Ecchecca

He no!
Sono io quella che prova i ristoranti quanto cambia le mutande, sono io quella invasata col cibo, quella che gli cambia l'umore, quella che sono come i cani "non mi si tocca mentre mangio".
Tu sei il MIO commensale, perché IO ho deciso che lo fossi, altrimenti potevi restare marito per sempre.

Ma pensa te.

Va' a mangiare in un posto nuovo senza di me. Ok pover'anima, può farlo.
E' un posto fantastico, dice. Mi ci deve portare, dice.

La settimana successiva ci torna con altri colleghi. Al week-end gli propongo di andare, ma "no, dai, ci sono stato l'altro ieri". Fair enough...

Ma questo scambio si ripete poi altre tre volte. Ieri sera ho fatto la crisi nervosa e abbiamo prenotato, intanto però, per saziare la mia voglia di orientale, mi sono fatta degli spaghetti di riso.

Avevo chiesto tempo fa se qualcuno mi sapeva aiutare con la cottura degli spaghetti di riso.
Parlo di quelli di riso 100%, poco importa che sia nero o bianco.

Il problema mi si poneva se li volevo fare asciutti, dopo averli cotti in acqua si incollano e spappolano.

Oggi ho provato una nuova strada. Non li ho cotti.
Li ho lasciati a bagno completamente sommersi in acqua tiepida per circa mezz'ora e poi li ho spadellati velocemente con le verdure che avevo precedentemente cotto.

A patto di mangiarli appena serviti, non erano spataccatti e stavano ben divisi.

Ora però voglio sapere: possono definirsi cotti?


Verdure saltate con aglio, zenzero fresco, sugar snap, fave, un cucchiaio d'olio e un cucchino di miele millefiori. Non aggiungere sale. Sfumato con mezzo bicchiere di salsa di soya e spadellato 30 secondi con gli spaghetti.



E mo' te magno.


Gluttony and lust

Ho postato questa foto su Instagram,  così l'ho commentata e così ve la introduco:



Quando il Signore ha definito i peccati capitali, almeno per due di essi, stava pensato alla panna montata.


A me la panna montata piace in modo contenuto, come tutti i dolci e le cose eccessivamente grasse raramente mi viene voglia di mangiarle.

Ma quella dell'altra sera era perfettamente -casualmente- equilibrata in zucchero.
Era una panna montata soda, densa, fresca e saporita.
E poi ho scoperto che i semi di anice+dolce+frutta sono un mix a cui non so resistere.

La panna montata è il male.
Insieme alla Nutella e al caramello salato.
Non puoi fermarti, rigetti i moniti e ignori i sensi di colpa, sai che pagherai cara l'avidità con cui la trangugi e aspetti che il tuo corpo lanci segnali di aiuto, ma ora è schiavo, ancora per qualche voluttuosa cucchiaiata, di una chimica diabolica.


Ho dovuto prendere un alcaselzer e ringraziare (che non sia andata peggio).
Secondo me comunque è addizionata di qualcosa per renderla così. Ci mettono la ddroga. E' il male.

Io ve l'ho detto.

Di fumo e altri vizi

Siamo proprio agli sgoccioli.
Mercoledì parto e tornerò a Londra solo per inscatolare la casa e spedirla al lago.

Da qualche giorno sento il fiato sul collo del boia che si avvicina per tranciare i cavi sky e internet. Lascio la tv accesa tutto il giorno sperando che quando il segnale svanirà lo vivrò come un sollievo.
Anche se, inevitabilmente, non vedere le ultime puntate di Grey's Anatomy secca la pelle.

Alcuni canali, ho scoperto, ripropongono la stessa puntata di uno stesso programma diverse volte al giorno.
Tutte le volte che sono entrata in sala c'era thai-pasqualino-x che parlava di qualche piatto esotico.
Pure cambiando canale. Pur uscendo più volte di casa. Roba che nemmeno Jamie ha mai avuto un tale monopolio dei pomeriggi inglesi.

