqua nella pentola prima di versarlo).
Tagliare a metà il panino e metterlo a scaldare in un padellino. Fronte e retro.
Mixare tutti gli ingredienti eventualmente aggiungendo un cucchiaio d'olio e due cucchiai di latte di soia o acqua.
Il sale non c'è, non l'ho dimenticato.





Scolare l'uovo (appena l'albume non è più trasparente) con una schiumarola e appoggiarlo sulla carta assorbente giusto il tempo di mettere una dose generosissima di salsa (è un pesto ma la volevo chiamare Benedetta quindi la chiamo salsa-pesta, ok?!) sulla base del panino, adagiare l'uovo, versare qualche goccia di olio EVO, terminare con la salsa. Credermi. Addentare.

(scusate, è più forte di me... inizierò a fare video HD appena scopro come fare)


Ho fatto un corso (chi mi segue in FB avrà notato la mise asettico-bucolica) dove si spiegano le implicazioni del cibo nella prevenzione di alcune malattie e tumori. Dove si spiega come mangiare sano veramente. Come aiutarsi in caso di malattia conclamata.
Ovviamente era un corso introduttivo, ma credo che farò tesoro di quanto detto.
Per approfondimenti qui.




Orrore!

Tra le tante cose che vorrei possedere c'è una laurea in chimica. Vorrei poter capire.
Rosico da matti.
O al limite vorrei una memoria che non sia solo visiva per potermi ricordare almeno un decimo delle cose che con interesse leggo o sento. Magari metterle insieme.

input->elaboro->output

Sì che non mi sembra difficile.

Ho tante domande e ho la testa confusa. Non mi fido di nessuno. Poi l'altra sera ho visto Le Iene e le verdure alla diossina smerciate sui mercati nazionali e internazionali...

Come possiamo essere sicuri che i prodotti coltivati extra EU (penso in particolare le colture bio) rispettino i parametri europei e quindi siano prive di inquinanti o contaminazioni post raccolta se quelli coltivati in Italia (ok, in una ristretta zona, ma non fa differenza) sono armi cariche?

In questo periodo mi sembra che ci sia un gran fermento attorno ai goji, bacche rosse dalle promesse proprietà antiossidanti più potenti mai riconosciute in un alimento (sto esagerando? :D). Come tutte le cose anche i cibi hanno una moda. Proprio due anni fa a Londra facevo la mia prima scoperta di tutte queste prelibatezze. Li chiamano Super Foods, per il loro alto valore nutrizionale.
I goji sono principalmente prodotti in China (mi si è obiettato "no, in Tibet", ma la geografia non ne cambia il valore. E comunque no, in Cina), e io non mi fido. Nel bio vicino a me ne vendono di 'prodotti in un paese extra EU'.

O.o' Che è? Non so nemmeno se è legale non specificare il Paese...

Allora mangio i goji extra EU (dove Extra non é la tacca massima di una scala di valori) e spero di non esserne avvelenata o non li mangio e spero che 'tanto non faranno la differenza perché se ne mangiano pochi'?

Lo sapete di sicuro cosa significa 'abbattere il pesce': Tenerlo sotto zero a temperature molto basse per un numero specificato di giorni. I freezer di casa non arrivano a tali temperature.
E lo sapete perché? Si chiama Anizakis, è un parassita che vive nell'intestino dei pesci, ma non solo, e che al momento della cattura migra nelle carni dell'ospite. Solo con l'abbattimento muore e potete mangiare il pesce crudo in sicurezza.
Oppure cotto per almeno 10 minuti con temperatura di 60 gradi al cuore o con una luuunga marinatura in sale (olio e limone je fa gnente).
Il rischio? Da una semplice nausea a forti mal di pancia. In casi eccezionali si può arrivare alla necessità di un intervento chirurgico e fino alla morte se non diagnosticata in tempo, in seguito alla perforazione dell'intestino. Sai mai...

Perché condivido questo scenario di orrore e morte in un contesto godurioso come quello di una tartara di branzino o un tonno tataki? Perché le sardine le ho comprate dopo aver chiesto se erano state abbattute, che per legge in Europa si deve fare. Risposta: sì.

Di chi ci si può fidare?

Bene, sto per disgustarvi, ma solo così mio padre, mangiatore indefesso della cozza pelosa cruda (che non è a rischio 'verme' credo, ma rende l'idea del soggetto) si è convinto. Ho provato a toccarli e sono duri come aghi, scompaiono nella carne del pesce in un secondo.

(mh. non ho un video HD quindi non si vede nulla. Sotto quel grumetto di roba colorata, in basso a sx, si percepisce un movimento. E' trasparente come un pelo bianco.)



