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Ottobre e la malatina

Mah.
Io, tutto questo entusiasmo, per il mese di ottobre e per l'autunno, non lo sento.

Siamo al giorno #11 di pioggia-nuvolo-nebbiolina-grigetto. Oggi è "bel tempo"... si può dire perché c'è un po' di luce giallina, anche se dietro al cielo bianco, che fa tanto cielo post atomico. x_x

Mi è venuto il mal di gola e se chiudo gli occhi mi sembra di avere 13 anni e posso sentire mia mamma mettere sul fuoco la moka, di là in cucina, "stiamo a casa da scuola oggi fragolina?".

Allora ho pensato a quanto ridevamo (non mi ammalo mai, ma all'occorrenza rideremmo ancora) perché mentre tutti i malatini mangiano brodi e riso bollito per me l'influenza era l'occasione di mangiare maialo.
Con la febbre mi viene una fame di grassi e sapori forti che 'nemmeno dopo la palestra'.

Così mi facevo di pasticcio di carne (la lasagna veneta) o gnocchi al gorgonzola e speck, innaffiato da dell'ottima CocaCola d'annata. Sì, perché anche la coca era roba che in casa nostra non entra(va) mai. Il vecchio medico di famiglia diceva però che con la febbre bere la cocacola aiuta. Non l'ho mai capito veramente se funziona o no, ma come si dice 'tutto fa brodo' e quando stai male mastichi anche la stagnola se ti dicono che ti fa guarire.

Ma se voi foste degli estimatori del buon vecchio riso bianco, io approvo, lo trovo un pasto completo e nutriente. Uno dei miei confort food preferiti, addirittura? Mh, ma sai che forse sì...

Per i malatini, e non, un piatto semplice e piacevole, ma ad alto impatto nutrizionale: ricco in antiossidanti, potassio e vitamina C, contiene anche altri importanti elementi quali il calcio e il fosforo e il riso fornisce l'energia necessaria a combattere i cattivi (virus o capiufficio che siano).



Riso bollito in acqua salata con pochi semi di cardamomo, scolato e condito con olio EVO e una melagrana sgranata. Qualche bacca di pepe rosa a piacere.



P.s. Quando dico la parola 'malatina' mi vengono sempre in mente le fiabe sonore. Le ascoltavo da piccola certo, ma quelle che ricordo risalgono all'ascolto di qualche anno fa, con la mia compagna di appartamento all'Università, in un momento di sana regressione ci addormentavamo con quelle...
L'avete mai ascoltata Cinque in un Baccello? Altro che i messaggi erotico-subliminali della Disney!! 

0.o''

Alla fine, la mia generazione è cresciuta negli anni '80 e '90, così, tra falli e malatine, giocando al dottore, vi ricorda nessuno? (Signore perdonali perché non sanno quello che fanno).

Enjoy your rice! ;)

--Vi rimando al post(atomico) per il trucchetto su come sgranare la melagrana senza danni e nervosismi--





Casa

Tornare a Casa sì, ma dove?

La casa è dove c'è il cuore. Dove c'è l'amore? L'amore per il commensale, la mia casa è a Como.
L'amore per la famiglia, allora vado a Bassano. O in Francia, da mio padre. A Milano c'è mia Cuggina... Ho degli amici a noi cari in Spagna, in Lussemburgo, a Londra.

A vederla così sembro una senza fissa dimora e invece sono ricca. Di affetti e di case da scroccare. ;)

Per My Secret Dinner un secondo Veg pronto in 20 minuti, il giorno prima.

Insalata di lenticchie rosse e tofu con i sapori caldi dell'oriente.

Tofu
Zucchine piccole estive
semi di finocchio
cumino
curcuma e/o curry
lenticchie rosse bollite

In una padella versare qualche cucchiaio di olio EVO semi di finocchio, cumino, aglio, cipolla a rondelle, le zucchine a pezzetti, dopo 5 minuti aggiungere il tofu a cubetti. Far rosolare un minuto. Aggiungere le lenticchie precedentemente bollite in acqua salata (15 minuti), una spolverata di curry e curcuma. Salare.
Lasciar raffreddare, tenere in frigorifero fino al momento di preparare il vostro cestino per raggiungerci a cena, dove trovare i vostri amici, dove vi sentirete a casa.


Davvero?

Non siete seri! Siamo il 25 e non ho ricevuto ancora nessuna delle vostre proposte? Cosa succede?

Sarà mica che mi son fatta li fatti mia fino ad ora e mi state punendo? ;)


Io intanto penso a cosa preparare per il mio tavolo...

Melanzane fritte alla menta.
5 minuti di preparazione, 15 minuti di cottura a basso grado di sorveglianza, il tempo di sminuzzare la menta.
Si prepara il giorno prima, anche due.

Pelate le melanzane, tagliatele a pezzetti e cuocetele in una padella con aglio in camicia (io ovviamente lo metto schiacciato ;) e semi di cumino in abbondante olio EVO a fuoco alto. Girare e aggiungere un po' alla volta altro olio fino a che tutte le melanzane siano ben bagnate. A metà cottura salate (a piacere aggiungere qualche goccia di succo di limone) e coprite, ultimate la cottura a fuoco basso. Lasciar raffreddare, pestare grossolanamente con la forchetta, aggiungere poco prima di servire la menta sminuzzata.