Lo ricordate che credo nei SEGNI? Quindi mi sono seduta ad ascoltare. Mi sono data 5 minuti perché, lo sanno anche i bambini, se hai sopra i 12 anni la tv al pomeriggio non si guarda.
Si accettano eccezioni solo per Beautiful fino a che Stefanie è in vita.


Visto che sono stati apprezzati i miei fallimenti ho pensato che questa potesse essere una buona dritta per chi volesse fare esperimenti del belino come me.

Ho affumicato un petto di pollo.
Il procedimento è come quello della cottura a vapore. MA al posto dell'acqua si mette sul fondo della pentola un grande pezzo di carta stagnola, ben aperto e contenente riso basmati, foglie di the e zucchero di canna. Poi pentola forata/griglia e coperchio.

Prima della cottura il petto va marinato (almeno) un'ora in frigo: (io ho usato) zenzero, aceto di riso, salsa di soya, peperoncino.
Asciugato con la carta da cucina e messo a cuocere per mezz'ora nella griglia, tutto chiuso e asciutto.
Troppo.

In effetti non mi ricordavo le indicazioni dello chef di sta-bacchetta. E poi esce un po' dalle nostre logiche cucinare all'asciutto. Bho. Ma come cuoce? Con che principio?

A vederlo fa la sua figura. E il sapore è interessante.
Ora mi resta solo da lavorare sulla consistenza. Questo tipo di cottura "a caldo secco" ha asciugato la carne in modo consistente. E' stato come mangiare del sughero. O forse come una borsa di paglia... non so, devo pensarci.
Come posso fare per tenerlo morbido? Aggiungo un po' d'olio alla marinata, che comunque deve essere più forte? Lo bagno d'olio prima della cottura? Magari lo faccio cuocere 10 minuti anziché 35? -.-

Non mi voglio arrendere, voglio riprovare, perché secondo me può regalare sorprese.
Oltre a quella di puzzare di quercia secolare.


Ho condito il super pollo con un'emulsione di olio, salsa di soya, harissa e more.


Degli altri vizi parlo domani.




Senza la granola non sei nessuno_i fallimenti

Ieri Valentina mi suggeriva di scrivere, ché le mancavo. :D :D :D
Ha detto, più precisamente, "non posti più, muovi il culo e scrivi almeno della torta"
(ndr riferendosi al post di Instagram, che nel blog appaiono qui a lato -->>).

E alla mia obiezione "ma la torta non è una novità" mi ha risposto che tanto leggere delle mie ricette non frega a nessuno.

x_x

Sono davvero caduta in un buco nero. No, no, non per le cattivere della Vale, che se non mi sfotte un po' temo non mi voglia più bene, ma perché sono davvero proiettata in una realtà parallela, non riesco più a scrivere.

Fin da sempre, quando devo fare una cosa che non amo affatto (eufemismo salva linguaggio da fascia protetta) mi ritrovo come... sospesa. E' difficile da spiegare quanto un sogno. Sospendo emozioni, progetti, fantasie e mi ritrovo catapultata senza danni al momento in cui 'tutto è finito', senza aver vissuto veramente la parte del percorso più 'sgradita'.
Ora sono sospesa.
Quindi inizio a fare le cose e poi le interrompo.
Vado a fare la (so)spesa al supermercato ed esco col glucosio liquido che manco so cos'è. Non ho voglia di allungarmi fino al mercato e sono tre settimane che non compro delle rape (!!!). I piselli freschi in baccello che desidero tanto sono a 9.90 sterline al kg e io non promuovo una sommossa popolare.
Cose così.

Visto che le mie ricette non le legge nessuno (nooo, non sono a-ffa-tto permalosa) condivido qualche foto di ricette fallite.

In un momento di gelo assoluto e ore di sole/die pari a zero avevo sperimentato una pasta choux... Come sempre si parte da una buona conoscenza della ricetta base e poi si apportano modifiche. Oppure si fa ad cazzum aggiungendo del cacao amaro e dando vita a delle cacchette che nemmeno il bambino appena nato della mia amica Lisa l'ha fatta così nera quella prima volta lì.
Era come mangiare un pezzetto di cioccolato al 70% ma di consistenza... diversa.
ho provato ad addolcire il tutto con della panna montata. no, ninta. allora ho provato a fare delle foto.

passssoooooo!!!



