Tipo una crostata... ma senza pericoli, senza insidie, solo dolcezze cremose.
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I moved
Sono felice di informarvi che ho traslocato definitivamente. Per i curiosi sono qui...
sarahtibs.it con delle polpette TOP. Vi aspetto. :)
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Meglio tardi che mai
Meglio tardi che mai iniziare a mangiare bene.
Meglio tardi che mai smettere di fumare. (herm herm, cof cof)
Meglio tardi che mai associarsi all'AIFB (sono con voi ragazze, anche se per ora solo con lo spirito :/ )
Meglio tardi che mai partecipare ad un contest che scade stasera. Yo.
Ho scoperto gli Shiitake qualche anno fa e da allora do la caccia ai produttori italiani peggio di un maiale da tartufo (bella immagine).
All'insegna del 'presto che è tardi' vi lascio nel magico mondo della buona tavola con l'ultimo ritrovato elisir di buona salute. Perché niente ci può salvare come una bacchetta magica, ma sicuramente possiamo provare a scivolare via dalle categorie di rischio iniziando con delle buone abitudini...
Cuore, circolazione, girovita e palato ringraziano AIFB e “Azienda ospedaliera Universitaria Federico II per questo bel contest. Io ringrazio perché finalmente c'è uno spazio dove le mie ricette hanno il senso che meritano. Perché, parafrasando gli inglesi, se non la suono io la mia trombetta come posso pensare lo facciano gli altri?
L'ultima ricetta senza grassi cattivi (animali o vegetali), senza cotture ad alta temperatura, senza dolcificanti, ma ricca di sinergie vincenti, si aggiunge alle 55 ricette quasi sempre facili, veloci e integrali che stanno costruendo la mia raccolta (leggi libro) e la condivido con voi, nella speranza che sia di buon auspicio al progetto. (Tranquilli, le foto le ha fatte uno bravo, mica io :)
Per il contest
Per la categoria PRIMI
Zuppa di Funghi
Ingredienti per due
Funghi Shiitake freschi 250 g
Batata rossa bollita 150 g
Rapa rosa (a piacere) 1/4 pulita
Sedano solo le foglie
Pistacchi non tostati, non salati
Limone succo, qualche goccia
Aglio
Sale marino integrale
Olio EVO
Pulire velocemente i funghi sotto acqua corrente rimuovendo la parte finale del gambo, che spesso è più coriacea. Tagliare a lamelle i funghi e farli saltare qualche minuto in un cucchiaio di olio EVO con uno spicchio di aglio e la rapa. Solo a cottura ultimata aggiungere le foglie di sedano tagliate sottili, qualche goccia di limone e un pizzico di sale.
Nel mixer frullare la patata dolce (detta anche batata rossa), i funghi (preservandone una parte per decorare il piatto) e i pistacchi. Sarà necessario aggiungere dell'acqua per diluirla a zuppa, più densa può essere servita come crema.
Sinergie ipocolesterolemizzanti
I pistacchi sono ricchi di fitosteroli, utili nel regolare il colesterolo e nella
prevenzione di patologie cardiovascolari.
La patata dolce è ricca di fibra, che come sappiamo ha un importante ruolo nella riduzione del colesterolo.
I funghi Shiitake sono ricchissimi di sostanze
protettive: da enzimi ad amminoacidi che concorrono alla riduzione
dei livelli di colesterolo nel sangue. Possiedono inoltre vitamine del gruppo B (1, 2, 6, 12) e importanti precursori della vitamina D
Il limone aiuta ad amplificare il sapore salato aiutando a ridurre i consumi di sale. Rende anche i colori più brillanti, anche l'occhio vuole la sua parte.
Legumi e altre forme di vita Sana
Why go vegan when you can go healthy?
Questo sarà il mio mantra.
L'ho scritto in inglese perché è soprattutto dall'estero che arrivano certe ricette piene di olio di cocco che tanto vale mangiare una torta margarina-zucchero-uova. Come a dire che per quella parte di popolazione che mangia vegano perché pensa sia salutare e non perché animal-ambientalista dovrebbe fermarsi a ragionare un secondo, prima di buttarsi sulla panna di cocco.
E poi perché la scimmia di Londra non è ancora scesa dalla mia spalla e sto monitorando i voli come un falco, al primo biglietto cheap che si incastra con gli altri piani zacchete! che mi faccio una pucciatina nella umida, inquinata, frenetica, impareggiabile Londra. Cuori Cuori. Snif-snif. Miss it.
Sono stata al Sana di Bologna. Sì, giassò, sono passati mesi, ma ho dovuto far girare il criceto un po' più a lungo del solito...
Ne parlo perché al Sana di Bologna, Salone Internazionale del biologico e del naturale, dove trovi tutto quello che può interessare una persona che gira attorno alla cucina vegetale, ho avuto conferma di questo. Non sempre perché è vegano, è sano.