E comunque, tornando ai super foods, come fai fai, non va mai bene lo stesso...
Presa da un articolo che spiegava il ruolo dell'assunzione di semi di lino nella 'cura' di un certo tipo di cancro al seno mi sono detta: se anche non mi devo curare, i semi di lino possono farmi male?
Alcuni dicono che possono dare sonnolenza...che cavolo di effetto collaterale è? Quanti chili ne devi mangiare? Van mica al mg come le benzodiazepine...

E allora daje di semi di lino!
Ah, scusa, spezzati, che li volevi mangiare interi!? Sono mucillaginosi e il gel che attorno a loro si forma li preserva integri fino alla fine della loro corsa dentro di noi (se semo capiti?). Utili per questa ragione agli stitici. Noi però vogliamo gli Omega 3 dentro al seme!

Ma il seme di lino è davvero piccolo e leggero (uffaaaa!!! non ne veniamo fuori!!!!) e non si trita col mixer. Allora li devo spezzare con il mortaio, ma scivolano... e finisce che l'effetto benefico ce l'hai perché il prepararli chiede un'incredibile attività aerobica.

Ma poi leggo che, perché ci sia un reale effetto benefico, dovresti bilanciare l'apporto di Omega 3 e 6 in una proporzione di circa 1:3. Non tanto nel senso che se non è corretto nn funziona, ma proprio fa male cazzarola.

Mmmhhh. Ok, allora, contiamo:

Omega 6. Mangio tutti i giorni le noci (anche Omega 3), le germe di grano e bevo fiumi di olio crudo.
Omega 3. Mangio quasi tutti i giorni i semi di lino, ma non mangio pesce tutte le settimane (e comunque lo cuocio) e non ho altre fonti di Omega 3 (perché i Chia Seeds, che ne sono ricchi, in Italia hanno un prezzo irragionevole).

O.o' Ussignur. Quindi mi sto avvelenando? Che cazzo di conto è questo? Come faccio a sapere esattamente?

M'avete rotto.
Butto tutto dentro:

semi, pesce e la speranza che almeno il buon dio apprezzi lo sforzo che sto facendo.

Hamburger di Merluzzo (Nasello).




Sfilettato il pesce che in confronto Jack lo squartatore era un chirurgo estetico mi sono resa conto che non lo si poteva mangiare. Cioè, mangiare sì, ma senza guardarlo. Allora ho buttato tutto nel mixer con:
salsa di soia, harissa, qualche foglia di basilico. Creato gli hamburger li ho impanati in semi di canapa e semi di lino schiacciati. Peccato che gli acidi grassi sono sensibili al calore quindi li ho uccisi tutti.
Va bhè, era molto buono però. Accompagnato a verdure ne fa un pasto completo ed equilibrato senza pippe, ok?

...che giornata...

;)














Ottobre e la malatina

Mah.
Io, tutto questo entusiasmo, per il mese di ottobre e per l'autunno, non lo sento.

Siamo al giorno #11 di pioggia-nuvolo-nebbiolina-grigetto. Oggi è "bel tempo"... si può dire perché c'è un po' di luce giallina, anche se dietro al cielo bianco, che fa tanto cielo post atomico. x_x

Mi è venuto il mal di gola e se chiudo gli occhi mi sembra di avere 13 anni e posso sentire mia mamma mettere sul fuoco la moka, di là in cucina, "stiamo a casa da scuola oggi fragolina?".

Allora ho pensato a quanto ridevamo (non mi ammalo mai, ma all'occorrenza rideremmo ancora) perché mentre tutti i malatini mangiano brodi e riso bollito per me l'influenza era l'occasione di mangiare maialo.
Con la febbre mi viene una fame di grassi e sapori forti che 'nemmeno dopo la palestra'.

Così mi facevo di pasticcio di carne (la lasagna veneta) o gnocchi al gorgonzola e speck, innaffiato da dell'ottima CocaCola d'annata. Sì, perché anche la coca era roba che in casa nostra non entra(va) mai. Il vecchio medico di famiglia diceva però che con la febbre bere la cocacola aiuta. Non l'ho mai capito veramente se funziona o no, ma come si dice 'tutto fa brodo' e quando stai male mastichi anche la stagnola se ti dicono che ti fa guarire.

Ma se voi foste degli estimatori del buon vecchio riso bianco, io approvo, lo trovo un pasto completo e nutriente. Uno dei miei confort food preferiti, addirittura? Mh, ma sai che forse sì...