Qualche giorno prima di partire per le vacanze ho sperimentato il blanc manger. Una sorta di budino di latte dove, al posto della gelatina, ho usato l'agar-agar. Ora, le istruzioni dicono che ci vogliono pochi minuti perché l'alga si sciolga, ma ciò non avviene mai. Anche dopo diversi minuti restano dei grumetti trasparenti. Motivo per cui ogni volta che uso l'agar-agar (fatta eccezione per l'eccezionale esperimento che voi tutti ricorderete!!) non sono mai soddisfatta.
E infatti... Non so cosa esattamente non abbia funzionato: se le proporzioni, se fosse tutta colpa della farina di riso che ho usato al posto dell'amido suggerito (herm herm) o se non c'era la luna buona o avevo i chakra chiusi...
Era pastosa (farina di riso?), poco compatta (colpa della farina di riso!?!) e instabile fisicamente (fa...)
Comunque la vera ragione che si cela sotto a questo tentativo sono due splendidi stampi di ceramica di epoca vittoriana usati per le gelatine. In love. Non mi resta che trovarne un utilizzo.



Ma le blogger di dolci, mi son sempre chiesta, quelle che fanno pièce montée di tre, quattro strati con il frosting al burro o l'icing di pasta di zucchero, poi, le mangiano tutte?
Ne faccio una e lo scopriamo.
Era iniziata così.
Ho creato una torta alle noci niente male, tanto che ho intenzione di rifarla per condividere la ricetta (che comunque non leggerete, ma almeno io la archivio da qualche parte prima di perdere il post-it). E ho provato a ricoprirla con un frosting di meringa. O.o'
La meringa montata nella ciotola sopra al vapore. In teoria dovrebbe cuocersi. Se qualcuno vuole spiegarmi le differenze di cottura/resa/utilizzo delle diverse meringhe sono aperta all'ascolto. In teoria quindi, perché in realtà è collassata, dopo una notte in frigo e tre ore sul tavolo della cucina, ok, ma resta il fatto che non era invitante e ho dovuto fare l'infacibile. Ho buttato tutto. :(
E poi ho un'ultima domanda. Ma come pappazzum si fa a fare le foto bianche bianche?




Per chiudere vi propongo il non plus ultra di ogni blogger che si rispetti.
Non esiste blog che non abbia postato almeno un bicchiere pieno di frutta fresca, che se fotografato bene (parlo dei bicchieri degli altri) fa anche la sua figura. Allora ho comprato 'sta granola e ho provato. Quando entra in contatto con qualcosa di umido, tipo la frutta o la crema o lo yogurt o, si ammoscia e perde la croccantezza che la rende la granola che è. Ma visto che senza la granola non sei nessuno condivido la mia versione con crema di riso (come una besciamella, ma fatta con zucchero e farina di riso).



Ciao ciao!!

Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.

Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.

Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)

Ecco cosa si apre:




Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?

Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!

Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.


Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.

I-phone pic. Mica male, eh?
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?

Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.


Quanti anni avete voi? Dentro.

Conoscete Forever 21?

E' un marchio d'abbigliamento low cost, onestamente non so di che nazionalità.
A Londra hanno uno store di 3 piani a Bond st. dove vendono cosine leggere e colorate, quasi tutti materiali infiammabili e usa e getta. -_-
La loro linea ha una allure che dire cciovane è già troppo da vecchia.
Ho già un punto di vista oltremodo superato solo per il fatto che ci penso.

Come dire... è un fast food. Non valuti la qualità, la durata, la filosofia che sta dietro al prodotto, ma l'effetto di poter essere subito accentrica/glam/di tendenza con poco investimento di tempo e denaro.
E domani verdura e t-shirt di cotone bio equo e solidale.

Mi piace tanto pensare di entrare lì e giocare. Di uscire nuova. Di fare un lifting alla mia personalità.
Ma sono negata. Lo shopping non è una faccenda che mi riguarda. Cioè, mi piace, ma non sono capace. Troppi stimoli visivi, non so fare gli abbinamenti, nei camerini fa caldo, se c'è gente mi innervosisco, non prendo mai la taglia giusta e prendo solo quella. Pazienza finita. Esco. A mani vuote e nervosetta.