Si trova tutto, sì, ma anche tanta pubblicità e azioni commerciali e tante mode che solo il tempo ci dirà se passeggere o se si confermeranno nell'olimpo delle buone pratiche. Come essere (e in parte proprio lo eri) in un grande supermercato diviso per produttori.
Molti corsi, workshop e conferenze interessanti, avendo potuto essere presenti tutti i giorni l'offerta era sicuramente ambia e di qualità.
E' stata per me l'occasione di avere conferma di quanto detto: se ti fermi a leggere gli ingredienti sulle etichette di alcuni di questi prodotti vegani, bio, sostitutivi, proteici senza grassi animali [...], spesso ti imbatti in grassi vegetali che rendono il prodotto poco in linea con le virtù che decantano.
Se fino a ieri mangiavamo carne come leoni perché ci dicevano che le proteine animali ci servivano oggi che la prospettiva si è ribaltata, se ci interessa, ci serve essere consumatori sempre più attenti per non farci fregare dai dettagli, dobbiamo imparare a leggere le etichette. La gente oggi segue delle mode e dei trend alimentari senza farsi domande, come una volta si indossavano le spalline alla Goldrake senza chiederci se eravamo minimamente femminili o estetiche, oggi anche l'alimentazione segue una moda. Tanto che, in un luogo in cui era ospitata la Veganfest, in cui si parlava di biologico e di salute (e non è la prima edizione, è un evento che vanta decenni di esperienza), potevi mangiare solo ai ristori dell'ente fiera, panini di mortazza o di verdure grigliate scongelate.
Non è questa una testimonianza della scarsa coerenza sull'argomento?
Il tempeh, per chi non lo conosce, è soia fermentata grazie all'azione di un fungo. Ha un saporino che mangiato nudo e crudo (va comunque sempre cotto prima del consumo) non definirei invitante, ma se ben condito o unito ad altri ingredienti può conferire al palato quel tipico piacere di animalo che spesso manca a chi sceglie di farla finita con la carne e i formaggi.
La cosa interessante è che ha un alto valore proteico e che nel processo di fermentazione si produce la vit. B12, elemento importante nel meccanismo di assorbimento del ferro.
Qui l'ho reso anche un ottimo modo per scaldare le stanche membra intorpidite dal freddo umido di questi giorni, piatto veloce e piacevole.
Per due
Zucchine 2
Tempeh al naturale panetto da 400 g
Peperoncino fresco 1
Zenzero fresco 10 cm
Stecca di lemongras 1
Uva sultanina 1 cucchiaio
Aglio fresco 1 spicchio
Bacche di ginepro 6
Macis (o semplicemente noce moscata)
Curcuma 1 cucchiaino
Alloro foglia fresca 1
Salsa di soia 2 cucchiai
Succo di limone fresco 1/2
Pepe nero
Sale marino integrale
Olio EVO
Affetta o sminuzza lo zenzero, il cuore del lemongras, il peperoncino fresco, l'aglio e scalda dolcemente in poco olio EVO. Grattugia a julienne le zucchine e falle saltare velocemente nel trito, aggiungi le bacche di ginepro, il macis o una grattugiata di noce moscata, la foglia di alloro fresco e l'uvetta. Lascia cuocere a fuoco basso qualche minuto, versa il succo di limone e lascia riposare coperto fino al momento di servire. In una pentola a parte fai bollire il tempeh, già tagliato a cubetti, per qualche minuto. Prepara una salsa a base di curcuma e salsa di soia e usala per condire il tempeh, gratta un po' di pepe a fresco. Servi insieme, scalda il cuore. E non solo.
Box cucina
Il limone esalta i sapori salati rendendo superfluo l'uso del sale, ma vi ricordo che il cibo acido non deve restare a contatto a lungo con le pentole in metallo.
Box alimento
Il macis è l'involucro che ricopre la noce moscata, ne ricorda il sapore ma è molto più delicato.
Box salute
La curcuma e lo zenzero hannno entrambi potere antinfiammatorio, la curcuma viene assorbita correttamente se consumata con piccole dosi di pepe.
Di temperature
Chi non ha mai subito un intervento chirurgico sa dirmi la temperatura delle sale operatorie?
In effetti, nonostante abbia alle spalle tanti anni di loboto-serie TV del genere medical drama, non mi ero mai trovata a farmi questa domanda: ti tengono al caldo avvolto in una coccola per ricreare una situazione di comfort oppure sei un quarto di manzo sul tavolo da lavoro di una cella frigo?
