Ottobre e la malatina

Mah.
Io, tutto questo entusiasmo, per il mese di ottobre e per l'autunno, non lo sento.

Siamo al giorno #11 di pioggia-nuvolo-nebbiolina-grigetto. Oggi è "bel tempo"... si può dire perché c'è un po' di luce giallina, anche se dietro al cielo bianco, che fa tanto cielo post atomico. x_x

Mi è venuto il mal di gola e se chiudo gli occhi mi sembra di avere 13 anni e posso sentire mia mamma mettere sul fuoco la moka, di là in cucina, "stiamo a casa da scuola oggi fragolina?".

Allora ho pensato a quanto ridevamo (non mi ammalo mai, ma all'occorrenza rideremmo ancora) perché mentre tutti i malatini mangiano brodi e riso bollito per me l'influenza era l'occasione di mangiare maialo.
Con la febbre mi viene una fame di grassi e sapori forti che 'nemmeno dopo la palestra'.

Così mi facevo di pasticcio di carne (la lasagna veneta) o gnocchi al gorgonzola e speck, innaffiato da dell'ottima CocaCola d'annata. Sì, perché anche la coca era roba che in casa nostra non entra(va) mai. Il vecchio medico di famiglia diceva però che con la febbre bere la cocacola aiuta. Non l'ho mai capito veramente se funziona o no, ma come si dice 'tutto fa brodo' e quando stai male mastichi anche la stagnola se ti dicono che ti fa guarire.

Ma se voi foste degli estimatori del buon vecchio riso bianco, io approvo, lo trovo un pasto completo e nutriente. Uno dei miei confort food preferiti, addirittura? Mh, ma sai che forse sì...

Per i malatini, e non, un piatto semplice e piacevole, ma ad alto impatto nutrizionale: ricco in antiossidanti, potassio e vitamina C, contiene anche altri importanti elementi quali il calcio e il fosforo e il riso fornisce l'energia necessaria a combattere i cattivi (virus o capiufficio che siano).



Riso bollito in acqua salata con pochi semi di cardamomo, scolato e condito con olio EVO e una melagrana sgranata. Qualche bacca di pepe rosa a piacere.



P.s. Quando dico la parola 'malatina' mi vengono sempre in mente le fiabe sonore. Le ascoltavo da piccola certo, ma quelle che ricordo risalgono all'ascolto di qualche anno fa, con la mia compagna di appartamento all'Università, in un momento di sana regressione ci addormentavamo con quelle...
L'avete mai ascoltata Cinque in un Baccello? Altro che i messaggi erotico-subliminali della Disney!! 

0.o''

Alla fine, la mia generazione è cresciuta negli anni '80 e '90, così, tra falli e malatine, giocando al dottore, vi ricorda nessuno? (Signore perdonali perché non sanno quello che fanno).

Enjoy your rice! ;)

--Vi rimando al post(atomico) per il trucchetto su come sgranare la melagrana senza danni e nervosismi--





Dipendenze

Ho una nuova dipendenza. Si chiama ricotta fresca di capra.

Quella che piace a me, bella compatta, ma spessa sulla lingua, la vendono solo al mercato del sabato e va consumata nel giro di un paio di giorni.

Questo torna utile per evitare che io ne abusi :(

Che 'duri' solo un paio di giorni invece non impatta su nulla, perché tanto non arriva alle 24 ore di sosta in frigo.

A pranzo nella pasta.
A cena con un filo di aceto balsamico di mele.
A colazione con i fichi cotti (mioddio provatela è cosa per cui uccidere).



Sabato scorso ho dovuto condividere con la famiglia questo piacere e l'ho preparata per fare i crostini per l'aperitivo. Sisisisi, sono generosa, grazie per averlo notato :)

Vorrei dilungarmi ma sono giorni in cui sono abbastanza incazzata e sul nervosetto andante e non mi sembra il caso di donarmi a voi così. Che uno c'ha già i fatti suoi a cui pensare e non c'ha energia per pensare a quelli degli altri.
O forse i miei vi potrebbero distrarre dai vostri... mh, delfino curioso... *_°  (<-- che cazzo di smile è questo?)