Frequentare Lisa mi è servito ad aprirmi a nuove possibilità, ma il cammino è ancora lungo... 
Ultimamente ho attinto pure alle riserve auree, i miei pezzi forti sono diventati due giacche di Byblos di mia madre. Del 1984. Mh, forse era l'86.
Io me le ricordo addosso a lei. Capelli a spazzola, pedalata sul Ciao grigio e via nel vento!

E, se ci penso, alla fine, quel Forever 21 forse è fin troppo audace anche per una sciaquetta sbarazzina come me. Del resto io mi sono fermata a 28 anni. E se non fossi così sgraziata e cavallona mi vestirei come Audrey.

Che alla fine lo so che tutta stretta così mi si pezzano le ascelle e sono scomoda, quindi...


E allora mangio fast food, veloce sì, ma low fat e con amore.
Salsiccette di agnello e menta su insalata di rucola, cous cous e rapa bollita con melanzane grigliate, melagrana e yogurt.

Cuocere il cous cous e lasciarlo intiepidire prima di mescolarlo a rucola spezzettata e rapa tagliata a cubetti.

Per le salsiccette vanno bene le merguezes che trovate in qualunque macelleria Halal.
In padella, fuoco medio, senza grassi aggiunti, coprire e lasciar cuocere agitando di tanto in tanto.

Nella griglia o in una padella antiaderente cuocere le melanzane come fate sempre.

Impiattare e condire le melanzane con un filo d'olio a crudo e un pizzico di sale, lo yogurt greco e la melagrana.


























Per chi ama l'insalata condita ma ha problemi con le quantità di olio che può usare ho un suggerimento.
Oggi ho finito l'olio e quel cucchiaio che mi era rimasto l'ho allungato con un cucchiaio pieno di yogurt, serve meno sale (per il principio che l'acido amplifica la sensazione di salato) e abbiamo un condimento super. Try it!





Il momento della verità

Come raccontare il sobbuglio senza far cadere i maroni anche a voi? Bho, proviamo.

Macro
E' successo che lavoravo. Che dopo una laurea presa per riscatto dall'idea che avevo di me ho provato a fare un lavoro che mi faceva schifo. Poi ne ho trovato uno che mi piaceva, uno che al sabato sbuffavo perché non si andava in ufficio. In tutto questo percorso (wow, chi mi conosce si stupirà di questa capacità di sintesi :) ho incontrato la mia metà del mondo e a lui mi sono legata, con la mente e con l'anima.

Abbiamo deciso di seguire le esigenze lavorative di lui e siamo arrivati a Como.

Io spero che tra voi ci sia qualche comasco che mi aiuti a intellegervi. Perché noi veneti siamo un po' spacconi e chiusi e saccenti e ci piace il maiale, ma se ci dai un'ombra - di vino (vorrei farvi notare che abbiamo colonizzato il GloboIntero con lo spritz) diventiamo socievoli, chiaccheroni, amici e gente che ride.
Quasi due anni a Como la mia migliore amica è diventata la signora moldava che stirava dai vicini.

E giuro che so essere anche piacevole!

Da Como (ma poteva essere qualunque altra città!) a Londra.
Confido un segreto. Prima del primo bacio, prima di amarci, prima di sapere chi fossimo davvero... avevamo fantasticato sulla possibilità di venire a vivere a Londra insieme. Era il 2003.
Devo spiegare nulla?


Qui il vortice eccitante mi ha travolta e ho vissuto uno degli anni più fichi degli ultimi tempi. Mio e della città. Il mio primo intero anno a Londra. E poi il giubileo! Le olimpiadi! Il mio primo concerto in uno stadio GiGA! L'inglese che inizia a diventare comprensibile, andare a correre a Kensington, vedere tutte quelle casette e quei pub decrepiti e neri che mi piacciono tanto, il corso di cupcake, le lezioni di pilates, fare la spesa e scoprire cucine e prodotti nuovi, vivere col sorriso e la bocca aperta e gli occhi pieni. L'emergenza idrica (si, questo è triste, ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno) perché da decenni non si vedeva un sole e una siccità e delle temperature così, da far invidia alla Sicilia. Ho macinato km e km, ho scovato giardini e impresso ricordi, odori, suoni.