La seconda. -_-
Non è che ti diano nemmeno molto tempo perché tu ne possa disquisire, a onor del vero, in cinque minuti sei bello che andato a sognare, ma ci sono un po' rimasta male, a non saperlo, a farmi trovare impreparata. Ma tutto è andato bene e non mi sono accorta di nulla :)
Un'altra delusione è stata dopo il risveglio. Dopo il digiuno protratto ancora per un giorno, non è come avevi immaginato prima, dove avevi pianificato di farti portare una pizza salame piccante e peperoni direttamente in camera.
Dopo devi stare tranquillo, mangiare liquido (dove per liquido si intende brodo e non passato) e riprendere gradualmente i ritmi.
Non lo dite al chirurgo che mi sono mangiata la pasta al forno, vero?
Per dissimulare posto invece una ricetta così semplice che è capace di stupire per la sua bontà, ma soprattutto è un vero tranello, non fosse per il colore, non se ne riconoscono le carote.
Per 4
Carote 5 mondate
Nigella 1 cucchiaino
Aglio 2 spicchi in camicia
Olio EVO
Sale marino integrale
Oliare la teglia e le carote, polverizzare di nigella e sale fino, mettere in forno caldo con l'aglio a 180 gradi, per 20 min. Portare a bollore 400 ml di acqua dolce e frullare, a piacere con una puntina microscopica di polpa d'aglio. Servire.
Al contrario di tante verdure (tutte?) la carota è bene mangiarla cotta, questo permette di meglio assimilare il beta-carotene, un importante antiossidante.
Welcome Summer 0.o
Buongiorno estate!
Sarà che la globalizzazione ha coinvolto anche il clima e ci stiamo collocando tutti in una unica grande fascia climatica tropicale, ma sta storia che l'estate è arrivata, timida, al 7 di settembre, un po' mi puzza...
Non ci vedete un che di Giudizio Universale? 0.0
La visione 'bicchiere mezzo pieno' ci impedisce, tuttavia, a me e alle mie personalità ospiti, di non godere di questo clima leggero e piacevole che ci fa sentire in vacanza e avere voglia di cose fresche.
Nasce la non-cheesecake. E visto che, lo avrete capito, il taglio del blog cambia, non vi do la ricetta. Ahahah simpatica, vero?
Vorrei portarvi, ogni tanto, nel mio delirante mondo di soluzioni alternative cercando di essere di stimolo nel tentativo impegnativo di mangiare 500 g di verdura al giorno e solo di stagione, non usare cotture ad alta temperatura o prolungate, farine raffinate, dolcificanti di qualunque provenienza, nè grassi animali o grassi vegetali che fanno male...
La base, per un mini stampo con fondo staccabile di 15 cm, è fatta con 2 datteri, succo di mela, poco cioccolato fondente 85% e farina di nocciole.
La parte arancione?
3 ingredienti, uno dei quali è agar-agar, ovviamente, i miracoli ancora non li sappiamo fare.
Nelle due immagini cambia il colore per uno dei tre ingredienti, ma il succo non cambia ;) Abbastanza facile no?
Sarà che la globalizzazione ha coinvolto anche il clima e ci stiamo collocando tutti in una unica grande fascia climatica tropicale, ma sta storia che l'estate è arrivata, timida, al 7 di settembre, un po' mi puzza...
Non ci vedete un che di Giudizio Universale? 0.0
La visione 'bicchiere mezzo pieno' ci impedisce, tuttavia, a me e alle mie personalità ospiti, di non godere di questo clima leggero e piacevole che ci fa sentire in vacanza e avere voglia di cose fresche.
Nasce la non-cheesecake. E visto che, lo avrete capito, il taglio del blog cambia, non vi do la ricetta. Ahahah simpatica, vero?
Vorrei portarvi, ogni tanto, nel mio delirante mondo di soluzioni alternative cercando di essere di stimolo nel tentativo impegnativo di mangiare 500 g di verdura al giorno e solo di stagione, non usare cotture ad alta temperatura o prolungate, farine raffinate, dolcificanti di qualunque provenienza, nè grassi animali o grassi vegetali che fanno male...
La base, per un mini stampo con fondo staccabile di 15 cm, è fatta con 2 datteri, succo di mela, poco cioccolato fondente 85% e farina di nocciole.
La parte arancione?
3 ingredienti, uno dei quali è agar-agar, ovviamente, i miracoli ancora non li sappiamo fare.
Nelle due immagini cambia il colore per uno dei tre ingredienti, ma il succo non cambia ;) Abbastanza facile no?
CdG
CdG: quando il culo di gallina diventa uno state of mind.
Avete mai guardato gli ingredienti di ciò che comprate? Grassi vegetali, olii vegetali, zucchero anche nei fagioli... il commensale dice che dovrei girare con uno specchio perché le facce che faccio, anche da sola, solo io. E son bruttina forte.