Per i malatini, e non, un piatto semplice e piacevole, ma ad alto impatto nutrizionale: ricco in antiossidanti, potassio e vitamina C, contiene anche altri importanti elementi quali il calcio e il fosforo e il riso fornisce l'energia necessaria a combattere i cattivi (virus o capiufficio che siano).



Riso bollito in acqua salata con pochi semi di cardamomo, scolato e condito con olio EVO e una melagrana sgranata. Qualche bacca di pepe rosa a piacere.



P.s. Quando dico la parola 'malatina' mi vengono sempre in mente le fiabe sonore. Le ascoltavo da piccola certo, ma quelle che ricordo risalgono all'ascolto di qualche anno fa, con la mia compagna di appartamento all'Università, in un momento di sana regressione ci addormentavamo con quelle...
L'avete mai ascoltata Cinque in un Baccello? Altro che i messaggi erotico-subliminali della Disney!! 

0.o''

Alla fine, la mia generazione è cresciuta negli anni '80 e '90, così, tra falli e malatine, giocando al dottore, vi ricorda nessuno? (Signore perdonali perché non sanno quello che fanno).

Enjoy your rice! ;)

--Vi rimando al post(atomico) per il trucchetto su come sgranare la melagrana senza danni e nervosismi--





Di risi e sorrisi

Ho aspettato un po'.
Uno_ perché, lo vedete, sono ipoproduttiva ultimamente, ho il blocco dello scrittore (buahahahah).
E due_ perché ho pensato.

Delle belle iniziative si deve parlare sempre, non solo quando ne hai ancora il sapore in bocca. E in questo contesto la mia metafora da sfigato della 3a D calza a pennello, perché l'esperienza l'abbiamo assaporata col palato, oltre che con il cuore.

La Vale (si, lo so, sempre lei, sono noiosa, ma cosa posso fare se mi sento a mio agio con certa gente...?) mi ha coinvolta e dato la possibilità di incontrare dei tipi tosti e delle persone in gamba (mi tocca che le dico 'grazie'...).
Il progetto è serio e corposo, sano e pure bello, dentro e fuori, il che non guasta mai.

Un gruppo di volontari, di seguito denominati Quelli Del Sabato, dedica parte del suo tempo e della sua energia creativa a dare una struttura formativa e un percorso di crescita a persone diversamente abili, di seguito denominati Quelli che Sorridono. O.o In verità no, non sono chiamati così, ma mi prendo questa licenza perché SONO così. E l'analogia col riso secondo me è stata ispirata da questo.

Fatti una Risata è l'ambizioso ed entusiasta progetto che, tra l'altro, ha dato vita ad una linea di risi e risi soffiati dedicati e con cui i ragazzi dell'Associazione hanno creato un ricettario preparando loro stessi i piatti presentati. E se pensate che lo sguardo vivace che li ritrae sulla carta sia solo merito dell'invito del fotografo vi sbagliate. L'energia e la vitalità che abbiamo respirato, il clima accogliente di famigliarità da cui siamo state avvolte, ci ha fatto capire quanto vero sia l'entusiasmo che accomuna ogni membro del gruppo.

E così abbiamo trascorso una giornata divertente e leggera e dato, spero, il nostro piccolo contributo a questa splendida ciurma di sorRISI.

(L'occhio fessurato della foto non è per il vino rosso ma è un effetto collaterale della gioia, sia chiaro)

Ovviamente sono tornata a casa carica di doni e validi acquisti. Oggi vi parlo del Riso di Eva.

E di come ho casualmente scoperto quanto godimento può dare la dolcezza aromatica del riso Venere accostato alla vellutata sapidità del Lardo di Colonnata appena grigliato. Qualche fettina trasparente di peperoncino fresco a dar la carica e pulire la bocca, un acino di Uva Italia per ridare freschezza, e ricominciare.
Poi vabbhè, sono ingorda e c'ho aggiunto un po' di pistacchio tritato... per le rimostranze mandate una mail.


Per questo post si ringrazia (in ordine di apparizione):
la Vale che voleva compagnia
Google map
Lo splendido Borgo di Badia di Dulzago che ospita gli incontri e che merita una visita a prescindere
Quelli del Sabato tutti e 15 (più i volontari, certo ;) ed il loro progetto Fatti una Risata
Vicky e il trucco della sirena
Per l'estate, che ha giocato a nascondino e ci ha fatto lavare come pulcini, invece, un sentito, sprezzante insulto.






Casa

Tornare a Casa sì, ma dove?