Il pesce che ti guarda, 30 minuti a tavola!

Mi prende la fame alle 6/630.
Cerco di saziarmi con i profumi e inizio a cucinare qualcosa.
A volte mi dedico ad altro per distrarmi e stare lontana da tentazioni 'rovina cena', ma calcolo sempre male i tempi e mi ritrovo che siamo pronti per andare a tavola e la cena non c'è.
Come a dire che in fatto di distrazioni lobotomizzanti sono maestra.

Ieri ho azzardato un "30 minuti e siamo a tavola" ma non sapevo bene a mangiare che cosa... o.o'

Non appagata dai soli gamberi avevo comprato anche due ali di razza. Ma la razza era già bella che scuoiata, non solamente morta.
La razza però è una bestia che ti guarda.
Anche se ora no, non può più, ma io so che lei ti guarda. O.O
Vista dalla pancia (dove in effetti ha gli occhi) sembra di vedere un volto. Non è proprio un bel volto e se si pensa che è una parente stretta dello squalo è quasi inquietante. Non che i pesci, gli animali marini in genere, abbiamo mai avuto uno sguardo dolce e affettuoso come quello del cucciolo di labrador, ma alcuni più di altri (vedi lo squalo) hanno quell'occhio tondo e nero profondo che ti ipnotizza.

Google Images (questa è grossa, forse addirittura una manta,
ma la faccetta che fa rende bene l'idea "I'm watching you!")
Della razza si mangiano solo le ali e se avete l'ardire di comprarla intera (io ho smesso), dalla regia mi dicono che dovete "togliere la pelle e tutta la parte gelatinosa" -_-

La razza ha carne molto compatta e bianca, io la trovo buona ma delicata, mangiata con dei sughi saporiti a mio avviso si perde completamente. La carne è distribuita sopra e sotto ad un ventaglio di cartilagine, l'ala è più carnosa e spessa a ridosso del dorso e si assottiglia verso l'esterno.



Se doveste farne dei pezzi va tagliata lungo la larghezza per seguirne le scalanature (e per fare porzioni simili).

Quindi
Ho acceso il forno a 180°, ho tagliato due patate e le ho messe a bollire* per qualche minuto, ho sciacquato i funghetti prataioli. Tempo a disposizione e dimensione del taglio direttamente proporzionali (poco tempo, pezzi piccoli). Condito il tutto con olio, aglio, rosmarino e prezzemolo, ho salato.

Ho preso la mia razza, l'ho tagliata, asciugata, spennellata di olio, cosparsa di un pizzico di sale e di pan grattato, infornata. Solo una volta raggiunta la temperatura ho infornato il mix funghi/patate (il fungo salato e messo a bassa temperatura a volte mi perde troppa acqua e fa stufare quello che lo circonda).
La razza è pronta quando la carne è ben bianca e si stacca facilmente dalla cartilagine.
Ho fatto una salsa leggera con senape in grani, farina di mandorle (volevo lo yogurt ma era scaduto) e prezzemolo fresco tritato.


In quasi 30 minuti ho servito.
Quasi nel senso che 'quasi ce la facevo' ;)

La razza (dipende molto dalla grandezza) cuoce al forno indicativamente in 30 minuti, più veloce la cottura a vapore o in umido.

* ho i fuochi ad induzione, in due minuti l'acqua bolle. Ho pure barato quindi. :)


Si gridi al miracolo!!!


E' successo.
Forse sarà l'eccezione che conferma la regola, ma io per oggi mi accontento.

Bisogna sempre prendere ciò che di buono ci viene offerto e apprezzarlo in tutta la sua
oggettiva meraviglia.

Oggi ero un po' di quell'umore sfigato di quando non ti monta la maionese. Sto provando a fare la ricetta della 'mia prima amica blogger' per il contest di Roby e Silvia e ne sto uscendo gobba. Avrò modo di parlarvene e umiliarmi nei prossimi giorni...

Mentre mi facevo -inutilmente- violenza nel tentativo di rispettare la ricetta appena citata ho acceso la TV (che non vi senta dire IL tv!) per avere un po' di compagnia.
Se non esistessero 999 canali, ma solo i 9 di un tempo, il pulsante corrispondente a Goodfood Channel sarebbe sfondato. Lascio la televisione sintonizzata a volume basso, tanto senza i sottotitoli non sono in grado di seguire tutti i dettagli. Ma butto l'occhio, allungo l'orecchio. Colgo dei pezzi...


La prima prova ieri sera, oggi ho ripetuto l'esperimento rettificando e misurando i passaggi per poterli condividere con una parvenza di precisione.


E così è avvenuto il miracolo.
Un ammasso indistinto e impreciso di qualche ingrediente ha dato vita ad una delle cose più buone che abbia mai saputo far uscire dal forno. Il tutto in una manciata di minuti.
Sono così felice che credo ripeterò l'esperienza. Ogni giorno.
Un grumo poco omogeneo e grezzo. Esattamente come deve essere.