In effetti non ci avevo mai pensato, ma la faccio spesso quella faccia arcigna di disappunto. In più, a forza di mangiare senza zuccherare nulla, mi capita spesso di girare con la bocchetta strizzata in una morsa quasi di dolore.
Lo avete mai mangiato il cioccolato fondente all'85% di cacao? E' una di quelle cose che quando la fai ti chiedi: "ma Perché?". In effetti tutto questo percorso alimentare mette spesso a dura prova la tenacia. Ma come con la corsa, è solo dopo un atto di fede e un impegno costante che si iniziano a vedere i risultati.
Il cioccolato fondente all'85% di cacao è come mangiare una prugna acerba, non è così aspro, ma è altrettanto spiacevole e secco... cosa non si fa per la lotta agli zuccheri aggiunti...
Però il cacao, sebbene sia un eccitante e sia ricco di grassi (non tutti buoni!!) contiene anche molti antiossidanti ed è in grado di far rilasciare endorfine al nostro cervello. Praticamente una droga con side effects positivi.
Queste sono barrette energetiche, ovviamente. Non biscotti secchi. E come tutti i prodotti altamente calorici se ne consiglia il consumo prima dello sport, non sul divano davanti alla tv. Poi, se nessuno vi vede... ;)
Datteri 100 g
Cioccolato fondente 85% 100 g
Noci a piacere (noci, pecan, nocciole) 50 g
Agar agar
Succo di uva 100 ml
Cereali soffiati 2 cucchiai
Ridurre in pasta i datteri denocciolati.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato.
Tritare le noci.
In un pentolino scaldare il succo d'uva e sciogliere un cucchiaino raso di agar agar, dopo i primi minuti di bollore aggiungere al succo d'uva la pasta di dattero, un cucchiaino alla volta, senza abbassare troppo la temperatura. Quando raggiungerà una certa densità inizierà ad attaccarsi al fondo, terminare l'operazione fuori dal fuoco.
Senza togliere dal bagnomaria il contenitore aggiungere quest'ultimo impasto al cioccolato sciolto, a seguire le noci e mescolare con vigore. Travasare nel contenitore scelto. Versare in superficie i cereali soffiati e farli aderire. Far solidificare in frigo.
Il dattero è ricco di zuccheri, ma al contrario dello zucchero semplice ha anche fibra (il che rallenta il processo di assorbimento degli zuccheri) e contiene quantità discrete di diversi minerali e qualche vitamina del gruppo B.
La quantità indicata rende 8 pezzi 7x3,5x1,5h. Per realizzarli ho usato una fascia da pasticceria appoggiata su carta forno. Una pirofila o singoli stampi in silicone (in metallo non riuscireste più a sformarli) andranno benissimo.
#IGmi14
Ebbene sì, sono stata una zavorra.
Una di quelle che va alla festa e torna a casa alle 10 perché "se non dormo mi vengono le rughe e il malumore". E ti guarda pure con quel misto di invidia e compiacimento per la propria forza di volontà. Non ti viene voglia di ucciderla, una così? E infatti Vale e Sere non si sono risparmiate nulla e mi hanno insultata senza pietà. -.-
Ma che colpa ne ho io se ho intrapreso la strada verso la salvezza, verso l'ascesi alimentare? (Ahahahah)
#IGmi14 sembrava comunque un po' allineato al mio mood salutista, perché, oltre ai quintali di maiale insaccato, manzo, fois gras, salmone affumicato (sto salivando come il cane di Pavlov, alla fine il piacere "del maiale" non si scorda mai...!), c'erano rappresentanze vegetali di tutto rispetto! Oltre alle carote e alle spezie, intendo.
Il programma di Identità Naturali è stato illuminante e mi han arricchita non solo di nozioni ma anche di vibranti personalità. Senza nulla togliere agli altri interventi, inter-s-venuti e interventisti (alcuni avevano infatti un taglio che mi è parso troppo commerciale) due sono le esperienze di cui è stato un lutto privarsi, al termine della giornata: Simone Salvini e Daniela Cicione.

Incredibilmente stimolante assaggiare la cucina vegana preparata da mani sapienti.
Mi auguro che il prossimo anno replichino l'argomento. Vista la piega che prende il mondo, mi sa che amplieranno lo spazio dedicato...
E mettete un bar porco corbezzolo, che uno che c'ha fame muore!
| Bearman-Del Coro_cervo |
| Lello Ravagnan_vegburger |
| Loretta Fanella_barbabietola |
Casa
Tornare a Casa sì, ma dove?
Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.
La casa è dove c'è il cuore. Dove c'è l'amore? L'amore per il commensale, la mia casa è a Como.
L'amore per la famiglia, allora vado a Bassano. O in Francia, da mio padre. A Milano c'è mia Cuggina... Ho degli amici a noi cari in Spagna, in Lussemburgo, a Londra.