La casa è dove c'è il cuore. Dove c'è l'amore? L'amore per il commensale, la mia casa è a Como.
L'amore per la famiglia, allora vado a Bassano. O in Francia, da mio padre. A Milano c'è mia Cuggina... Ho degli amici a noi cari in Spagna, in Lussemburgo, a Londra.

A vederla così sembro una senza fissa dimora e invece sono ricca. Di affetti e di case da scroccare. ;)

Per My Secret Dinner un secondo Veg pronto in 20 minuti, il giorno prima.

Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.

Tofu
Zucchine piccole estive
semi di finocchio
cumino
curcuma e/o curry
lenticchie rosse bollite

In una padella versare qualche cucchiaio di olio EVO semi di finocchio, cumino, aglio, cipolla a rondelle, le zucchine a pezzetti, dopo 5 minuti aggiungere il tofu a cubetti. Far rosolare un minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente bollite in acqua salata (15 minuti), una spolverata di curry e curcuma. Salare.
Lasciar raffreddare, tenere in frigorifero fino al momento di preparare il vostro cestino per raggiungerci a cena, dove trovare i vostri amici, dove vi sentirete a casa.


Ciao ciao!!

Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.

Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.

Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)

Ecco cosa si apre:




Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?

Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!

Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.


Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.

I-phone pic. Mica male, eh?
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?

Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.


Quanti anni avete voi? Dentro.

Conoscete Forever 21?

E' un marchio d'abbigliamento low cost, onestamente non so di che nazionalità.
A Londra hanno uno store di 3 piani a Bond st. dove vendono cosine leggere e colorate, quasi tutti materiali infiammabili e usa e getta. -_-
La loro linea ha una allure che dire cciovane è già troppo da vecchia.
Ho già un punto di vista oltremodo superato solo per il fatto che ci penso.

Come dire... è un fast food. Non valuti la qualità, la durata, la filosofia che sta dietro al prodotto, ma l'effetto di poter essere subito accentrica/glam/di tendenza con poco investimento di tempo e denaro.
E domani verdura e t-shirt di cotone bio equo e solidale.

Mi piace tanto pensare di entrare lì e giocare. Di uscire nuova. Di fare un lifting alla mia personalità.
Ma sono negata. Lo shopping non è una faccenda che mi riguarda. Cioè, mi piace, ma non sono capace. Troppi stimoli visivi, non so fare gli abbinamenti, nei camerini fa caldo, se c'è gente mi innervosisco, non prendo mai la taglia giusta e prendo solo quella. Pazienza finita. Esco. A mani vuote e nervosetta.

Frequentare Lisa mi è servito ad aprirmi a nuove possibilità, ma il cammino è ancora lungo... 
Ultimamente ho attinto pure alle riserve auree, i miei pezzi forti sono diventati due giacche di Byblos di mia madre. Del 1984. Mh, forse era l'86.
Io me le ricordo addosso a lei. Capelli a spazzola, pedalata sul Ciao grigio e via nel vento!

E, se ci penso, alla fine, quel Forever 21 forse è fin troppo audace anche per una sciaquetta sbarazzina come me. Del resto io mi sono fermata a 28 anni. E se non fossi così sgraziata e cavallona mi vestirei come Audrey.

Che alla fine lo so che tutta stretta così mi si pezzano le ascelle e sono scomoda, quindi...


E allora mangio fast food, veloce sì, ma low fat e con amore.
Salsiccette di agnello e menta su insalata di rucola, cous cous e rapa bollita con melanzane grigliate, melagrana e yogurt.

Cuocere il cous cous e lasciarlo intiepidire prima di mescolarlo a rucola spezzettata e rapa tagliata a cubetti.

Per le salsiccette vanno bene le merguezes che trovate in qualunque macelleria Halal.
In padella, fuoco medio, senza grassi aggiunti, coprire e lasciar cuocere agitando di tanto in tanto.

Nella griglia o in una padella antiaderente cuocere le melanzane come fate sempre.

Impiattare e condire le melanzane con un filo d'olio a crudo e un pizzico di sale, lo yogurt greco e la melagrana.


























Per chi ama l'insalata condita ma ha problemi con le quantità di olio che può usare ho un suggerimento.
Oggi ho finito l'olio e quel cucchiaio che mi era rimasto l'ho allungato con un cucchiaio pieno di yogurt, serve meno sale (per il principio che l'acido amplifica la sensazione di salato) e abbiamo un condimento super. Try it!





Affidabililtà e sgombro.