Vabbhe, per l'ultima freschezza estiva, prima che l'autunno ci lasci solo rosmarino e salvia ;) ho tritato al coltello qualche foglia di:

prezzemolo
basilico
menta
maggiorana
timo

un ciuffetto di finocchietto

5 noci pecan


Aggiunto un filo d'olio al trito l'ho lasciato in attesa di setacciare la ricotta.
Amalgamato il tutto ho servito su pane tostato e completato con il Crunchy al pepe nero, peperoncino e menta (per i bambini).

Il tutto servito col sorRiso di Fatti una Risata.



Buon primo week end di Ottobre.
Da lunedì brasati e zuppe peggio che in Germania.
(Ops, ho detto Germania? -.-)











Due sberle

Post nato dalla conversazione, avuta davanti a un prosecco bevuto a pranzo, con una amica che la chiamano La Nazi.
Bhe, se vai con lo zoppo... ;)

Non credo potrei avere un bambino irrequieto. Non c'ho pazienza. Mi si drizza il pelo quando sento i bambini piangere. Se urlano per capriccio mi devo allontanare perché non rispondo di me. E non ce l'ho col bimbo, ma con i genitori.


Perché un bambino fermo sporca più di un adulto che si muove.

Chi di noi se l'è mai chiesto? Ma la vera domanda è: chi di noi si è mai dato una risposta?
Non possono fisicamente ingurgitare, afferrare, trasportare la stessa quantità di cibo di un adulto. Non hanno nemmeno una vera ragione per farlo. Bhe, ok, forse quella cosa che non gli piace stare fermi e perdere vitali minuti di gioco per nutrirsi li aiuta nel risultato di sparpagliare pezzi di bistecca. Ma forse sono più i genitori che li rincorrono con la bistecca... quindi ancora una volta il bambino ne esce pulito. In senso metaforico.
Allora, facciamo che il genitore non rincorre e lo lascia alle sue priorità. Facciamo che lui non mangia fuori da tavola.
Soluzione?

32 adulti in piedi e 9 diversi cibi hanno prodotto meno lercio di 3 bambini con un piatto a testa.
Io invece non ho ancora prodotto l'anticorpo che mi rende immune al pianto e alle urla e alla puzza di cacca verde, credo sia quello il problema.

Non sto per avere un bambino, quindi sono in quella sorta di buona e sana condizione mentale per cui posso essere oggettiva su quelli che credo essere i buoni principi dell'educazione. Buona e sana condizione che inizia a vacillare subitosubito in quelle donne che vedono le stecchette rosa. E che inevitabilmente va in malora quando prendono in braccio quel grumo concentrato di amore e dolcezza che (immagino) è il loro bimbo.

Io l'ho detto e lo ripeto. Il giorno in cui dovessi restare incinta e lo annuncio, prima di festeggiare, prima di gioire, datemi un paio di schiaffi. SUBITOSUBITO. E appena mi vedeste col pupo, dopo due baci e aver consegnato il dono di una fetta di salame e un etto di Roquefort con il pane di campagna cotto a legna ancora caldo __ok, è chiaro__ iniziate ad attaccare i post-it sul frigo con i ritagli di questo post.


Perché si rischia di entrare in quel tunnel emotivo che poi ti autorizza a far scorrazzare tuo figlio tra i tavoli al ristorante perché 'è vivace', ti toglie selettivamente le diottrie quando si tratta di vedere che il tuo topolino sta imparando ad arrampicare sul divano della tua amica con tutte le scarpe e i residui di terra sotto, ti toglie la ragione quando trova divertentissimo lasciare le impronte di cioccolato sul muro del pianerottolo, ed è un inno alla gioia sentirlo ridere e vederlo mangiare di gran gusto mentre guarda Peppa Pig.
Dal tuo cellulare.  =o
E se glielo togliamo quel cellulare del cazzo che gli mangia gli occhi ed il cervello? Nooo poverino... poi non mangia.
E che non mangi.
E quando ha fame vedi che mangia senza Peppa Pig.
Ma oh, quando noi eravamo piccoli mica era così! E non mi sembra che siamo cresciuti emotivamente disturbati.
(O per lo meno non per astinenza da "faccio quello che voglio, qui comando io. Embhè? C'ho un anno e allora? O.O'' ).
E' a me che dovreste dare due sberle, perché ai piccini siamo noi adulti a dargli i binari.