A vederla così sembro una senza fissa dimora e invece sono ricca. Di affetti e di case da scroccare. ;)
Per My Secret Dinner un secondo Veg pronto in 20 minuti, il giorno prima.
Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.
Tofu
Zucchine piccole estive
semi di finocchio
cumino
curcuma e/o curry
lenticchie rosse bollite
In una padella versare qualche cucchiaio di olio EVO semi di finocchio, cumino, aglio, cipolla a rondelle, le zucchine a pezzetti, dopo 5 minuti aggiungere il tofu a cubetti. Far rosolare un minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente bollite in acqua salata (15 minuti), una spolverata di curry e curcuma. Salare.
Lasciar raffreddare, tenere in frigorifero fino al momento di preparare il vostro cestino per raggiungerci a cena, dove trovare i vostri amici, dove vi sentirete a casa.
Ciao ciao!!
Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.
Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.
Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)
Ecco cosa si apre:
Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?
Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!
Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.
Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.
![]() |
| I-phone pic. Mica male, eh? |
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?
Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.
Disciplina
Ecco, chiedo il vostro aiuto. Come faccio a seguire una ricetta?
Era un po' che non mettevo in evidenza questo problema e magari qualcuno ha creduto fossi guarita. Macché.
Il raptus del libero arbitrio mi coglie sistematicamente. E inizio a non trovarlo più divertente. La lista delle cose 'fallite' si sta minacciosamente allungando a sfavore di quelle 'riuscite'. E non ci vuole un investigatore per capirne le ragioni.
Vi faccio un esempio.
Non puoi creare una versione futurista in tre dimensioni con i colori della solitudine (whatever) de La Gioconda se non sai prima fare una copia, almeno evocativa, della reale. Un po' come questi moderni artisti che disegnano figure geometriche e le riempiono di simbolismo. Ci sto, ma solo se mi sai anche disegnare un paesaggio in prospettiva, sai fare lo studio di una mano e conosci ogni artista nato/cresciuto/vissuto dalla notte dei tempi. Ci deve essere sostanza insomma.
Severa? Mia madre dice sempre che in fondo sono una 'rigidina perfezionista', dove il diminutivo maschera, nemmeno troppo bene, l'eccessiva severità con cui mi approccio al mondo.
[Se devi dire cazzate, non le dire. Ma a volte per non dirle si deve studiare, si deve sapere.]
Eppure il mio approccio intransigente si scontra con la mia personalità ospite, quella che mescola gli ingredienti boicottando le istruzioni, una lotta interna, Dr Jakyll and Mr Hyde. Provate ad immaginarmi davanti ad un mobile Ikea con tre viti in mano: "eppure doveva essere intuitivo". Oppure potevi sprecarti a guardare le figure e seguire le freccette, almeno le figure santoddio!
Il dramma in cucina è il medesimo. Come posso pensare di creare una variante di qualcosa se non ho preso confidenza con la ricetta originaria? Come posso pensare che 'ad occhio' sia un'unità di misura? Sento il bisogno di disciplina. Vorrei essere onnisciente.
Invece sono imprecisa, so poche cose, meno ancora ne so fare.
Invece sono imprecisa, so poche cose, meno ancora ne so fare.
Nella scala dei 'mali del mondo' sono sicura questo non figuri nemmeno nella lista, poteva andare peggio insomma.
Da quando ho iniziato a confrontarmi con la blogosfera, pochi mesi fa, il mio approccio non è cambiato e sento di dovere, a chi mi segue, la massima onestà e trasparenza.
Mi impegno quindi formalmente ad essere più precisa e a mettere ogni energia nella lotta alla cazzoneria, alla pigrizia e all'impazienza, brutte compagne di viaggio in questa esperienza di apprendimento e condivisione.
Prendendo in prestito un latinismo tanto caro alla mia amica Vale, :DD, che ben calza in questa circostanza, questo finger è l'ultima ricetta ad cazzum che vi presento.
E' più una possibilità a cui ispirarvi, che una ricetta tout court.
E' più una possibilità a cui ispirarvi, che una ricetta tout court.
Samosa di rape & cavoletti
![]() |
| Questa foto non è povera, è essenziale, perché la sostanza è nel ripieno. |
Io ho usato il meglio che la stagione inglese offre: la rapa (sentitevi liberi di sorridere), la patata, il cavoletto di Bruxelles, il carciofo di Gerusalemme. Ma voi potete usare quello che vi pare, verdure, riso, carne. La farcia è comunque sempre già cotta e va lasciata raffreddare prima di essere usata.
Poi 1/2 cipolla, 2 spicchi d'aglio, coriandolo in grani, cumino, curry.
La mia versione è con la pasta fillo, cottura al forno.
Tagliare a pezzi molto piccoli le verdure e farle bollire un paio di minuti, scolarle con cura.