Blog che parlano di blog. Blogger che osservano altri blogger.
E' tempo di riflessioni in rete e sento il flusso che mi trascina. 
ah ah

Qualcuno fa il blogger di mestiere, dev'essere una vitaccia... ;)
Per altri è solo un passatempo senza impegno, c'è invece chi lo tratta come un gioiello e chi lo usa come la scenografia di una condivisione, a volte di una condivisione che nulla ha a che vedere con l'oggetto del blog stesso. Poi c'è chi di mestiere fa il wannabe.

Assodato che un certo grado di narcisismo sia sempre presente, altrimenti la torta al cioccolato me la faccio e me la mangio senza dirlo a nessuno, mi chiedo il senso di raccontare la mia vita e i miei intimi pensieri. Cosa cerco negli altri, cosa gli altri possono trovare interessante in me.
E soprattutto mi chiedo cosa metto io nel mio di blog. Chi sono e in cosa credo, all'interno di questo mondo così modernamente chiamato food.
C'ho pensato un po' ma non ho trovato tante risposte.

Mi rilassa cucinare e mi diverte sperimentare. Pochi passaggi altrimenti mi stresso. La mia 'cucina' non può che essere spontanea, essenziale, basica e il più delle volte veloce.

Mi piace mangiare. Mi piacciono i sapori puliti, mi piace riconoscere la qualità della materia prima, mi piace giocare con i sapori ma senza alterarli.

Mi piace sapere come mangio. Cerco di fare scelte consapevoli, dove consapevole a volte vuol dire essere coscienti di non fare la scelta giusta. Prodotti freschi, stagionali, a km ridotto.

Mi piace capire cosa mangio. Proprietà nutritive e valori nutrizionali (non parlo di calorie) e come/quanto si deteriorano in cottura.

Mi piace pensare di mangiare 'meno malsano' possibile. Eliminare i grassi saturi a favore degli insaturi, ridurre al minimo i prodotti elaborati e/o confezionati e quelli a lunga scadenza. Per quel che posso mi informo e cerco di condividere quello che scopro sull'avere un'alimentazione equilibrata e completa.

I fallimenti li condivido ma solo se possono essere di spunto per capire qualcosa, non nascondo l'orgoglio quando mi cimento in prove che riescono, non compro le meringhe e dico che le ho fatte io (tanto non ci credereste lo stesso), leggo solo chi ha una personalità che mi rapisce.

*Guardo con sana invidia a chi fa delle belle foto, per la loro pazienza e caparbietà, prima ancora che per il risultato, ma soprattutto apprezzo la genuinità e l'autenticità, lo spirito di iniziativa, il blogger che imita il blogger non ha nulla da insegnarmi, nel senso pragmatico e filosofico. E la leggerezza.
(*Su tutto questo seguirà approfondimento).

E visto che tutto ciò resta costante, il credo, l'intento e la trasparenza, visto che cerco di migliorarmi ma oltre un certo livello (musica di guerre stellari in sottofondo) ci sono forze oscure che me lo impediscono O.o' allora ho pensato che forse (almeno) il 'premio' affidabilità lo accolgo con piacere.
E nel farlo ringrazio Meg e Vale che mi hanno donato il loro, ormai un po' di tempo fa.



E per coerenza con quanto appena detto, vi dono questa perla di semplicità.

Filetti di sgombro marinati (tre filetti)

Zenzero fresco grattugiato (un cucchiaio colmo)
Semi di coriandolo (un cucchiaino)
Semi di cumino (un cucchiaino)
Semi di finocchio (un cucchiaino)
Fieno greco (un cucchiaino)
Limone 1 (succo e zeste)
Tre filetti con la pelle

Verdure a piacere, io ho usato:
Cipollotto fresco, carote, basilico, lattuga, aglio, avocado.

Togliere le spine lungo il filetto con l'apposita pinzetta (con quella per le sopracciglia si può provare ma il pesce un po' si rovina. Io mica l'ho mai fatto, me l'han detto). -_-
In una padella tostare tutti i semi e poi pestarli al mortaio. Mischiare tutti gli ingredienti e ricoprirne il pesce dalla parte della carne. Appoggiarli con la pelle a vista in un contenitore ermetico e rimettere in frigorifero per almeno mezz'ora.

Le verdure le ho saltate velocemente con un filo d'olio pochi minuti prima di servire, a fuoco spento ho aggiunto la lattuga e il basilico e girato. Ho coperto con un coperchio e sul piatto ho aggiunto l'avocado.

Per il pesce ho usato una padella antiaderente vuota, ho appoggiato il pesce dalla parte della pelle per circa 5 minuti, l'ho poi girato dalla parte della carne e ho terminato la cottura. Fiamma alta, attenzione a muovere spesso la padella per evitare che si attacchi. Salare pochissimo prima di servire.