Farina forte 200 gr
Yogurt neutro (o alla frutta per una versione dolce) 200 gr
Bicarbonato
Pomodori secchi/sott'olio o olive sott'olio (tipo taggiasche)
Parmigiano (a piacere) 30 gr

Crosta croccante e profumata

Scaldare il forno a 200 gradi.

Ammorbidire i pomodori secchi in acqua tiepida, sciacquare in acqua corrente e mettere in un bicchiere con dell'olio d'oliva, ne bastano un paio di cucchiai, dopo qualche minuto (se i pomodori e/o le olive sono già sott'olio) tagliarli grossolanamente al coltello. Tagliare il Parmigiano a piccoli pezzi.

In una ciotola capiente setacciare la farina (è importante setacciarla) con un cucchiaino raso (e anche abbastanza scarso) di bicarbonato, una presa generosa di sale.
Versare le olive/pomodori/whatever e mischiare con le dita sollevando la farina per non perdere l'aria intrappolata setacciando.

Creare un piccolo foro nella farina e versare tre generosi cucchiai di yogurt e quasi tutto l'olio, pochissimo ve ne servirà per spennellare la superficie.

A questo punto attenzione, è difficile spiegarlo, ma a prova di bambino farlo.
Come fate quando volete imitare la vostra collega che si veste con le giarrettiere in vista e l'intimo maculato? Grrr! Ecco, fate con la mano lo stesso gesto alla tigresse e inseritela nella farina come fosse il gancio di una planetaria, ferma.
Con una mano tenete immobile la vostra ciotola, con l'altra a 'zampa di tigre' girate SENZA IMPASTARE, le dita restano nella loro posizione originaria. Dovete solo mischiare grossolanamente il tutto senza lasciare briciole asciutte sul fondo (eventualmente aggiungere qualche goccia di yogurt) fino a che l'impasto si attacchi alle dita tutto insieme.
Morbido e appiccicoso ma bitorzoluto.


A questo punto dividetelo in quattro parti, senza troppo maneggiarlo cercate di dargli una forma sferica, adagiarlo sulla leccarda ricoperta di carta forno, spennellare la superficie e infornare.

Dal momento in cui si aggiunge lo yogurt bisogna lavorare in fretta.
Come sempre rimando al 'tecnico' Bressanini per capire la chimica sottostante.

Circa dieci minuti dopo (a doratura ottenuta) sfornate. La crosta resta croccante fino a mezz'ora.
Fino a che sono caldi si percepisce un leggero profumo acidulo di yogurt, da freddi non si sente.

Ho provato a farli anche dolci. Al posto del pomodoro ho usato dell'uvetta fatta rinvenire in acqua tiepida e leggermente strizzata. Ho spennellato la superficie con l'acqua di ammollo e poi spolverato di zucchero semolato.
Il primo tentativo
Versione con uvetta


p.s.
mi sono resa conto che questo è il mio post #100. :)






Declinazione di zucca.

Come può un single, o una coppia, comprare una zucca intera senza arrivare al punto di desiderare di non averlo fatto?

La zucca è buona e fa bene ed è bella e si presta a tante lavorazioni, ma ha quel sapore...di zucca, che non ne puoi mangiare tanta ed apprezzarla tutta. E per di più la zucca è grande e in una zucca c'è tanta zucca. O_o
Questa lunga con la scorza giallina che ho comprato è anche densa, i semi sono davvero pochi e si riescono a fare quasi tutte fette tonde. Insomma, 'zucca vuota' un corno.
Io preferisco evitare di congelare il crudo. La materia si trasforma e non la lavori più nello stesso modo, così ho provato a sfruttarla in tutta la sua maestosa zucchezza cercando di renderla il meno ridondante possibile, il commensale ha apprezzato, e garantisco che si tratta di un grande successo. ;)

Zucca al forno.




























Zucca a tocchetti fatta bollire per 5 minuti in acqua salata. Scolata.
In una ciotola ho mescolato la zucca a olio, pepe macinato a fresco, pezzetti di capra fresco. Versato nel contenitore e spolverato di farina di semola. 200 gradi per 15 minuti.
A freddo ho aggiunto la melagrana.

Crema di zucca e carote con amaretto.




























Che non ho mai pensato di aver scoperto qualcosa di nuovo...zucca e amaretti, ma è un abbinamento che fa sempre il suo dovere.
Zucca e carote bollite in acqua salata nel rapporto di 4/5, l'equivalente di un cucchiaio di stracciatella (il contenuto della burrata), o mozzarella, per ogni commensale.
Frullare il tutto molto caldo, solo con qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiungere una macinata a fresco di pepe. Impiattare e spolverare di amaretti e sesamo nero. Servire.

Parmigiana di zucca




























Fette di zucca (e zucchina gialla, nella foto) bollite, asciugate, impanate e fritte (ma secondo me si poteva evitare perché non ha dato valore aggiunto) alternate a salsa di pomodoro, mozzarella, formaggi di capra grattugiati. In forno per 10 minuti a 200 gradi.

