Visualizzazione post con etichetta Prodotti del mare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prodotti del mare. Mostra tutti i post

Orrore!

Tra le tante cose che vorrei possedere c'è una laurea in chimica. Vorrei poter capire.
Rosico da matti.
O al limite vorrei una memoria che non sia solo visiva per potermi ricordare almeno un decimo delle cose che con interesse leggo o sento. Magari metterle insieme.

input->elaboro->output

Sì che non mi sembra difficile.

Ho tante domande e ho la testa confusa. Non mi fido di nessuno. Poi l'altra sera ho visto Le Iene e le verdure alla diossina smerciate sui mercati nazionali e internazionali...

Come possiamo essere sicuri che i prodotti coltivati extra EU (penso in particolare le colture bio) rispettino i parametri europei e quindi siano prive di inquinanti o contaminazioni post raccolta se quelli coltivati in Italia (ok, in una ristretta zona, ma non fa differenza) sono armi cariche?

In questo periodo mi sembra che ci sia un gran fermento attorno ai goji, bacche rosse dalle promesse proprietà antiossidanti più potenti mai riconosciute in un alimento (sto esagerando? :D). Come tutte le cose anche i cibi hanno una moda. Proprio due anni fa a Londra facevo la mia prima scoperta di tutte queste prelibatezze. Li chiamano Super Foods, per il loro alto valore nutrizionale.
I goji sono principalmente prodotti in China (mi si è obiettato "no, in Tibet", ma la geografia non ne cambia il valore. E comunque no, in Cina), e io non mi fido. Nel bio vicino a me ne vendono di 'prodotti in un paese extra EU'.

O.o' Che è? Non so nemmeno se è legale non specificare il Paese...

Allora mangio i goji extra EU (dove Extra non é la tacca massima di una scala di valori) e spero di non esserne avvelenata o non li mangio e spero che 'tanto non faranno la differenza perché se ne mangiano pochi'?

Lo sapete di sicuro cosa significa 'abbattere il pesce': Tenerlo sotto zero a temperature molto basse per un numero specificato di giorni. I freezer di casa non arrivano a tali temperature.
E lo sapete perché? Si chiama Anizakis, è un parassita che vive nell'intestino dei pesci, ma non solo, e che al momento della cattura migra nelle carni dell'ospite. Solo con l'abbattimento muore e potete mangiare il pesce crudo in sicurezza.
Oppure cotto per almeno 10 minuti con temperatura di 60 gradi al cuore o con una luuunga marinatura in sale (olio e limone je fa gnente).
Il rischio? Da una semplice nausea a forti mal di pancia. In casi eccezionali si può arrivare alla necessità di un intervento chirurgico e fino alla morte se non diagnosticata in tempo, in seguito alla perforazione dell'intestino. Sai mai...

Perché condivido questo scenario di orrore e morte in un contesto godurioso come quello di una tartara di branzino o un tonno tataki? Perché le sardine le ho comprate dopo aver chiesto se erano state abbattute, che per legge in Europa si deve fare. Risposta: sì.

Di chi ci si può fidare?

Bene, sto per disgustarvi, ma solo così mio padre, mangiatore indefesso della cozza pelosa cruda (che non è a rischio 'verme' credo, ma rende l'idea del soggetto) si è convinto. Ho provato a toccarli e sono duri come aghi, scompaiono nella carne del pesce in un secondo.

(mh. non ho un video HD quindi non si vede nulla. Sotto quel grumetto di roba colorata, in basso a sx, si percepisce un movimento. E' trasparente come un pelo bianco.)



E comunque, tornando ai super foods, come fai fai, non va mai bene lo stesso...
Presa da un articolo che spiegava il ruolo dell'assunzione di semi di lino nella 'cura' di un certo tipo di cancro al seno mi sono detta: se anche non mi devo curare, i semi di lino possono farmi male?
Alcuni dicono che possono dare sonnolenza...che cavolo di effetto collaterale è? Quanti chili ne devi mangiare? Van mica al mg come le benzodiazepine...

E allora daje di semi di lino!
Ah, scusa, spezzati, che li volevi mangiare interi!? Sono mucillaginosi e il gel che attorno a loro si forma li preserva integri fino alla fine della loro corsa dentro di noi (se semo capiti?). Utili per questa ragione agli stitici. Noi però vogliamo gli Omega 3 dentro al seme!

Ma il seme di lino è davvero piccolo e leggero (uffaaaa!!! non ne veniamo fuori!!!!) e non si trita col mixer. Allora li devo spezzare con il mortaio, ma scivolano... e finisce che l'effetto benefico ce l'hai perché il prepararli chiede un'incredibile attività aerobica.

Ma poi leggo che, perché ci sia un reale effetto benefico, dovresti bilanciare l'apporto di Omega 3 e 6 in una proporzione di circa 1:3. Non tanto nel senso che se non è corretto nn funziona, ma proprio fa male cazzarola.

Mmmhhh. Ok, allora, contiamo:

Omega 6. Mangio tutti i giorni le noci (anche Omega 3), le germe di grano e bevo fiumi di olio crudo.
Omega 3. Mangio quasi tutti i giorni i semi di lino, ma non mangio pesce tutte le settimane (e comunque lo cuocio) e non ho altre fonti di Omega 3 (perché i Chia Seeds, che ne sono ricchi, in Italia hanno un prezzo irragionevole).

O.o' Ussignur. Quindi mi sto avvelenando? Che cazzo di conto è questo? Come faccio a sapere esattamente?

M'avete rotto.
Butto tutto dentro:

semi, pesce e la speranza che almeno il buon dio apprezzi lo sforzo che sto facendo.

Hamburger di Merluzzo (Nasello).