Riscaldare una padella con il cumino e il coriandolo (un cucchiaino cad), aggiungere la cipolla e l'aglio tritati, l'olio e le verdure bollite. Aggiungere qualche cucchiaino di curry madras, aggiustare di sale. Spadellare qualche minuto, lasciar raffreddare (fondamentale).
Tagliare delle strisce di fillo larghe circa 4 cm, spennellarle leggermente di olio (io lo scaldo appena per renderlo più fluido e usarne meno) e farcirle come fanno vedere qui.
Spennellare d'olio entrambi i lati del triangolino, appoggiarli sulla carta da forno e infornare a forno caldo, 200°. Appena avete finito di piegare i vs samosa infornateli, la pasta fillo non va d'accordo con la farcia umida né con l'aria secca. Sono buoni anche a temperatura ambiente, i diversi strati permettono di mantenere la croccantezza.
In alternativa alla fillo si può usare un impasto di farina, acqua e sale, vi lascio un delizioso filmato di Banglaparodi per questa versione.
Spennellare d'olio entrambi i lati del triangolino, appoggiarli sulla carta da forno e infornare a forno caldo, 200°. Appena avete finito di piegare i vs samosa infornateli, la pasta fillo non va d'accordo con la farcia umida né con l'aria secca. Sono buoni anche a temperatura ambiente, i diversi strati permettono di mantenere la croccantezza.
In alternativa alla fillo si può usare un impasto di farina, acqua e sale, vi lascio un delizioso filmato di Banglaparodi per questa versione.
Con questa ricetta partecipo al contest
L’Autunno in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it - vendita di prodotti tipici di Alta Gastronomia
Nel video della piegatura secondo me usano un altro impasto, più resistente, la pasta brick, che farla in casa si può, ma non bella così.
La pasta brick è una sfoglia sottile e friabile cotta a temperatura controllata grazie al vapore. E' originaria del nord Africa, ma viene usata, con altri nomi, anche in Asia e Medio Oriente.
La pasta brick è una sfoglia sottile e friabile cotta a temperatura controllata grazie al vapore. E' originaria del nord Africa, ma viene usata, con altri nomi, anche in Asia e Medio Oriente.
La pastella viene fatta con H2O, farina forte e farina di grano duro, sale, zucchero, succo di limone, olio a discrezione (io non l'ho messo). Si filtra con un colino a maglie strette, si lascia riposare una notte in frigo e poi si cuoce spennellando la pastella su di una padella antiaderente posizionata su una pentola d'acqua in ebollizione. Beccatevi quest'altra disperata per vedere come si spennella.
Io c'ho provato e sembra riuscire, l'aspetto che mi fa dubitare è che non riesco ad usarla in modo estetico, se non la bagno bene di olio dopo la cottura si sbriciola. E dopo averla farcita e ripassata in forno non resta mai super croccante come dovrebbe, attribuisco 'stu fattu all'assenza di frittura, il forno non basta.
Comunque, questo il risultato.
Ci si deve allenare, secondo me può regalare emozioni.
Io c'ho provato e sembra riuscire, l'aspetto che mi fa dubitare è che non riesco ad usarla in modo estetico, se non la bagno bene di olio dopo la cottura si sbriciola. E dopo averla farcita e ripassata in forno non resta mai super croccante come dovrebbe, attribuisco 'stu fattu all'assenza di frittura, il forno non basta.
Comunque, questo il risultato.
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| Da sinistra: una spennellata di impasto, l'impasto cotto, l'impasto farcito (il foglio era più grande) e ripassato al forno. |
Orange Summer (contest)
Non voglio confondere le idee a nessuno, l'autunno è arrivato, eccome! Ma 'sto fatto, nun me piace.
E quindi ho pensato di riportare sulla mia tavola un po' di colore e di profumi, senza tradire le stagioni e i loro prodotti. Anche se, devo ammettere, faccio davvero fatica a tenere sotto controllo il raptus di comprare le ciliegie o gli asparagi.
I miei 15 giorni di cucina light non sono terminati, quindi non posso ancora introdurre la sapidità e la vellutata testura dei grassi animali.
Come se fosse una cosa a me sconosciuta, la dieta quasi totalmente senza grassi animali!
Eppure, da quando li ho reintrodotti nella mia alimentazione, se li sospendo inizio ad avere visioni di cosce di maiale che attraversano il salotto, sento sotto la doccia il profumo speziato della pancetta (devo cambiare shampoo), immagino una merenda fatta di crumble di mele e crema...
Invece no, a stecchetto!
E allora perdiamoci nella freschezza del finocchio, nel profumo aromatico del limone, godiamo della croccantezza della carota, nutriamoci della tradizione con la fregola di grano duro.