Ringrazio il mio fidato Iphone per l'immagine che non rende minimamente la bontà ma apprezziamo lo sforzo.












Il vuoto cosmico

Ci sono, ci sono...
Nell'eventualità in cui qualcuno se lo fosse chiesto.

In questi giorni ho pure cucinato come non facevo da tempo, ma cucinare per me stessa e postare ciò che mangio è diverso che cucinare per nutrire degli ospiti. A loro devo far da mangiare espresso e seguendo gli orari dei pasti, non certo i ritmi luce/buio che mi servono per le foto, quindi nessuna condivisione.
E poi è gente seria, mica come il commensale ed io, che siamo due capre. Abbiamo mangiato dei piatti veri tutte le sere, con una specifica declinazione per ogni gusto: proteine lui, verdura cotta lei, brodino vegetale con cereali la topolina in svezzamento (roba da tappi di sughero ai canini per preservarne l'incolumità). Il commensale insalata. Io tutto, ché se ho cucinato dovrò pur assaggiare... ;)
Insomma, sono credibile e giustificabile? :)

Ieri è stato il primo pranzo da sola da dopo Natale e mi sono ingozzata di rape. Lo so che fino a l'altroieri mi erano indigeste, ma proprio per questo. Non puoi mangiarle per mesi e poi pensare che il tuo corpo ne possa fare improvvisamente a meno.
Oggi topolina è al Museo della Scienza con mamma e papà, e nel vuoto cosmico in cui è stata assorbita improvvisamente la casa ho esitato, "e adesso, cosa mangio?" O.o'

Riso Basmati al limone (Indian Style) e salmone.


Per 4 persone, piatto unico

Riso Basmati 250 gr
Fieno greco 1 cucchiaino
Curcuma 2 cucchaini
Zenzero fresco grattugiato o in polvere secco 1 cucchiaino
Peperoncino (a piacere) 1 piccolo
Semi di senape 1 cucchiaino
Limone zeste di 1, succo di 2
Salmone filetto intero 600 gr



Il riso basmati va sciacquato sotto l'acqua corrente prima di usarlo. Le indicazioni di cottura spesso suggeriscono di versare il doppio di acqua (rispetto al volume del riso), alcuni lo cuociono al vapore. ma io, nella speranza di ridurre al minimo l'effetto dell'amido, lo faccio bollire in abbondante acqua (con un cucchiaino raso di sale in questo caso) e lo scolo al dente. e continuerò a farlo, per semplicità. Ma per una cottura secondo i sacri principi vedi APPROFONDIMENTO in calce.

Non ho citato gli asparagi? Ah, no. Infatti non ci stavano, ma mi serviva del verde... ;)


Nel frattempo verificare che al filetto siano già state tolte le spine ed eliminare la pelle (per vedere come guardate qui, al minuto 1.20), tagliare il salmone a cubetti o a fette (fette?!?? pezzi?!?!?!?) mono porzione.

Usare una grande pentola o padella antiaderente. Versare un filo d'olio e far soffriggere semi di senape, fieno greco, peperoncino, zeste e zenzero (solo se avete quello fresco), dopo pochi minuti togliere dal fuoco, aggiungere il resto degli ingredienti, mescolare e infine aggiungere il riso. Tornare sul fuoco e far saltare/girare velocemente fino a che tutto il riso sarà colorato. Coprire con un coperchio.

Scaldare una padella antiaderente e versare il salmone, senza grassi, senza nulla. Aggiungendo pochi pezzi alla volta si evita che la temperatura della padella scenda rapidamente e faccia stufare il pesce, noi lo vogliamo colorato, non pallido. Muovere la padella di continuo per evitare che si attacchi. Rosolare per un paio di minuti e spadellare/girare i cubetti/pezzi per rosolare entrambi i lati.

Servire il salmone sul letto di riso.

Avrei voluto mettere delle foglie di curry, dal sapore fresco e agrumato. Ma quando mai le trovate in Italia le foglie fresche? In commercio si trovano più facilmente le secche, che purtroppo perdono quasi completamente il loro sapore.

E a proposito di verde e colore e aspetto, sopra a 'sto salmone, cosa ci mettiamo? Ditemelo voi.


N.B. Il fieno greco è Sconsigliato durante la gravidanza, anche se le quantità della ricetta sono miserrime, io l'ho detto.