Sfilettato il pesce che in confronto Jack lo squartatore era un chirurgo estetico mi sono resa conto che non lo si poteva mangiare. Cioè, mangiare sì, ma senza guardarlo. Allora ho buttato tutto nel mixer con:
salsa di soia, harissa, qualche foglia di basilico. Creato gli hamburger li ho impanati in semi di canapa e semi di lino schiacciati. Peccato che gli acidi grassi sono sensibili al calore quindi li ho uccisi tutti.
Va bhè, era molto buono però. Accompagnato a verdure ne fa un pasto completo ed equilibrato senza pippe, ok?

...che giornata...

;)














Affari di Famiglia

Il commensale dice sempre che quando sono al mercato non chiedo un parere su cosa comprare a chi mi accompagna, la mia è una domanda retorica. 
Se si osa contraddirmi indosso la maschera della delusione e della castrazione e mi si gira l'umore per ore. Sì Sì, m'incazzo senza misura. Cosa posso fare? E' la leggerezza della domanda che frega l'interlocutore. Perché sembra posta perché di cuore si cerca la condivisione, ma non lasciatevi ingannare...

Se trovo qualcuno con cui condividere l'entusiasmo, addio.

Noi Tibs abbiamo un debole per la cozza e il fiore di zucca.
Ma la cozza supera ogni altro elemento. Impossibile davvero superare il banco del pescivendolo senza aver detto "Cosa dici, le prendiamo due cozze?". Non si è mai visto.

Mio padre in visita non ha fatto eccezione. E fa sorridere vedere quanto siamo uguali, quanto la distanza non abbia sopito l'espressione genetica. Perché è di DNA che parliamo, non c'è altra spiegazione.

L'amore per la cozza è scritto, non è appreso.

Una cozza fa subito estate, è condivisione, fa famiglia, da piacere senza eccessi, e piace un po' a tutti.


Aprire* le cozze dopo averle velocemente pulite sotto acqua corrente (sbarbate se necessario).
Eliminare la mezza conchiglia senza mollusco.

Pane grattato, prezzemolo e aglio tritati, formaggio, un cucchiaio dell'acqua di cottura delle cozze, pepe.
La farcia deve risultare morbida, non bagnata.

Riempire appena le cozze di farcia facendo attenzione che il frutto sia coperto. Distribuire le conchiglie su di una teglia e versare qualche goccia d'olio sulle cozze.

Infornare a forno caldo (200°) con funzione grill per pochi minuti.
Sono buone anche fredde.


*In una pentola capiente a fuoco alto con coperchio. Appena si aprono spegnere il fuoco, altrimenti si potrebbero seccare.


Affidabililtà e sgombro.

Blog che parlano di blog. Blogger che osservano altri blogger.
E' tempo di riflessioni in rete e sento il flusso che mi trascina. 
ah ah

Qualcuno fa il blogger di mestiere, dev'essere una vitaccia... ;)
Per altri è solo un passatempo senza impegno, c'è invece chi lo tratta come un gioiello e chi lo usa come la scenografia di una condivisione, a volte di una condivisione che nulla ha a che vedere con l'oggetto del blog stesso. Poi c'è chi di mestiere fa il wannabe.

Assodato che un certo grado di narcisismo sia sempre presente, altrimenti la torta al cioccolato me la faccio e me la mangio senza dirlo a nessuno, mi chiedo il senso di raccontare la mia vita e i miei intimi pensieri. Cosa cerco negli altri, cosa gli altri possono trovare interessante in me.
E soprattutto mi chiedo cosa metto io nel mio di blog. Chi sono e in cosa credo, all'interno di questo mondo così modernamente chiamato food.
C'ho pensato un po' ma non ho trovato tante risposte.

Mi rilassa cucinare e mi diverte sperimentare. Pochi passaggi altrimenti mi stresso. La mia 'cucina' non può che essere spontanea, essenziale, basica e il più delle volte veloce.

Mi piace mangiare. Mi piacciono i sapori puliti, mi piace riconoscere la qualità della materia prima, mi piace giocare con i sapori ma senza alterarli.

Mi piace sapere come mangio. Cerco di fare scelte consapevoli, dove consapevole a volte vuol dire essere coscienti di non fare la scelta giusta. Prodotti freschi, stagionali, a km ridotto.

Mi piace capire cosa mangio. Proprietà nutritive e valori nutrizionali (non parlo di calorie) e come/quanto si deteriorano in cottura.

Mi piace pensare di mangiare 'meno malsano' possibile. Eliminare i grassi saturi a favore degli insaturi, ridurre al minimo i prodotti elaborati e/o confezionati e quelli a lunga scadenza. Per quel che posso mi informo e cerco di condividere quello che scopro sull'avere un'alimentazione equilibrata e completa.

I fallimenti li condivido ma solo se possono essere di spunto per capire qualcosa, non nascondo l'orgoglio quando mi cimento in prove che riescono, non compro le meringhe e dico che le ho fatte io (tanto non ci credereste lo stesso), leggo solo chi ha una personalità che mi rapisce.

*Guardo con sana invidia a chi fa delle belle foto, per la loro pazienza e caparbietà, prima ancora che per il risultato, ma soprattutto apprezzo la genuinità e l'autenticità, lo spirito di iniziativa, il blogger che imita il blogger non ha nulla da insegnarmi, nel senso pragmatico e filosofico. E la leggerezza.
(*Su tutto questo seguirà approfondimento).

E visto che tutto ciò resta costante, il credo, l'intento e la trasparenza, visto che cerco di migliorarmi ma oltre un certo livello (musica di guerre stellari in sottofondo) ci sono forze oscure che me lo impediscono O.o' allora ho pensato che forse (almeno) il 'premio' affidabilità lo accolgo con piacere.
E nel farlo ringrazio Meg e Vale che mi hanno donato il loro, ormai un po' di tempo fa.



E per coerenza con quanto appena detto, vi dono questa perla di semplicità.

Filetti di sgombro marinati (tre filetti)

Zenzero fresco grattugiato (un cucchiaio colmo)
Semi di coriandolo (un cucchiaino)
Semi di cumino (un cucchiaino)
Semi di finocchio (un cucchiaino)
Fieno greco (un cucchiaino)
Limone 1 (succo e zeste)
Tre filetti con la pelle

Verdure a piacere, io ho usato:
Cipollotto fresco, carote, basilico, lattuga, aglio, avocado.