Torta al cioccolato e zucca




























Farina 170 gr
Cioccolato fondente 200 gr
Burro/margarina 50 gr
Zucchero 120 gr
Uova 3
Latte 30 ml
Lievito per dolci, mezza bustina.
Zucca, qualche fetta

Far bollire la zucca fino a cottura con un cucchiaino di zucchero.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con metà del burro.
Montare a neve ben ferma gli albumi e conservare in frigo mentre si montano tuorli, zucchero e il restante del burro.
Accendere il forno a 200 gradi.
Aggiungere ai tuorli/zucchero/burro, direttamente nel mixer, il cioccolato/burro fusi (non bollente altrimenti si cuoce l'uovo nel mixer) e, a filo, il latte.
Incorporare gli albumi alla mistura sopra creata.
Setacciare la farina con il lievito ed incorporare il composto.

Risulterà un impasto molto denso. 

Imburrare la teglia del dolce e cospargere di farina eliminando gli eccessi, stendere uno strato di composto, distribuire le fette di zucca e ricoprire col restante impasto. Spolverare di zucchero la superficie.
Infornare e abbassare la temperatura a 180 gradi. Test dello stecchino per monitorare la cottura almeno dopo mezz'ora.

E' un dolce asciutto, ideale da servire con creme e o per la colazione/the. NON è molto dolce, aggiungere 30 gr di zucchero se si amano i dolci dolci. ;)


Fatta fuori la zucca.
E ho usato anche la scorza, ma questa è una storia che racconto in un'altra occasione...

L'onestà paga?

Mah.

Credo di aver già detto una volta che sono giudice severo di me stessa, un po' su tutti gli aspetti della mia vita, ma restando nel campo di pertinenza dello spazio che occupo in questo momento, lo sono in particolare qui, nel blog.
Spesso non riesco a pubblicare quello che cucino. Già sappiamo le difficoltà legate alla voracità e alle tecniche fotografiche, ma quello che spesso mi ostacola è la reale riuscita di ciò che preparo. Non mi riferisco tanto ai fallimenti tout court, ad esempio quelli in cui cerco di sostituire un ingrediente scomodo ma chimicamente indispensabile, ma quelli che possono anche sembrare ben riusciti, estetici a sufficienza, graziati da una giornata di luce che ne aiuta il ritratto ma che in verità, in bocca, non hanno nulla da raccontare o sono mancanti di gioia.
Perché fare una frittata non è un'impresa, non è necessario aver studiato, ma non farla scontata, farla interessante, non è forse più difficile, ma cambia nella sostanza. E se una frittata è bella, sembra buona ma non lo è, io non la condivido. Non mi gratifica, mi nutro e aspetto un giorno migliore per poter raccontare di qualcosa che mi ha dato un momento di inatteso piacere.
Ma alla fine, raccontare la verità, mi chiedo se crei una qualche differente percezione in chi ne legge.

Questa è una buona frittata al forno.

Teglia tonda diam.25 circa
Un bicchiere di Parmigiano grattugiato
Due cucchiai di un altro formaggio affumicato (ricotta o capra l'ideale)
4 uova
Un cipollotto fresco
Pepe
Olio EVO
Mezzo bicchiere scarso di panna di soia o latte
Due cucchiai colmi di pan grattato, briciole grandi preferibilmente.
Verdure NON a foglia (io ho usato un mazzetto di asparagi verdi e due bicchieri di piselli freschi).

Scaldare il forno a 200 gradi.
In una padella far rosolare in un filo d'olio la cipolla tagliata sottile, aggiungere i piselli e gli asparagi tagliati a tocchetti, far saltare a fuoco vivace per qualche minuto, lasciar poi cuocere a fuoco basso mescolando di tanto in tanto, salare a fine cottura.
In una ciotola sbattere le uova, unire il formaggio e qualche macinata a fresco di pepe, un pizzico di sale e la panna (o il latte), girare e aggiungere le verdure.
Versare un filo d'olio nella teglia, versare il composto e spolverare con il pane grattugiato. Infornare e abbassare la temperatura a 180 gradi.

La frittata si gonfierà. Sarà soffice e gustosa, la superficie croccante.

Per aggiungere una nota di colore ho maldestramente integrato la frittata con delle carote fresche, quelle che si comprano a mazzi con tutto il fogliame attaccato. Semplicemente BEN spazzolate e lavate (se non sono Bio meglio pelarle) oliate e infornate a 200 gradi per qualche minuto. Sale a cottura ultimata.
Contro ogni aspettativa (la carota cotta??? bleahhh!!) sono un contorno stuzzicante e piacevole e pure sano, ottima integrazione di Vitamine e Betacarotene in attesa di farsi baciare dal sole al mare. O in piscina. O in giardino. Al parco? O affacciati alla finestra in pausa caffè.



Come i bimbi. O come la nonna.

O come una lobotos.

pensiero 1.
Sappiamo tutti che nei primi anni di vita la bocca è uno dei mezzi prediletti per scoprire il mondo e se stessi.
Pensiero 2.
Mia nonna ricordo che al mercato chiedeva di assaggiare tutto prima di comprare. Forse non tuttotutto in verità, ma io ricordo di sì.