APPROFONDIMENTO aggiunto dopo i commenti delle due befane (Roby e Vale ;)

Il riso Basmati è originario dell'India e del Pakistan, ma ai giorni nostri è coltivato in tutto il mondo, in particolare negli USA. Esiste nella variante bianca o integrale ed è noto per le sue principali qualità: fragranza e profumo. Ha un caratteristico chicco allungato che in cottura raddoppia di volume (più in lunghezza che in larghezza) ma si mantiene ben asciutto e separato.
Rispetto ad altri tipi di riso ha un indice glicemico più basso e contiene vitamine PP, B1 e B2 e sali minerali come ferro, fosforo e calcio, inoltre la specifica tipologia di amido che contiene lo rende particolarmente digeribile.

Al fine di non perdere le proprietà nutritive la corretta cottura è a vapore o per bollitura ma con poca acqua (in un volume d'acqua doppio) fino a che tutto il liquido si astato assorbito. Per evitare che il chicco si rompa in cottura si suggerisce di lasciarlo a bagno in acqua fredda per almeno 20 minuti prima di cuocerlo.

Pilaf è il nome di una ricetta di origine turca preparata col riso Basmati.
Il profumatissimo Jasmine rice è invece di origine Thailandese (non sono riuscita a trovare un'informazione univoca sul fatto che jasmine rice = thai rice), ha un indice glicemico decisamente più alto del basmati e, nella varietà maggiormente diffusa, è più ricco di amido e quindi più appiccicoso in cottura.


Tra le fonti web:
http://www.livestrong.com/article/52041-basmati-rice-nutrition-information/
http://www.slowlife.ws/?p=191
http://en.wikipedia.org/wiki/Rice_production_in_Thailand

In scadenza!

Il commensale è ossessionato dalla scadenza. In particolare quella dei freschi.
Ogni volta che apre il frigo mi chiede se quello che ha in mano è scaduto.

UNO. Può accadere che forme di vita aliena si manifestino in frigo, ma è raro assai e a quel punto si vede bene che il prodotto 'è scaduto'. Fatta eccezione per le eccezioni: quanta roba scaduta ci può essere in un frigo ogni giorno?
DUE. Sai leggere.
TRE. Sei un uomo fortunato, ti sono stati dati tutti i sensi, usa anche l'olfatto e il tatto oltre che la vista.
QUATTRO. Smettila di chiedermelo su tutto quello che vedi in frigo per più di tre giorni.
I pomodori non scadono. L'insalata non scade. Le melanzane non scadono. Il cavolo non scade.



Oggi invece scade il ns supercontestgiveaway -->
e nell'attesa che arrivino ancora commenti 
(come, non avete ancora lasciato il vs? Tzè)
che possano rivoluzionare la classifica, vi rifilo il fondo del frigo, tutto rigorosamente 'scaduto'.



In realtà si dovrebbe dire -'poco' rigorosamente scaduto-.
Perché qui ci sono tre ingredienti: cous cous, cipolle e topinambur.
Ah, bhè, aglio ;)

L'influenza e la tosse mi hanno davvero tagliato le gambe, non ho nemmeno fatto la spesa... che insulto... e non fare la spesa al sabato significa non farla più fino alla settimana successiva. Ad oggi siamo a 13 giorni senza spesa. Stomale.
Al supermercato (qui) non compro vegetali. Ci provo eh, ma alla fine non posso impedirmi di guardare la provenienza. Chile, Mexico, Nigeria, South Africa. Pronto pronto?!!
Vuoi dirmi davvero che due cipollotti non ce la facciamo a coltivarli in UK??
E quindi esco a mani vuote.

Il mio procedimento per il cous cous è sempre lo stesso (insulto). Se mi vede un marocchino mi appende al chiodo come un agnello in Place Jemaa El Fna.

Generalmente il cous cous si cucina da solo con del brodo, si sgrana e si serve con sopra/attorno le verdure o l'agnello o quello che è. Per farlo bene basta seguire le istruzioni riportate sulla confezione. Non ho mai visto una confezione senza istruzioni. Lo giuro.
Ora lo compro al supermercato bio, in Italia lo prendevo nelle macellerie Halal, quasi tutte vendono anche alcuni prodotti tipici, oltre alla carne e dell'ottima menta (prendetela lì!).
Se lo faccio con verdure cotte e lo servo asciutto lo cucino sempre nelle verdure. Qualunque sia la verdura che avete scelto (verdure che restano abbastanza compatte) tagliatela a pezzetti/striscioline e cuocetela in padella/pentola. Se volete dargli un profumo un po' esotico potete usare del cumino se vi piace, oppure aggiungere della curcuma o un pizzico di curry.