Togliere le spine lungo il filetto con l'apposita pinzetta (con quella per le sopracciglia si può provare ma il pesce un po' si rovina. Io mica l'ho mai fatto, me l'han detto). -_-
In una padella tostare tutti i semi e poi pestarli al mortaio. Mischiare tutti gli ingredienti e ricoprirne il pesce dalla parte della carne. Appoggiarli con la pelle a vista in un contenitore ermetico e rimettere in frigorifero per almeno mezz'ora.

Le verdure le ho saltate velocemente con un filo d'olio pochi minuti prima di servire, a fuoco spento ho aggiunto la lattuga e il basilico e girato. Ho coperto con un coperchio e sul piatto ho aggiunto l'avocado.

Per il pesce ho usato una padella antiaderente vuota, ho appoggiato il pesce dalla parte della pelle per circa 5 minuti, l'ho poi girato dalla parte della carne e ho terminato la cottura. Fiamma alta, attenzione a muovere spesso la padella per evitare che si attacchi. Salare pochissimo prima di servire.


Ringrazio il mio fidato Iphone per l'immagine che non rende minimamente la bontà ma apprezziamo lo sforzo.












Il pesce che ti guarda, 30 minuti a tavola!

Mi prende la fame alle 6/630.
Cerco di saziarmi con i profumi e inizio a cucinare qualcosa.
A volte mi dedico ad altro per distrarmi e stare lontana da tentazioni 'rovina cena', ma calcolo sempre male i tempi e mi ritrovo che siamo pronti per andare a tavola e la cena non c'è.
Come a dire che in fatto di distrazioni lobotomizzanti sono maestra.

Ieri ho azzardato un "30 minuti e siamo a tavola" ma non sapevo bene a mangiare che cosa... o.o'

Non appagata dai soli gamberi avevo comprato anche due ali di razza. Ma la razza era già bella che scuoiata, non solamente morta.
La razza però è una bestia che ti guarda.
Anche se ora no, non può più, ma io so che lei ti guarda. O.O
Vista dalla pancia (dove in effetti ha gli occhi) sembra di vedere un volto. Non è proprio un bel volto e se si pensa che è una parente stretta dello squalo è quasi inquietante. Non che i pesci, gli animali marini in genere, abbiamo mai avuto uno sguardo dolce e affettuoso come quello del cucciolo di labrador, ma alcuni più di altri (vedi lo squalo) hanno quell'occhio tondo e nero profondo che ti ipnotizza.

Google Images (questa è grossa, forse addirittura una manta,
ma la faccetta che fa rende bene l'idea "I'm watching you!")
Della razza si mangiano solo le ali e se avete l'ardire di comprarla intera (io ho smesso), dalla regia mi dicono che dovete "togliere la pelle e tutta la parte gelatinosa" -_-

La razza ha carne molto compatta e bianca, io la trovo buona ma delicata, mangiata con dei sughi saporiti a mio avviso si perde completamente. La carne è distribuita sopra e sotto ad un ventaglio di cartilagine, l'ala è più carnosa e spessa a ridosso del dorso e si assottiglia verso l'esterno.



Se doveste farne dei pezzi va tagliata lungo la larghezza per seguirne le scalanature (e per fare porzioni simili).

Quindi
Ho acceso il forno a 180°, ho tagliato due patate e le ho messe a bollire* per qualche minuto, ho sciacquato i funghetti prataioli. Tempo a disposizione e dimensione del taglio direttamente proporzionali (poco tempo, pezzi piccoli). Condito il tutto con olio, aglio, rosmarino e prezzemolo, ho salato.

Ho preso la mia razza, l'ho tagliata, asciugata, spennellata di olio, cosparsa di un pizzico di sale e di pan grattato, infornata. Solo una volta raggiunta la temperatura ho infornato il mix funghi/patate (il fungo salato e messo a bassa temperatura a volte mi perde troppa acqua e fa stufare quello che lo circonda).
La razza è pronta quando la carne è ben bianca e si stacca facilmente dalla cartilagine.
Ho fatto una salsa leggera con senape in grani, farina di mandorle (volevo lo yogurt ma era scaduto) e prezzemolo fresco tritato.


In quasi 30 minuti ho servito.
Quasi nel senso che 'quasi ce la facevo' ;)

La razza (dipende molto dalla grandezza) cuoce al forno indicativamente in 30 minuti, più veloce la cottura a vapore o in umido.

* ho i fuochi ad induzione, in due minuti l'acqua bolle. Ho pure barato quindi. :)


Omicidio a Notting Hill

(Pubblico animalista e sensibile astenersi)

Sono così assente (dal blog, dalla rete, da me stessa) che, come dicevo rispondendo ad un commento, ultimamente mi sembra di 'tornare' ad ogni post.
Perché di fatto mi sono dedicata completamente ad altro per tutto il mese, tanto che iniziavo a sentire il bisogno fisico di postare qualcosa. Non prevedo ospiti almeno fino a metà febbraio (wowow che culo =_=) quindi adesso mi metto sotto.

In tutto ciò, pensate, non ho smesso di mangiare, ma ho anzi trascinato anche mia madre al solito Farmers' Market per la spesa del sabato. Che avventure eh!? ;)

"Dobbiamo arrivare appena aprono perché altrimenti fanno fuori i gamberi". Dicetti.
Ore 8.50 eravamo già in fila in attesa che aprissero il commercio.
Gamberi Inglesi, a me! 

Sappiamo tutti che il pesce si mangia fresco. Cioè, se è fresco e non decongelato deve essere stato pescato da poco, occhio brillante e buon profumo di mare. A volte il pesce viene venduto molto fresco.
Cioè, così fresco che è ancora vivo. O quasi.
A Istanbul ho visto dei pesci in agonia sopra al ghiaccio. Non sono belle cose, ti senti davvero una bestia.
Ma se voi mangiate pesce (non entro poi nel merito delle carni) non crediate che il Bastoncino Findus arrivi bell'e fatto e impanato dai mari del nord. I pesci muoiono prima. E non di un colpo secco.