E poi c'è della ricotta di bufala (guai a chi fa un commento!).
Anyway, se mi concedete, ho fatto un tuffo in un fresco pomeriggio estivo, dal centro buio e piovoso di Londra. Quando si dice non essere mai contenti di ciò che si ha.
Non è vero, io sono raggiante, come un zeste di limone.
Fregola sarda_a piacere (non confesserò mai)
Una carota grattugiata_con i buchi larghi/julienne
Zeste di mezzo limone_bio
Barba di un finocchio_(una manciata piena)
Cinque Prugne secche_a fette
Spezie a piacere (qui nigella e pepe rosa)
Curcuma
Formaggio fresco magro anche tofu va bene, a piacere ;)
Se si vuole colorare la fregola_una rapa rossa.
Bollire una rapa rossa (barbabietola) ben pulita e spellata in abbondante acqua, quella che serve per cuocere la fregola. Lasciar bollire almeno 10 minuti prima di buttare la pasta, insieme alla rapa.
Lavare e tagliare la carota e la barba del finocchio, grattugiare il zeste del limone.
In una padella scaldare un cucchiaio d'olio, aggiungere la carota, mezzo cucchiaino di curcuma, il finocchio, le prugne, salare e saltare fino a che il finocchio appassisce. Togliere dal fuoco, aggiungere la pasta, mescolare, impiattare, completare con il formaggio, il zeste e le spezie.
Dare una ferma rimescolata prima di cibarsi. Easy as it is.
Con questo piatto partecipo al contest di Ely Colora il tuo autunno, per la categoria Gratì Amo:
![]() |
| http://www.nellacucinadiely.it/2012/09/colora-il-tuo-autunno-ecco-il-nuovo.html |
Step 3: aggiungo sostanza, con garbo.
Oggi ho esagerato.
Un brodino leggero e profumato arricchito da degli gnocchi (???) che hanno un piccolo segreto, anzi tre: sono vegani, senza glutine e li puoi preparare diverso tempo prima di servirli. Ma quante ne so?
Ok,Ok, devo lavorare sulla forma, così sembrano più degli stronzetti anemici, ma la verità è che sono partita con l'idea di fare dei canederli in brodo, ché ne ho una voglia matta, quindi li dovete vivere un po' così, canederlosamente.
In casa non avevo nessun ingrediente e sono barricata in attesa di una consegna che non arriva mai...
Ho fatto con quello che avevo.
In casa non avevo nessun ingrediente e sono barricata in attesa di una consegna che non arriva mai...
Ho fatto con quello che avevo.
Mi ricordavo poi del contest di Golosità Vegane e di aver anticipato a Micol che stavo pensando a qualcosa per lei. Due piccioni (di cioccolato) con una fava (gluten free)! Oggi sono un pozzo di simpatia =_=
Con questo primo dall'aspetto timido, ma di gusto garantito partecipo al contest di Ale
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| http://golositavegane.blogspot.co.uk/2012/08/la-mia-prima-volta-contest-goloso.html |
(per due)
L'impasto è fatto con:
farina di castagne due cucchiai
farina di ceci due cucchiai
trito di verdure miste saltate in padella -prima saltate, poi tritate- (1/2 cipolla, 4 mandorle, 1/2 spicchio aglio, 1/2 carota, 1/2 pomodoro, origano fresco, scorza di limone, semi di senape).
Sale affumicato, pepe. Due cucchiai di acqua bollente.
Io non lo avevo, ma suggerisco di aggiungere uno di quei formaggi vegani tipo 'parmigiano'.
farina di castagne due cucchiai
farina di ceci due cucchiai
trito di verdure miste saltate in padella -prima saltate, poi tritate- (1/2 cipolla, 4 mandorle, 1/2 spicchio aglio, 1/2 carota, 1/2 pomodoro, origano fresco, scorza di limone, semi di senape).
Sale affumicato, pepe. Due cucchiai di acqua bollente.
Io non lo avevo, ma suggerisco di aggiungere uno di quei formaggi vegani tipo 'parmigiano'.
L'impasto risulterà molto molle, difficile da lavorare con le mani. Se siete abili potete creare delle quenelles (con il cucchiaino però, altrimenti ci vuole troppo perché cuociano) e versarle una-ad-una nell'acqua bollente e salata. Io ho usato il sac-à-poche (un sacchetto del freezer a cui ho tagliato un angolo). Spremete senza soluzione di continuità l'impasto e lasciatelo cadere nell'acqua che bolle (bolle piccole), l'impasto si romperà da solo. Si creeranno dei serpentini di circa 10/15 cm l'uno. Lasciate cuocere per circa 10 minuti. Con l'aiuto di una schiumarola scolare i serpentini e adagiarli sul tagliere (saranno sodi e compatti) dove provvederete a tagliarli a forma di similgnocco.