Sarà che è rimasta traccia di quella modalità infantile anche da adulta.
Sarà che ho sempre guardato con ammirazione al rito che precedeva la scelta degli ortaggi e fatta mia questa esigenza.
Sarà che come sempre c'è la giusta misura in tutto e io a volte la perdo, ma se al mercato vedete delle erbe (Nettle? Cusa l'è?) che sembrano ortiche, forse lo sono, nel dubbio Wordreference alla mano o just ask, don't taste. 1+1= 2.


Per fortuna che il cervello è più veloce della mano e mi sono fermata che le avevo appena sfiorate, abbastanza per attivare i neurotrasmettitori e sentire il bruciore (soprattutto quello di essere un' OcaGiuliva). Dalla mia c'è che le ho prese dove solitamente trovo solo foglie da consumare crude in insalata, vai a pensare che mi propone le ortiche...
E ad ogni modo (per la serie "comunque ho ragione io!") ho letto che le ortiche si mangiano anche crude!
Io non l'ho fatto, né lo consiglio, tant'è che le ho bollite e mai più ricomprate. Mi sembrava di avere in mano il pesce palla, quello che se non lo sai fare...bhe, lo mangi, e poi muori. O_o

ortica
Lavate con i guanti in lattice, eliminato i rametti più spessi e fatte bollire per pochi minuti in acqua salata. Con una piccola parte ho condito una pasta corta, facendola saltare in padella con un pomodoro a tocchetti e dei ceci e una parte l'ho usata per l'omelette piegata della foto.
Ah, sì, ho anche riciclato del pane di segale ormai duro come il marmo bagnandolo con del latte, olio e un uovo, mixato con una manciata di ortica e della farina di mais, infornato. Buono è un'altra cosa, ma con una salsa di pomodoro si è fatto mangiare.
nittle omelette

Omelette alle ortiche, pane di seconda mano e pomodoro saltato con aglio fresco.

Evviva la cucina mediterranea! ;)

Mentre scrivevo sulle proteine ho sentito nascere in me il sacro fuoco della ribellione.
Diligentemente soffocato.
Tuttavia, come dotata di proprio arbitrio, questa idea si è imposta prendendo forma leggibile, peraltro in un contesto a lei quasi estraneo: "Innanzitutto va detto che in casa sono quasi banditi i carboidrati...".

Il vero problema è che ci sono alcuni aspetti del piacere di mangiare che non possono essere trascurati, uno su tutti quello della condivisione. Non condividere la tavola e il piacere che ne deriva con chi ami è un'esperienza tronca. Forse non è così per tutti, ma io funziono così.
Il rito che rappresenta la scelta del piatto, la preparazione degli ingredienti, e ancora l'attesa di vederli insieme prendere una nuova forma e, in fine, verificare l'aspettativa che i profumi hanno creato, in una situazione di solitudine sono meno coinvolgenti, meno appaganti, hanno meno significato.
Soprattutto per quei cibi che sono rari nel nostro piatto.
Quindi in questi giorni ho ignorato il veto sui carboidrati e ho fatto una doppia pasta. Yummy!
Ecco la prima.

Rigatoni Mediterranei: cereali, legumi, verdura e pesce (ok, alici sott'olio, ma è sempre pesce azzurro).
Scusate le foto gialle, per la fretta, ho sbagliato luce :(




























Per due persone
Un piatto di cime di broccoli
Un bicchiere di pomodorini secchi
Mezzo bicchiere di ceci bolliti
4 alici sott'olio
Mezzo pomodoro
Mezzo bicchiere di pan grattato
Olio
Aglio
Pasta a piacere, meglio se corta.

Sciacquare sotto acqua corrente i pomodori e lasciare in ammollo pochi minuti, scolare.
Scaldare dolcemente una padella con le alici, aglio e un cucchiaio d'olio EVO (ext.verg.oliva), quando le alici si saranno sciolte versare i pomodorini secchi e il pane. Alzare leggermente la fiamma e fare tostare il pane mescolando continuamente. All'occorrenza versare un altro cucchiaio di olio. Aspettare che si raffreddi in padella e travasare in un piatto, lasciare un cucchiaio di briciole e l'aglio nella padella.

In una pentola capiente portare a bollore acqua salata, versare la pasta e 5 minuti prima di scolarla versare i broccoli nella stessa pentola.
Attenzione: la pasta andrà scolata molto al dente, a quel punto in cui di solito si dice "ancora un minuto ed è pronta".
Non cambiare la padella, aggiungere un cucchiaio d'olio e tagliare il pomodoro fresco a tocchetti.
Al momento di scolare la pasta versare il pomodoro fresco e i ceci nella padella ben calda.
La pasta NON va scolata E POI travasata in padella, ma va versata direttamente dalla pentola di cottura nella padella col pomodoro e i ceci, con l'aiuto della schiumaiola. Non preoccuparsi di spostarla senz'acqua di cottura, anzi, l'obiettivo di questa procedura è proprio quello di portare con sé del liquido (ricco degli amidi rilasciati) per aiutarci a mantecarla e finirne la cottura, mescolando continuamente. Se si asciugasse si può aggiungere altra acqua.
Il condimento di questa pasta è molto asciutto, se non ci si aiuta così la pasta risulta secca in bocca e non è piacevole.
Servire e completare con una spolverata di granella.