Comunque. Pesce vividamente fresco io non ne ho mai mangiato. A parte le ostriche.
Che non è pesce, ma è vivo (l'esempio col pollo o col polpo mangiato vivo lo tengo in repertorio per la prossima volta, ok?).

Mangiate le ostriche? Sapete come si mangiano?
L'ostrica che ti fa star male non è mai viva, o sana. L'ostrica che ti fa star male stava male anche lei. Oppure è sfiga. Perché l'ostrica buona (non nel senso di magnanima) purtroppo si mangia viva. E per essere sicuro che sia viva e sana la si 'pizzica' con la forchetta e la si guarda reagire prima di staccarla dalla conchiglia. La si annusa, a ulteriore conferma, e poi si mangia.
L'ostrica è l'unico piatto in cui puoi mettere il naso a tavola senza far la figura del tamarro.
Lo so, siamo dei mostri.
Ma onestamente non penso a tutto questo quando mi arriva davanti un vassoio di Fines de Claire (vive la France!).
Un po' è triste, ma mi passa abbastanza velocemente.

Bene. Anche questi bellissimi gamberi inglesi (si chiamano proprio English Prawns) arrivavano drittidritti dal peschereccio, ancora energici a sufficienza per saltare fuori dalla cassetta, dalla bilancia e sgusciare di mano.
Gamberi freschissimi.
"Che meraviglia".
Ho pensato. 

E' poi arrivato il momento di prenderli e buttarli in padella.

Un po' schifata lo ero, soprattutto mi ha impressionato l'idea di averli in mano, dopo una veloce sciacquata nel lavandino, per il trasferimento nella padella calda.
Così mi sono attrezzata di schiumarola e piatto e li ho affrontati. E mentre li maneggiavo ho realizzato che di lì a breve non sarebbero stati più vivi e arzilli.

Che di lì a breve sarebbero stati uccisi.

Che la mano che si doveva sporcare di sangue ERA LA MIA.


@-@
(momento di confusione)

A quel punto era davvero troppo tardi, mi si aprivano tre strade:
*comprare un acquario e ricreare l'ambiente marino per alloggiarli in attesa di poter raggiungere il mare e salvarli.
*lasciarli agonizzare lontano dal mio sguardo e mangiare alle 3.
*proseguire nella carneficina.



Ho mollato un paio di urletti e condiviso con mamma e commensale l'atrocità del gesto.
Ho alzato la fiamma, li ho lanciati nel loro destino di aglio, samphire e pomodorini, e dopo aver coperto la strage con un coperchio ho girato il volto e mi sono lasciata trasportare in un pianto liberatorio al collo del commensale il quale ha commentato: "Amore, sei davvero troppo sensibile, non devi farle queste cose, vuoi che li seppelliamo?" Ormai! Ho fame, li mangiamo.
L'happy end è un'altra storia.





E adesso ditemelo che io, con qualunque prodotto ittico, devo darci un taglio.

(e invece no. segue...)

Ah, si, ricetta per 3:
in una padella versate un cucchiaio d'olio, uno spicchio d'aglio a lamelle, due manciate di pomodorini interi, un pizzico di sale e coprite con il coperchio. Tenete il fuoco basso altrimenti si asciuga troppo. Aggiungete dopo qualche minuto due manciate di samphire i gamberi e chiudete.
Quando la pasta è cotta scolatela umida (senza impegnarvi troppo ad eliminare tutta l'acqua) e spadellatela con i gamberi aggiungendo un filo di olio a crudo.






Zuppette, tombe e dintorni

Sto grattando il fondo. Ho esaurito le scorte auree raccolte nell'ultimo soggiorno italiano.
Ormai mi resta solo un cespo di radicchio di Treviso, che mi supplica di essere mangiato prima di passare a migliore vita. E io non riesco a mangiarlo. Dopo di Lui, il nulla.
O peggio, ancora rape. E cavoli.



Ho fatto una zuppa di lenticchie, radicchio e merluzzo e mi è venuta in mente una crema di funghi assaggiata lo scorso inverno in una cripta, seduta sulle tombe.
Sì si, ho detto cripta. E tombe.


Luogo di cui non vi ho ancora parlato. Ma quanto gelosa sono? ;)


Rimedio subito.

Siamo in Trafalgar Sq e probabilmente la National Portrait Gallery è una delle mete della giornata. Oppure avete seguito il mio consiglio e siete andati alla vicina Somerset (10 minuti a piedi). Oppure siete appena usciti dal vortice consumistico di Covent Garden e dovete ricongiungervi con la vostra spiritualità. Oppure vi piace il jazz.
Accanto alla Chiesa, tra questa e Pret a Manger, c'è una struttura in vetro, si vedono un ascensore ed una scala. Entrate.
He sì, this is London... Sto parlando della cripta del St Martin in the Field. Suggestivo luogo dove trovare ristoro e, al mercoledì sera, poter cenare ascoltando musica jazz.
Hanno una cucina tipicamente inglese con servizio a buffet, tipo mensa. E' un luogo spartano che odora un po' di brodo, non posso consigliarlo per come si mangia (lasciatevi tuttavia tentare dal mezzo chilo di crumble che propongono come dolce!), ma volendo è possibile consumare solo un caffè o semplicemente visitarla. E questo sì, vale la pena farlo.