A cottura avvenuta (verdure al dente) creo uno spazio nel centro della padella, verso un filo d'olio e aggiungo il mio cous cous (3/4 di bicchiere a testa), lo giro con le verdure e aggiungo dell'acqua calda leggermente salata. Tanta acqua quanta ne basta per coprire a filo il cous cous. Spengo il fuoco e copro. Dopo 10 minuti il cous cous avrà assorbito l'acqua e sarà cotto.
Più il cous cous è grosso, come ad esempio il maftoul, più acqua devo mettere, e spegnerò la fiamma solo dopo che questa avrà ripreso il bollore. 
Claro no?

Il commensale è in volo, affronta la neve e il gelo per tornare dalla sua principessa (sono io, oh!), vado a sistemare i morti che ho lasciato per casa in questi due giorni di solitudine. Almeno il frigo è vuoto, non c'è nulla di scaduto.

Buon week end a tutti! E, chi ce l'ha, giochi con la neve, permettetevi il piacere di essere felici.







Zuppette, tombe e dintorni

Sto grattando il fondo. Ho esaurito le scorte auree raccolte nell'ultimo soggiorno italiano.
Ormai mi resta solo un cespo di radicchio di Treviso, che mi supplica di essere mangiato prima di passare a migliore vita. E io non riesco a mangiarlo. Dopo di Lui, il nulla.
O peggio, ancora rape. E cavoli.



Ho fatto una zuppa di lenticchie, radicchio e merluzzo e mi è venuta in mente una crema di funghi assaggiata lo scorso inverno in una cripta, seduta sulle tombe.
Sì si, ho detto cripta. E tombe.


Luogo di cui non vi ho ancora parlato. Ma quanto gelosa sono? ;)


Rimedio subito.

Siamo in Trafalgar Sq e probabilmente la National Portrait Gallery è una delle mete della giornata. Oppure avete seguito il mio consiglio e siete andati alla vicina Somerset (10 minuti a piedi). Oppure siete appena usciti dal vortice consumistico di Covent Garden e dovete ricongiungervi con la vostra spiritualità. Oppure vi piace il jazz.
Accanto alla Chiesa, tra questa e Pret a Manger, c'è una struttura in vetro, si vedono un ascensore ed una scala. Entrate.
He sì, this is London... Sto parlando della cripta del St Martin in the Field. Suggestivo luogo dove trovare ristoro e, al mercoledì sera, poter cenare ascoltando musica jazz.
Hanno una cucina tipicamente inglese con servizio a buffet, tipo mensa. E' un luogo spartano che odora un po' di brodo, non posso consigliarlo per come si mangia (lasciatevi tuttavia tentare dal mezzo chilo di crumble che propongono come dolce!), ma volendo è possibile consumare solo un caffè o semplicemente visitarla. E questo sì, vale la pena farlo.



La mia zuppa di lenticchie (per due) invece era così:

Lenticchie Umbre (un bicchiere e mezzo)
Alloro (una foglia)
Pomodoro concentrato
Aglio
Merluzzo (due filetti lunghi circa 10/15 cm) 
Radicchio di Tv (un cespo)
Zeste di mezzo limone bio non trattato
Olio EVO


Ho cotto le lenticchie in acqua (il doppio del loro volume) con una foglia di alloro, un spicchio nudo di aglio, un cucchiaino di pomodoro concentrato, sale. Ho messo tutto nella pentola a freddo dopo aver sciacquato le lenticchie. Non ho aggiunto olio. Lasciato sobbollire per una mezz'ora (generalmente vengono date delle indicazione sull'etichetta). Ho eliminato aglio e alloro e frullato grossolanamente le lenticchie. L'obiettivo era renderle cremose senza perderne la forma.

In una padella ben calda ho saltato il radicchio con un filo d'olio e il zeste, sale e pepe. Trasferito il radicchio in un piatto piano.

Ripulita la padella con la carta da cucina l'ho usata per saltare il merluzzo in abbondante olio, tagliato a cubetti. Definisco abbondante: cinque cucchiai. Se lo fate per più persone cuocete il pesce un po' alla volta e ripulite la padella con la carta dopo ogni cottura. Questo evita che la carne delicata del pesce si attacchi e si sbricioli. In generale, cucinare poco alla volta, vale per tutte le cotture dove si desidera tenere alta la temperatura.

Qualunque cosa io provi a fare (nel senso che magari mi sfugge qualche trucco/nozione) il merluzzo un pochino si sbriciola. E questo è più vero più si aumenta il tempo di cottura. Il merluzzo cuoce in un paio di minuti, forse meno, non lo abbandonate.

Cotte le lenticchie, è un piatto che si può fare espresso.