Se siete attenti ai consumi di carboidrati complessi potete gustare i sapori di questo piatto seguendo la stessa procedura ma senza pasta. Contorno gustoso, successo garantito.































Basta un poco d'amore


Penso a quando ti si presentano con dei contorni pietosi, con il cibo crudo o bruciato, quando arrivano piatti sgraziati e sommari, senza cura.

Sarebbe interessante capire quando hanno perso l'Amore.


























Patate bollite con la buccia, tagliate a cubetti appena tiepide, condite con olio, sale, erba cipollina in fiore, grani di senape e tanto amore.


Quinoa 1.0_insalata

Semino piccolopiccolo, dotato di un certo fascino estetico, flessibile alle più diverse preparazioni, piacevole al palato e attenzione attenzione super nutriente! E non è neppure un cereale! Quindi niente glutine, alta digeribilità.
La quinoa è ricca di proteine (circa il 12%), ma anche di minerali e vitamine importanti. La sua coltivazione ha una storia antica, coltivata da millenni cresce ad importanti latitudini ed è molto resistente, non necessita quindi di particolari trattamenti.

Si cucina velocemente e si consuma calda come un risotto, in insalata o come ingrediente di preparazioni più elaborate.
Oggi l'affrontiamo easy. In tre varianti.


INSALATA PROTEICA VEGETARIANA_se abbiamo tempo





























  • Quinoa (un bicchiere colmo)
  • una zucchina piccola
  • ceci bolliti o farina di ceci
  • fave fresche (5 baccelli)
  • pomodorini (20)
  • peperone rosso e giallo (4 fettine ciascuno)
  • semi vari qui ho usato: chia seeds e semi di canapa e delle germe di grano, 1 cucchiaio cad.
  • avocado (1)
  • formaggio a pasta media (50 grammi)
  • lattuga (mezzo cespo)
  • fagiolini, nella foto sono taccole (100gr)

  1. (per due schiacciatine) In una ciotola setacciare 100 gr di farina di ceci e 120 ml di acqua gasata, una presa di sale e due cucchiai d'olio EVO ed emulsionare (mescolare) per un minuto. Scaldare una padella, aggiungere un filo d'olio sul fondo e versare la metà del composto cercando di distribuirlo uniformemente. Se l'operazione non riesce si può "barare" versando un primo mestolo e aggiungendo il resto del composto dove è rimasto il vuoto. In ogni caso meglio sbilenca che troppo spessa.Dopo un minuto il liquido si rapprende, con l'aiuto di una spatola cercare di sollevare i bordi e poi tutta la forma dal fondo, non girare. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere per qualche minuto. Aiutarsi con la spatola e girare per completare la cottura sull'altro lato: dovrebbe essere abbastanza resistente da non rompersi. Se si hanno delle difficoltà la si può tagliare (la spatola è sufficiente per questa operazione, non usare coltelli sulla padella ;) e girare metà alla volta. Porre su una metà delle fettine sottili di formaggio e ripiegare la schiacciata, spegnere e lasciar raffreddare in padella. OPPURE aprire la lattina di ceci bio già bolliti e sciacquarli sotto acqua corrente.
  2. Lavare/spuntare/bollire i fagiolini. Io di norma li lascio al dente e croccanti. Sgocciolare e lasciar raffreddare.
  3. Bollire la quinoa in acqua salata. Generalmente uso molta acqua e la scolo quando il cerchietto bianco attorno al chicco è ben visibile.
  4. Lavare e asciugare la lattuga, tagliare le foglie a striscioline.
  5. Lavare e preparare le altre verdure: peperoni e pomodori e affettarli sottilmente, la zucchina e tagliarla rondelle sottili, sgranare le fave.
In una ciotola unire il tutto e condire, a parte servire la schiacciata di ceci tagliata in tre spicchi.

La fonte proteica è data da:
ceci, fave, avocado, germe di grano, fagiolini, quinoa, chia seeds e semi di canapa. Se si aggiunge, anche dal formaggio.




INSALATA PROTEICA VEGETARIANA_se NON abbiamo tempo






























  • Quinoa (un bicchiere e mezzo)
  • mezzo bicchiere di lenticchie a cottura rapida
  • fave fresche (5 baccelli)
  • pomodorini (20)
  • semi vari qui ho usato: chia seeds e semi di canapa e sesamo nero 1 cucchiaio cad.
  • avocado (1)
  • formaggio fresco (tre cucchiai)
  • melagrana (mezza, sgranata)

La fonte proteica è data da:
lenticchie, fave, avocado, quinoa, chia seeds e semi di canapa. Se si aggiunge, anche dal formaggio.