La mia zuppa di lenticchie (per due) invece era così:

Lenticchie Umbre (un bicchiere e mezzo)
Alloro (una foglia)
Pomodoro concentrato
Aglio
Merluzzo (due filetti lunghi circa 10/15 cm) 
Radicchio di Tv (un cespo)
Zeste di mezzo limone bio non trattato
Olio EVO


Ho cotto le lenticchie in acqua (il doppio del loro volume) con una foglia di alloro, un spicchio nudo di aglio, un cucchiaino di pomodoro concentrato, sale. Ho messo tutto nella pentola a freddo dopo aver sciacquato le lenticchie. Non ho aggiunto olio. Lasciato sobbollire per una mezz'ora (generalmente vengono date delle indicazione sull'etichetta). Ho eliminato aglio e alloro e frullato grossolanamente le lenticchie. L'obiettivo era renderle cremose senza perderne la forma.

In una padella ben calda ho saltato il radicchio con un filo d'olio e il zeste, sale e pepe. Trasferito il radicchio in un piatto piano.

Ripulita la padella con la carta da cucina l'ho usata per saltare il merluzzo in abbondante olio, tagliato a cubetti. Definisco abbondante: cinque cucchiai. Se lo fate per più persone cuocete il pesce un po' alla volta e ripulite la padella con la carta dopo ogni cottura. Questo evita che la carne delicata del pesce si attacchi e si sbricioli. In generale, cucinare poco alla volta, vale per tutte le cotture dove si desidera tenere alta la temperatura.

Qualunque cosa io provi a fare (nel senso che magari mi sfugge qualche trucco/nozione) il merluzzo un pochino si sbriciola. E questo è più vero più si aumenta il tempo di cottura. Il merluzzo cuoce in un paio di minuti, forse meno, non lo abbandonate.

Cotte le lenticchie, è un piatto che si può fare espresso.




I premi, le targhe e altre divagazioni

E' inutile che ce la raccontiamo.
Se partecipi ad una gara è per vincere, non per partecipare, non per divertirti.
Forse vi prendi parte con l'idea di metterti alla prova, ma alla fine, in cuor tuo, speri solo di vincere, perché la prova da superare sarebbe la sconfitta.

Fanno unica eccezione gli eventi di raccolta fondi o le lotterie per l'asilo del paese, dove più sei scarso e fai ridere e più vinci, perché lì la vittoria è nella partecipazione. Ma solo lì.

Sembra quasi ci sia del pudore, ci sia della vergogna attorno a questa attitudine alla competizione.
Però poi si fanno i corsi auto motivazionali, come a dire "Vai in campo e fagli il culo! Ma senza volerlo..."
Se sei carina e vai a Miss Italia è "per gioco", non perché ti senti una strafiga. Ma se sei sincera e ti dai da sola della 'bella donna' allora sei arrogante e pure sciacquetta superficiale.

Io sono 1) supponente (ma quello è colpa del segno zodiacale, non mia :) e sono 2) altamente competitiva.
Sanamente competitiva preciso, non entro nelle ginocchia a nessuno e credo nella meritocrazia.
Sono 3) fondamentalmente per il fair play in tutti i campi, dalla coda in Posta alla scalata al successo in ufficio, le ingiustizie mi uccidono la ragione e mi fanno diventare 4) rancorosa e 5) acida.
Ma sono anche misuratamente 6) insicura. E così il giro(ne) infernale riprende e dico: "partecipo ai contest per mettermi alla prova, per divertirmi". Un par di palle.
Che sia messo a verbale: partecipo per vincere e rosico se perdo, aggiungo.

Tutto ciò riconoscendo l'indubbia superiorità dei Primi.

Ieri però una sorpresa. Dopo una settimana di silenzio mi sono riaccomodata nelle pagine del mio blog e ho trovato un gentile omaggio, che non è la vittoria ad un contest, ma meglio, perché qui non ho mandato la cartolina per partecipare, è arrivato spontaneamente.
Sono stata premiata da Cecilia e Viola di Frizzi e Pasticci con il Versatile Blogger Prize! Ne leggete qui.
E io le ringrazio davvero tanto, per il premio e per il tempismo con cui è arrivato.


E se devo dire ancora qualcosa su di me, come il premio Versatile Blogger richiede, aggiungo che sono 7) riconoscente e onesta(mente felice).


Lo so che può sembrare un passaggio un po' troppo romantico o addirittura quasi lugubre, ma voi lo dovete vedere come un inno all'altruismo, come una celebrazione della vita.

Si chiama Postman's Park, si trova in St Martin's Le Grand, City, dirigendosi verso il Museum of London con St. Paul's Cathedral alle spalle lo trovate a sx.
E' un giardino grazioso, con due particolarità. La prima e immediatamente visibile sono le targhe commemorative dedicate ad alcune persone che hanno donato la propria vita nel tentativo di salvarla ad altri, nomi scritti a mano per onorare il coraggio e l'amore per il prossimo e per non dimenticarli. La seconda peculiarità è che, dietro ai cespugli lungo gli edifici di entrambi gli ingressi, si possono ancora vedere le lapidi di vecchie tombe del XIX Sec quando questo spazio era adibito a cimitero.
E in generale questo piccolo parco è un angolo di paradiso nella frenetica City.

Cosa c'entra con questo il Salmone con le nocciole?
Nulla.
Non avevo detto che quando scrivo sono abbastanza random? Lo sono ;)


Un filetto di salmone senza pelle.
Pan grattato.
Nocciole intere
Porro.

Accendere il forno a 170 gradi.
Sminuzzare le nocciole nel mixer fino a farne una farina grossa, lasciarne qualcuna intera.
Affettare il porro e farlo saltare in pentola per qualche minuto con qualche nocciola spezzettata grossolanamente, bagnare con poca acqua appena il porro accenna a diventare biondo.
Mettere sul fondo della pirofila un filo d'olio.
Adagiare il salmone, cospargere la superficie del pesce con le briciole delle nocciole, poi sopra il porro e sopra questo il pangrattato. Infornare 10 minuti per mono porzioni, salire fino a 15/20 per un grande filetto intero. Se il salmone è fresco amo lasciarlo poco cotto nel cuore.
Nella versione della foto avevo messo anche le prugne ma sono in più, non le mettete.

Il polpo è giusto!