Londra è grande e l'ho mangiata voracemente quanto più ho saputo fare.

Poi qualcosa è cambiato.
la routine che placa l'eccitazione. il desiderio di cercare un lavoro. la famiglia che chiama e scompiglia. il bisogno crescente di socialità. il sole si vela e il freddo scende senza darci tregua, dalla scorsa estate.

E adesso che me ne vado ho capito la fortuna che ho avuto, perché ho scoperto che è vero per davvero che il colore del cielo ha un ruolo su come il tuo corpo e la tua mente filtrano il mondo.
A me iniziava a venire la tristesse.

Micro - dov'ero negli ultimi mesi
Fiumi di ospiti della categoria "ah, te ne vai? allora vengo! di nuovo", la nonna di mio marito che decide di lasciarci, le vacanze, il nonno che non trova più interessante la vita terrena senza la nonna e la raggiunge (drammaticamente romantico, lo so), visite in Italia, visite in Francia da mio padre, Como, Bassano del Grappa, Milano, Como, Milano, Bassano, Nizza... e il pensiero che se ci fosse una raccolta punti Easyjet avrei raggiunto già il premio più ambito.

Como I'm coming back, be ready, perché questa volta ti voglio mordere e voglio che ci amiamo con passione.

AAA cerco casa, lavoro e amici nuovi con cui gozzovigliare.

Nell'attesa di scoprire cosa mi riserva il futuro continuo a condividere le mie scoperte e porto un po' di luce e colore in casa.

Lo sapete che forma ha la curcuma prima di arrivare in polvere nel vostro vasetto?
Secca sembrano degli stronzetti, ma fresca ha i colori del calore, i colori dell'argento, la potenza della vita.

Si dice che...
la curcuma sia un'altro di quegli elisir di lunga giovinezza. Pare vantare proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Di sicuro quella fresca è ricca di vit. C e B6, di minerali e aiuta la digestione perché stimola la produzione di enzimi digestivi.





Io l'ho sminuzzata con gli altri ingredienti e unita a dello yogurt greco per marinare del petto di pollo cresciuto libero (il pollo) che mi è costato un occhio della testa. Era buono, ça va sans dire. ;)




























Per due affamati 400 gr di petto di pollo tagliato a piacere
Zenzero (una radice grande come una noce)
Curcuma (due cucchiaini/una radice)
Un limone (succo e scorza)
Una stecca di citronella
Due spicchi d'aglio
Peperoncino a piacere
Yogurt Greco (quello denso senza zucchero) 200 gr

In un piatto fondo mettere il pollo ricoperto del succo e della scorza grattugiata del limone. Conservare in frigo.
Nel frattempo pulire, sminuzzare e mischiare gli ingredienti restanti.
Usando un nuovo contenitore (non di metallo che con limone e yogurt non si piacciono) ricoprire il pollo del composto creato e rimettere in frigo almeno mezz'ora. Tenere da parte il succo di limone della prima marinata.

Scaldare un'ampia pentola antiaderente con tre cucchiai d'olio e adagiare il pollo. Farlo colorare a fuoco vivace da ambo i lati e quando inizia ad attaccare versare il succo del limone della prima marinata. A questo io aggiungo, se necessario, ancora un mezzo bicchiere d'acqua di cocco (o acqua del sindaco in mancanza della prima). Abbassare leggermente la fiamma, salare e coprire fino a cottura.


Pensierino della sera

Liliana Porter


Niente cibo oggi per voi, condivido solo una piccola riflessione sulle difficoltà oggettive e soggettive e sul fatto che non ci si deve mai arrendere, agli altri, alle insidie e soprattutto a sé stessi e ai propri mostri.
Promettetemi che non perderemo la speranza e la fiducia.



Anche se a volte ci sembra di scavare un buco sul 
bagnasciuga.



Sono un po' latitante ma la vita mi sorride e vi penso. ;)