ALTERNATIVA RAPIDISSIMA_cuocere la sera prima ;)


Questa variante non rispetta la regola degli otto ingredienti ma ha un valore aggiunto, si può preparare la sera prima.
E mentre si stempera (mangiata fredda di frigo non fa bene...) ci restano quei 7 minuti necessari per fare i crostini al parmigiano che daranno all'insalata la grinta necessaria per darci il giusto godimento.

  • Melanzane alla griglia o saltate in padella con qualche foglia di basilico 1 intera
  • Pomodorini 25 lavati alla veglia
  • Fagiolini bolliti (teniamo sempre la verdura al dente!) almeno 150 gr 
  • Quinoa bollita in acqua salata
Per i crostini
  • Parmigiano grattugiato (comprato intero, poi grattugiato) circa 4 cucchiai
  • pepe nero o rosa, semi di cumino, pane grattato
  • padella antiaderente liscia
In una ciotolina incorporare al formaggio gli altri ingredienti: qualche macinata fresca di pepe, un cucchiaino di semi di cumino, un cucchiaio di pan grattato. Scaldare bene la padella e toglierla dal fuoco mentre si distribuisce il mix in mucchietti, una generosa presa ognuno, l'equivalente di un cucchiaino colmo, ma fatto con le mani viene meglio. Prima di rimettere sul fuoco appiattite leggermente il mix col dorso di un cucchiaio. Lasciate sul fuoco qualche secondo, appena i crostini diventano dorati togliere dal fuoco, staccarli dal fondo della padella con una spatola e trasferire tutto su un pezzo di carta assorbente per la cucina. 

Aggiungerli all'insalata solo prima di andare in tavola, altrimenti assorbono l'umidità perdendo croccantezza.


Enjoy!










Nuova Vita agli spinaci

La mamma nel frigo ha sempre il latte e le uova, che fa le torte per le merende.
La macellaia ha gli odori e le patate, per lo spezzatino invenduto.
Alla fornaia basta un pomodoro maturo.
Il problema è che non puoi sempre avere tutto a portata di mano, né puoi correre a comprare mezzo chilo di uvetta perché hai due foglie di spinaci e ti viene in mente di farli alla romana (pinoli e uva passa, appunto).

E si fa' con quello che si ha.

E quando dimentichi in fondo al cassetto del frigo quegli spinaci piccoli e croccanti che volevi mettere nell'insalata e li ritrovi un po' appassiti provi a ridargli nuova vita e nuovo scopo. 

Per tre persone
Frutta disidratata (uvetta ma anche prugne, quello che avete purché dolce) due cucchiai
Frutta secca oleosa/semi (pistacchi, zucca, pinoli, noci, noccioline americane) due cucchiai scarsi
Spinaci baby (o classici, ma richiedono una cottura più lunga) 500 gr 

Far rinvenire (reidratare) la frutta in un bicchiere di acqua tiepida e nel frattempo lavare gli spinaci. In una pentola capiente (o padella) scaldare un filo d'olio con uno spicchio d'aglio (che poi toglierete) e versare gli spinaci, dare una rapida (ma delicata) mescolata, aggiungere i semi e la frutta (strizzata dolcemente), aggiustare di sale, servire. Lo spinacio si cuoce in pochi secondi.

E' proprio il caso di dire: tutto qui.
spinaci saltati con frutta secca e oleosa
Uva sultanina e cranberries (mirtilli rossi), semi di zucca, pistacchi pestati, semi di girasole.































Jacket Potato

Suggerisco la patata a pasta gialla, più compatta.
Dovevo finire le patate comprate la scorsa settimana e oggi non avevo tempo di pensare, così:

-foglio di carta stagnola
-patata lavata e asciugata, con buccia
-forno a 220 gradi
-45 minuti per fare quello che vuoi

Avvolgo la stagnola e pratico qualche foro con uno stuzzicadenti.
Preparo dei fiocchi di burro salato che poi rimetto in frigo.
Mischio un cucchiaio di senape francese con fiocchi di latte (perché la mia senape è moooolto forte*)
Preparo una fetta di bacon su un pezzetto di carta da forno: da infornare 5 minuti prima che le patate siano cotte. Cottura da verificarsi con il test dello stecchino: entra facile = cotta. In forno la pancetta rimane croccante e perde il grasso, che a me non piace e ne guadagnano anche i capelli e i vestiti permettendovi di non odorare di McDonalds.

*la "mia" senape altro non è che la classica La Maille, ma dopo anni di trasferte francesi sono giunta alla conclusione che l'azienda dedichi produzioni diverse a Paesi diversi. In Italia non raggiunge mai quel grado di piccantezza tale da farti piangere, in Inghilterra invece rispettano la sua originaria potenza. Quindi, se non voglio svenire e mangiarne a cucchiaiate, devo diluirla.

patata al cartoccio
































La blu è stata un flop, troppo farinosa e asciutta.