Breve post di chiusura argomento.
Tanto per orgoglio, ché sembra che non ne faccio mai una buona... ;)

Una parte della bestia, era stato dichiarato, sarebbe finita nel freezer. Ma io le cose nel freezer le dimentico se non le consumo in fretta. Così già qualche giorno dopo ero tornata sul pezzo.

Questa volta sono stata bravissima. Ho seguito tutti i consigli e tutti i nonconsigli e devo ammettere che, anche qui, la pratica e l'esercizio hanno fatto la differenza.


Ho proceduto così:
inserito in una pentola ancora congelato e ricoperto di acqua acidulata, fatto bollire. L'ho lasciato raffreddare -come sempre- nel suo stesso brodo, ma a differenza del solito non ho aspettato che fosse morbidissimo, l'ho spento appena al dente.
Una volta freddo l'ho tagliato a pezzi non troppo piccoli e ripassato in una padella con olio, rosmarino, qualche foglia intera di prezzemolo e mezzo pomodoro a dadini. Fuoco vivace, l'ho lavorato come fosse sulla griglia. Salare dopo cottura, travasare in un contenitore.
L'ho servito tiepido, con della quinoa precedentemente bollita e fatta saltare nella padella appena usata per il polpo.



Midweek Treat

Il goloso regalo di metà settimana.
Piatto smart, iperveloce, low fat, ma di gran piacere.

Dopo il resoconto di ieri sulla disastrosa esperienza col coniglio mi sono sentita in dovere di stendere un velo colorato e piacevole su questo triste ricordo.
In dovere verso me stessa per essermi fatta tornare tutte le sensazioni orribili da cui non vi ho risparmiati. E poi questa è una di quelle cosine che vengono così bene, così...per caso...che non trovo corretto tenere tutto 'sto fondello per me. ;)

Come sempre, devo ammettere, gli abbinamenti meglio riusciti sono quelli che faccio a frigo aperto in preda ad una crisi di fame, parlando a tutti i resti del pasto precedente.
pan fried scallop on warm celery salad


Per 4 ho usato:
5 coste di sedano
un pugno di cappuccio rosso
mezzo porro
due spicchi d'aglio a lamelle
un cucchiaio di piselli (secchi, precedentemente bolliti, inutili)
abbondante basilico
dieci acini di uva bianca
4 capesante

Pulite e tagliate le verdure come più vi piace.

In una padella calda con poco olio saltare aglio e porro. Non devono imbiondire, regolatevi di conseguenza, il colpo di calore vivace aiuta a smorzare l'arroganza del porro, poi basta farlo appassire.

Dopo un paio di minuti aggiungere le altre verdure, che dovranno rimanere molto al dente. Il sedano cotto mi sa di brodo e poi è bello che sia croccante.

Solo qualche secondo prima di togliere la padella dal fuoco aggiungere il basilico spezzato a mano, aggiustare di sale e pepe, dare un'ultima girata e travasare il tutto in un contenitore, bagnare d'olio EVO a crudo.

Nella stessa padella, a fuoco vivace, mettere una punta di burro e qualche goccia d'olio, far rosolare le capesante da un lato, al momento di girarle aggiungere gli acini tagliati a fette.

Impiattare.
Va bene che le verdure non siano bollenti.

Lo giuro, vale.



Nella vecchia fattoria...del mare.

Post NON adatto ad un pubblico animalista/vegetariano/sensibile.


In questa fattoria l'asino sono io. E voi mi dovreste (ve ne preeegooo) aiutare a fugare certi dubbi.

Mamma mia che schifo.
Vado in ordine di apparizione nella mia settimana.

_Il calamaro. La mia prima volta.
Volevo il polipo, ma non ne avevano.
Mi propongono uno squid. Me ne propone uno solo perché avevo appena chiesto 4 scampi e deve aver capito che non sarei stata eletta 'cliente dell'anno'.
Per la cronaca va detto che in Uk non c'è una reale distinzione tra calamaro e totano, sono entrambi squid. Come li distinguono non è dato sapersi. Il mio era calamaro.
Sappiate che cotanta scienza l'ho acquisita con ore di ricerca in rete, ma solo questo video ha definitivamente chiarito ogni dubbio.
La pescheria alle ore 5.30 pm stava già chiudendo e aveva messo in cella tutta la merce. Ho comprato 'sti 4 scampi e 'sto calamaro. "Devo fare il sugo alla pasta, è solo per dare un po' di profumo", ho pensato. Il marinaio mi ha fatto dare un occhio rapido alla bestiola già dentro al sacchetto un po' nerastro di inchiostro.
"Tanto lo devo lavare, no?".

Arrivo a casa e apro il sacchetto un po' nerastro di inchiostro e trovo un mostro lungo almeno 22 cm PIU' i tentacoli. Tutto intero. Viscidino, ma duro. Che mi guarda. E secondo me si muoveva. O forse stava solo scivolando dal sacchetto, ma io sono scappata in camera.
Non mi aspettavo di trovare il caciucco pronto, ma almeno la testa staccata e le interiora eliminate.

Ho dovuto aprire una birra.
Poi ho cercato un video che mi spiegasse come pulirlo. E un pezzo alla volta, sorso di birra, testa, sorso di birra, becco, sorso di birra, interiora, pelle...l'ho pulito. Era talmente grande che ho fatto la pasta per me, un secondo alla griglia e uno in umido per il commensale.
Paralizzata dall'enormità di quel viscidume non ho fatto foto. Ma sono rimasta affascinata dal profumo che aveva, anche da crudo.

Domanda time: l'inchiostro 'buono' è quello della seppia. Usate anche quello del calamaro? Come si usa l'inchiostro vero, quello che prendete dalla sacca del cefalopodo di turno?  Come si eliminano dal nero eventuali residui di sabbia?