Una volta scolati possono essere trasferiti in un contenitore, si possono sovrapporre perché non si attaccano tra loro.
Per il brodo ho usato pomodoro, carota, sale affumicato, origano fresco, un cucchiaino di zucchero. Fare bollire per mezz'ora almeno. Sono ottimi (e forse anche più invitanti?) con un sughetto di pomodoro fresco, aglio e aromi ma adesso sono nel tunnel dei brodi, mi dispiace.
Al momento di servire si sbollentano i similgnocchi nell'acqua bollente salata, a parte si scalda il brodo (se si preferisce dopo averlo filtrato), si impiatta completando con delle foglie fresche di basilico (io ho usato quello thai) e una spruzzata di polvere di curry.
Step 2: l'autunno nel piatto.
Credo di essere stata fraintesa. O forse non sono stata chiara.
E comunque la "preoccupazione" che ne deriva è stata la dimostrazione (scientifica, eh! :) che una persona sana, che con equilibrio mangia volentieri, è generalmente percepita come più piacevole di una persona che mangia poco e/o male.
L'evento spazio-tempo che vi manca per creare il contesto e rendere comprensibile il brodino postato ieri è la sessione di esperimenti degli ultimi tempi (tarte tatin e quiches come ne piovesse), nonché la visita dei nostri amici dalla Spagna. Cosa ti porto, cosa non ti porto, sono arrivati con due pacchi di prosciutto spagnolo sottovuoto e una scatoletta di salamini. Una droga.
Il commensale ha l'innegabile svantaggio di essere in ufficio tutto il giorno. Questo limita la sua capacità di accesso al ns frigo. Mentre io sono, diciamo... avvvvantaggiatissima.
E il prosciutto (lo sanno tutti no?) non si conserva in eterno. Una volta aperto il sottovuoto, lo devi consumare... credo di averlo messo ovunque: a fette intere in bocca (mioddio si scioglieva), sul pane, nella focaccia, col bulgur, nella pasta, nell'insalata, attorno alle carote al forno, per colazione, pure col formaggio e i sottaceti. E ogni snack, spuntino, attacco di fame.
Il mio corpo ha iniziato a lanciare dei segnali, chiamiamoli dei richiami di aiuto. O_o
Non ho scelto di non mangiare l'altra sera, non sono riuscita a farlo.
Il mio percorso all'insegna di bello e buono ma salutare, continua.
Pasta a pranzo, pastina per cena: il pieno di antiossidanti e super azione detox.
Ore 12.00
4 cucchiai di Olio EVO (il mio è spremuto, non estratto, a freddo): proprietà antiossidanti.
1/2 Cipolla rossa: capacità antinfiammatorie, antivirali, aiuta la circolazione e stimola il ricambio cellulare.
2 spicchi d'aglio a lamelle: svolge un'azione battericida, aiuta la circolazione.
2 manciate di Cavolfiore: aiuta il sistema immunitario, stimola la produzione cellulare.
2 cucchiai di melagrana: ricca di vit. C, ha proprietà diuretiche e antiossidanti.
Pasta di grano duro alla rapa rossa: azione antibiotica e antiossante, disintossicante per reni e fegato.
Spadellare le verdure in un cucchiaio di olio caldo per un minuto, aggiungere un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta. Spegnere. Aglio e cipolla devono appassire, non friggere.
Con l'aiuto di una schiumarola passare la pasta cotta direttamente dall'acqua di cottura alla padella con le verdure, spadellare, versare due cucchiai di olio a crudo e la melagrana, spadellare, servire con del pepe macinato a fresco.
La pasta l'ho fatta con farina di grano duro, purea (poca acqua) di rapa rossa e acqua calda.
Su 100 grammi di farina ho messo circa il 30% in peso di purea di rapa ancora calda + due cucchiai di acqua del rubinetto bollente. La farina si idrata molto lentamente, se vi sembra che il liquido non basti, prima di aggiungerne altro, abbiate la pazienza di lavorarla e lasciarla riposare.
Volevo fare le orecchiette, ma l'impasto era troppo morbido (non ho avuto pazienza, predico bene...).
Ore 20.00
Minestrina con rapa rossa e gialla (antiossidante e disintossicante), zucchina gialla (antiossidante), sedano (depurativo e rimineralizzante), carote dolci e carote normali (antiossidante), cavolfiore, olio EVO. Direi un pasto idratante. ;)
Il cavolo è crudo, aggiunto alla minestra ancora in pentola e servita.
Ho cotto la pastina a parte, scolata e condita con dell'olio EVO in una ciotola, aggiunta alla minestra calda direttamente nel piatto.
Che figo è il cavolo giallo? ...aspettate di vedere quello viola...
Buon week-end a tutti!
Buon week-end a tutti!
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