La patata

La patata, il tubero come noi lo conosciamo, si presta bene per contorni golosi, nutrienti e facili da preparare. Anche come piatto unico leggero richiede poca cura ed è una calda coccola nella sua variante Jacket potato.
E poi le patate fanno bene. Danno energia ma poche calorie, sono facilmente digeribili e fonte di vitamine e potassio.
Si devono scegliere patate sode, lisce e senza germogli o macchie verdi*, dove possibile acquistarle di origine bio, vista la loro grande capacità assorbente è preferibile che arrivino da terreni senza pesticidi e inoltre non saranno state trattate con antigermoglianti. Cuocerle con la buccia (per ridurre la perdita delle proprietà in cottura) e non conservarle una volta cotte, se non per poche ore e in contenitori chiusi, perché vengono facilmente attaccate da batteri.
*la patata contiene una sostanza tossica, la solanina, che in piccole dosi non nuoce. Nelle patate verdi o germogliate questa quantità aumenta e sebbene la cottura in acqua ne diminuisca la concentrazione (perché la diluisce, quindi questo discorso non vale se si beve l'acqua di cottura come nel caso dei minestroni) è meglio non abusarne. 

Insomma, buone le patate, ma a volte sono un po' noiose nel loro colore giallo, giallino, crema-biancastro. Quale maggiore stimolo di trovarne una variante colore?

patate al forno

Il più delle volte sono diverse solo nella buccia, altre, quelle più divertenti, anche nella polpa.
Quelle nella foto sotto sono le Salad Blue (io ho usato queste la prima volta, ora le prendo sfuse al bio), che qui (si vedono in sezione) ho preparato come contorno per le costolette di agnello.
Del resto è pur sempre Pasqua.

oven potatoes

In assenza di patate colorate si può usare la rapa rossa.
Ho affettato le patate a crudo con la buccia (più semplice fare delle fette sottili) e bollite separatamente in acqua salata. Le ho scolate sotto l'acqua corrente per evitare che le fette si attaccassero tra loro. Tra uno strato e l'altro qualche goccia d'olio, Parmigiano e pepe. Infornato per qualche minuto con le foglioline di timo fresco.





Puntarelle e alici

Sono partita per l'Italia che a Londra c'erano 25 gradi con sole battente, qui tutti in flip-flop e canottiera.
Ammetto che non serviva leggere i quotidiani inglesi per sospettare che ci fosse un problema con le piogge (nel senso che non ci sono), ma iniziavo quasi a preoccuparmi che in 5 mesi trascorsi a Londra avesse piovuto 6 giorni. O_o
E per non lasciarmi in pensiero... oggi 15 gradi e per domani è prevista NEVE. ahahaha.
Io sfido il fato funesto (e il clima ballerino) a suon di puntarelle e alici!

Le puntarelle sono una verdura della famiglia della cicoria, ha un gusto amarognolo e viene consumata preferibilmente cruda, è molto croccante e succosa. E' particolarmente diffusa e conosciuta nel Lazio.
Le puntarelle si presentano in cespi, più corti e tondi della catalogna.
Le foglie esterne si fanno bollire per essere consumate, il cuore invece è costituito dai germogli (le puntarelle). La ricetta romana prevede di lasciare le puntarelle nell'acqua e giaccio per mezz'ora cosicchè le striscioline* si arriccino e si perda un po' di amaro, poi condirle con una crema a base di alici, aglio e peperoncino sminuzzati e tritati a mano.




Magari domani, oggi le faccio veloci e me le magno subito.

fresh sprouts of italian puntarelle cicory with sardines


La cicoria è ricca di potassio, fosforo e calcio; contiene vit. A e C. Il suo sapore amaro stimola la digestione, ha funzioni diuretiche e disintossicanti. 

Domenica

Stomaco svizzero: chiuso ai solidi fino alle 9zerozero e impossibile mangiare dolci prima dell'ora di pranzo.
E così la sveglia della domenica, dopo un espresso italiano...

Scrumble Eggs and Samphire.

Uova strapazzate (due uova sbattute con tre cucchiai di latte, pizzico di sale. In cottura muovere il composto) condite con Chia Seeds e Paprica dolce.
Samphire (detto anche Asparago di mare) saltato con aglio fresco in un filo d'olio. Pepe a fine cottura.

pianta che cresce in zone paludose lungo le coste

La prima volta ho visto il Samphire in Marocco, ma non avevo osato comprarlo. Qui lo si reperisce con disinvolta semplicità.
Samphire è una pianta acquatica, anche se spesso viene definita alga. Cresce soprattutto lungo le coste del Nord Europa, è un alimento di vecchia conoscenza, pare infatti che già Shakespeare lo citasse in King Lear. Ricco di vit. C e B, iodio, calcio e potassio è croccante e leggermente salato, con delicato profumo di mare.


fresh garlic




Al Samphire ho aggiunto l'aglio fresco, dolce e molto delicato, si trova in primavera. Io adoro l'aglio. Non fosse per l'impatto sulle persone che mi stanno attorno :/ ne mangerei ogni giorno! E farebbe anche bene... ricco di proprietà antibatteriche, antibiotiche, rinforzanti del sistema immunitario, anticancro, regolatrici della pressione sanguigna e antinfarto. Vorrei trovare un antidoto per l'alito.