_Il polipo. Sempre la stessa storia.
Polipo e patate bollite, ceci neri, paprika dolce e basilico.
Polipo e patate bollite, sono di casa.
Questa volta me lo sono fatto pulire, il problema è che il pescivendolo aveva solo delle bestie da 2 kg, che anche già pulite non sono proprio belle da vedere e toccare.
Ed era davvero grosso, grosso così non lo avevo mai fatto. Non era stato congelato, passaggio che ammorbidisce la carne chiedendo meno cottura, quindi ho letto che va battuto. Ô_o

Battuto?  O_O
Ok, preso il matterello di legno e senza guardare, né tirarlo fuori dal sacchetto gliene ho date. Mi veniva da piangere, ma ormai la testa era staccata,  non serviva a nessuno fare la sentimentale.
Lo so che il tappo di sughero nell'acqua di cottura non serve a nulla, ma neanche fare le corna al gatto nero aiuta, eppure...
Quindi: acqua acidulata, tappo di sughero, polipo intero, lascio bollire per almeno un'ora e mezza poi inizio ad assaggiare.
Il polipo secondo me è cotto quando è morbido, non gommoso. Se resta croccante sotto i denti misembracartilaginebleah! Non lo posso neanche dire.

Domanda time: come stracaspiterina si fa ad avere un polipo ben cotto, morbido, ma compatto? Cioè senza che la pelle si stacchi rendendolo poco attraente. 

_Baby Octopus. Novità anche loro.
Altro non sono che i moscardini. L'ho scoperto poi. Cioè, ho associato poi, i moscardini li conoscevo, anche se non li avevo mai cucinati. Questi li cito più che altro come esempio di economia e come tip per chi tra voi abita a Londra. Se volete del pesce, ma senza specifiche necessità, andate al mercato del sabato a ridosso della chiusura. Io vado al Borough Market (non vi ho mai parlato del Borough Market???!!! Usssignur!), il banco più grande che trovate, quello con le reti appese. Dalle 5.30 potete iniziare a chiedere un prezzo speciale sulle rimanenze, certo ci si accontenta della scelta, ma i prezzi possono diventare davvero speciali. Due settimane fa ho comprato 2 kg di scampi a 10 £!






























La Fattoria di terra arriverà a breve...







La butto lì, al volo.

Questa merita, a ridosso del week end.
Facile, veloce e ne esci con dignità.

Avviso che domani replico l'esperienza e rifaccio la foto con la luce del sole, questa è penosa.
Come promesso ho rifatto la foto, e porto anche la testimonianza che il sole, tecnicamente inteso, non c'era.



Occorrente (dosi x due spiedini):
salmone filetto 120 gr (fresco)
avocado 1/2
melone 2 fette
lime 1
erbe varie fresche (origano, menta, timo, basilico)
pane
lattuga
cipollotto fresco
semi di senape
mezzo pomodoro qualunque
mandorle (a piacere)
rubate una spiga di lavanda dal vicino


Nel mixer con le lame mettere:
le foglie di timo, origano, basilico (una cosa come due rametti per erba, ma solo le foglioline, lavate e asciugate) e il fiore di lavanda sgranato; due/tre foglie di lattuga; qualche mandorla; qualche fetta di cipollotto, due cucchiai d'olio, 1/3 del pomodoro (che essendo stato mezzo in partenza fa uno spicchio in tutto). Un cucchiaino di semi di senape. Mixare. Aggiustare di sale e pepe. Assaggiare. Travasare in un contenitore e dare un giro d'olio EVO.

Accendere il forno grill, 180°.

Tagliare tutto il resto a cubi (o quanto più vicino ad un cubo...) e avere cura di innaffiare l'avocado con il succo del lime. Infilare nello spiedino alternando i colori.

Scaldare una padella antiaderente liscia o la griglia, purché antiaderente, la carne del salmone è molto delicata e se si attacca rischiate di strapparla andando a girare lo spiedino.

Mettere il pane in forno.

Cuocere gli spiedini pochi secondi per lato fino a che ogni parte del salmone avrà cambiato colore. Il cuore rimane rosa intenso e tenero. Salare.

Stendere sul pane caldo un paio di cucchiaini di pesto profumato e servire con gli spiedini.

E un piatto molto delicato e leggero ma giuro che i profumi bastano a riempire la bocca.

Per quel grumo di roba dentro alla carta a fiori blu attivate la visione selettiva e fingete di non vederlo. That's it.

Nota postuma (postuma al salmone): ho provato a inserire la rapa rossa bollita. Favoloso, lo devo dire. E confermo che qualche piccolo fiore di lavanda rende speciale questo umile spiedino.


Esperimenti in cocotte_salmone

Ognuno ha il suo negozio sirena. Quello davanti a cui sente un richiamo irrinunciabile, quello che "Non posso passare senza entrare. E inevitabilmente comprare".
Io rientro in una categoria fortunata, diciamo, perché le mie passioni sono le attrezzature da cucina. Pensa a quelle povere donne che amano Laboutin. A me va meglio solo perché, il più delle volte, riesco a soddisfarmi con piccoli accessori da pochi euro, inoltre ultimamente sono diventata talmente brava che riesco anche a fare solo acquisti mirati. Quello che mi serve. Oh, se serve, serve! ;)
Uno di quegli acquisti a cui fino ad ora avevo resistito sono state le cocotte di Le Creuset. Fino ad ora.

salmon in fillo cocotte
Quiche al salmone rivisitata, in fillo.






























Per due cocotte.
Salmone fresco, filetto 200 gr
Cipolla rossa, qualche fetta
Panna di soya, 8 cucchiai
Pasta fillo, 4 fogli
Burro
Uova, 1

Frullare nel mixer la panna, l'uovo, un pizzico di sale, pepe macinato a fresco.
In una padella versare un filo d'olio e qualche goccia d'acqua, aggiungere la cipolla e farla appassire.
Tagliare il filetto di salmone a fettine di mezzo centimetro di spessore, non importa la dimensione.
Spennellare di burro fuso i fogli di fillo e sovrapporli. Tagliarli a metà (tutti insieme) e posizionare ogni metà nella cocotte. Se il riquadro di fogli sovrapposti è troppo grande fare come segue: piegare a metà il riquadro tante volte quante serve per creare un triangolo acuto, rifilare con la forbice gli angoli tagliando in tondo. Chiaro, no? o_O
Appoggiare il salmone nella cocotte foderata di fillo. Rovesciare il contenuto del mixer, infornare a forno appena tiepido (se la cocotte è in grès non deve subire grandi sbalzi di temperatura) a 160° per circa 20 minuti.

Anche se la panna è di soya resta materia grassa. che con il salmone ricco di Omega (grassi buoni ma pur sempre grassi) puo' per alcuni risultare un po'...impegnativo al palato. Per pulire la bocca e goderne ogni morso ho affiancato una quenelle (una cucchiaiata geometrica) di questo composta: frutto del cappero sott'aceto (ben sciacquati), zenzero fresco grattugiato, pan grattato e qualche goccia di acqua.
Stesso scopo per le gocce di tabasco al peperone.






Cod Croccante

Quante volte si può mangiare un pezzo di merluzzo cotto allo stesso modo?
Due volte al mese. Poi stufa. E stufa cucinare la stessa cosa.
Così ho preso il mio amico merluzzo e abbiamo pensato ad una soluzione al forno.
Questo il risultato.




























Foto orribile, ma giuro che il risultato era eccezziunale veramente.
Devo lavorare sulla presentazione. Trattandosi di un piatto casalingo la prossima volta provo a farlo intero in una pirofila di servizio e aggiungo attorno le patate (precedentemente cotte a parte) prima di andare in tavola. Lo porto tutto intero. Poi il casino sarà riuscire a servirlo, ma ci pensiamo lì. Se è sempre vero che 'l'occhio vuole la sua parte', è ancora più vero parlando di cibo.
Si mangia con gli occhi prima, poi i profumi, poi la testura e poi i sapori. Può mancare un passaggio, ma meglio se c'è. ;)
Il mio errore qui sono stati i colori, ho usato tre diverse verdure per il contorno, ma cotte hanno lo stesso punto di verde e il colore delle patate si confonde con la panatura del pesce. Dobbiamo inventarci qualcosa di più allegro.

Anyway, ingredienti per la panatura:

pane grattugiato (cercatene uno con le briciole grosse)
timo, rosmarino, salvia (FRESCHI, sono più profumati)
sale e pepe
olio EVO (extra vergine d'oliva)

In un piatto fondo sminuzzare il timo, qualche ago di rosmarino e un paio di foglie di salvia. Il timo deve essere predominante. Non abbiate paura di esagerare.
Aggiungere alle erbe sminuzzate tre cucchiai d'olio perché si insaporisca con gli oli rilasciati dalle erbe.
Aggiungere il pane e mescolare in  modo che assorba l'olio. Aggiungere tanto olio quanto serve a bagnare tutto il pane. Attenzione, quando dico bagnare non prendetemi alla lettera, intendo dire che ogni briciola deve aver assorbito un po' d'olio. Aggiungere sale e pepe e girare.
Prendere un quadrato di carta forno, bagnarlo sotto acqua corrente e strizzarlo, appoggiarvi un rametto di timo e sopra a questo il pesce, avvolgere la carta alla base del merluzzo come fosse una barchetta. Questo permette al pesce di cuocersi nella sua stessa umidità, conservando i sapori ed evitando che si asciughi.
Prendere una manciata di pane grattugiato e appoggiarlo sulla superficie. Come farlo, ad ognuno di provare.
Cuocere in forno caldo per 20 minuti circa a 180 gradi, alzare la temperatura verso la fine SE il pane non si è dorato. Tenere la leccarda a metà altezza, il pane deve rimanere asciutto ma non bruciarsi. Per controllare la cottura usare uno stecco lungo o un coltello, se entra facilmente nel lato è cotto.

Cod (merluzzo) all'italiana

Oggi spesa a Portobello.

groceries-at-portobello
Il mercato locale a cui vado di solito è quello dei Farmers' Market, appena dietro a Notting Hill Gate: prodotti a km zero e rigorosamente di stagione. Ma siamo in Inghilterra...e dopo un inverno a base di rape rosse, cavoli, verza, patate e porri avevo bisogno di un po' di colore.

Inutile dire che in Portobello Road ci si deve andare presto. La quantità di persone che inizia a popolare la strada dopo le 1030 rende l'esperienza frustrante e faticosa.



brioche salata al peperone e formaggio caprino
E a spesa conclusa, serve sempre uno spuntino per recuperare le energie: brioche con peperone arrostito, olive e formaggio di capra.
Gail's è una piccola catena di Bakery, fanno un po' di tutto, dal pane ai più diversi prodotti da forno, con un approccio global. Sono abbastanza orientati ai prodotti naturali (non di origine chimica intendo) ma io lo reputo comunque uno dei tanti "luoghi del peccato" che si incontrano lungo le strade di Londra. L'errore come sempre è entrare affamati, tante cosine buoooneeee (anche le insalate) ma piuttosto condite e unte.




Il merluzzo (cod) qui è il pesce "base", uno dei più diffusi, quello del Fish & Chips! Io lo prendo al supermercato, pescato nei mari del nord, mai surgelato. Accompagnato a dovere regala sempre un pasto sano e saporito.

merluzzo con olive zucchine e pelati

Tutto insieme, ma in questo ordine: filo d'olio (nella foto sembra di più, è l'olio delle olive, quindi è crudo e non fa male), aglio in camicia (con la buccia) schiacciato, foglie di basilico sminuzzate, pomodorini freschi a fette, zucchine estive a julienne, fiamma medio/alta.
Girare spesso, coprire con il coperchio dopo qualche minuto e abbassare la fiamma. A metà cottura appoggiare sulle verdure il filetto di merluzzo e coprire. Pochi minuti di cottura, aggiungere le olive (ho usato quelle taggiasche) e servire.