Io son cresciuta in un mix di totalitarismo assoluto e lassismo estremo, a picchi, e ho tanto sofferto in certi casi per i principi dei miei. Ancora adesso se ci penso mi girano un po' i torrioni perché a volte i principi non sono sempre giusti...
Ma se devo essere sincera, quello sguardo minaccioso che mi rimetteva in riga all'istante e non c'era bisogno di soffrire dei miei lamenti, mi ha dato la misura. Mi ha dato la possibilità di accrescere e stimolare la mia creatività, perché avevo solo un foglio e una penna con cui farmela passare. Mi ha dato la misura del valore della parola Rispetto, so salutare e ringraziare, so aspettare i tempi di reazione della vecchina alla cassa e mi sento che ho fatto metà del mio dovere. Mi ha fatto capire quanto prezioso sia il desiderio, quanto importante sia non appagarlo subito. Ho da sempre il 'senso della cazzata', quel non so che allo stomaco che ti salva le chiappe dal bruciarti un dito, le cellule del cervello o la vita.

Adesso sono grande e se mi voglio ingozzare di gelatine e stare male sono autorizzata a farlo.

Gelatine Vegane di Uva Fragola.



Ho frullato grossolanamente l'uva, dopo averla lavata. Ho filtrato con un cinesino e poi ho ulteriormente strizzato le bucce con una garza.
Il procedimento per la "chiarificazione" del succo è lo stesso processo chimico-fisico (mh? bho) che ho usato per il pomodoro nel mio Ossimoro Perfetto.
Ho zuccherato in cottura a mio gusto, cioè assaggiando.

Poi ho ri-gelificato seguendo le dosi del produttore.

Uno dice, "sarà mica una ricetta questa?". Io non rispondo perché ho le gelatine in bocca, sorry, sono educata ;)




Piccola nota dell'Onesto. La gelatina così ricoperta di zucchero si scioglie, chiedo lumi e torno a voi.






Di risi e sorrisi

Ho aspettato un po'.
Uno_ perché, lo vedete, sono ipoproduttiva ultimamente, ho il blocco dello scrittore (buahahahah).
E due_ perché ho pensato.

Delle belle iniziative si deve parlare sempre, non solo quando ne hai ancora il sapore in bocca. E in questo contesto la mia metafora da sfigato della 3a D calza a pennello, perché l'esperienza l'abbiamo assaporata col palato, oltre che con il cuore.

La Vale (si, lo so, sempre lei, sono noiosa, ma cosa posso fare se mi sento a mio agio con certa gente...?) mi ha coinvolta e dato la possibilità di incontrare dei tipi tosti e delle persone in gamba (mi tocca che le dico 'grazie'...).
Il progetto è serio e corposo, sano e pure bello, dentro e fuori, il che non guasta mai.

Un gruppo di volontari, di seguito denominati Quelli Del Sabato, dedica parte del suo tempo e della sua energia creativa a dare una struttura formativa e un percorso di crescita a persone diversamente abili, di seguito denominati Quelli che Sorridono. O.o In verità no, non sono chiamati così, ma mi prendo questa licenza perché SONO così. E l'analogia col riso secondo me è stata ispirata da questo.

Fatti una Risata è l'ambizioso ed entusiasta progetto che, tra l'altro, ha dato vita ad una linea di risi e risi soffiati dedicati e con cui i ragazzi dell'Associazione hanno creato un ricettario preparando loro stessi i piatti presentati. E se pensate che lo sguardo vivace che li ritrae sulla carta sia solo merito dell'invito del fotografo vi sbagliate. L'energia e la vitalità che abbiamo respirato, il clima accogliente di famigliarità da cui siamo state avvolte, ci ha fatto capire quanto vero sia l'entusiasmo che accomuna ogni membro del gruppo.

E così abbiamo trascorso una giornata divertente e leggera e dato, spero, il nostro piccolo contributo a questa splendida ciurma di sorRISI.

(L'occhio fessurato della foto non è per il vino rosso ma è un effetto collaterale della gioia, sia chiaro)

Ovviamente sono tornata a casa carica di doni e validi acquisti. Oggi vi parlo del Riso di Eva.

E di come ho casualmente scoperto quanto godimento può dare la dolcezza aromatica del riso Venere accostato alla vellutata sapidità del Lardo di Colonnata appena grigliato. Qualche fettina trasparente di peperoncino fresco a dar la carica e pulire la bocca, un acino di Uva Italia per ridare freschezza, e ricominciare.
Poi vabbhè, sono ingorda e c'ho aggiunto un po' di pistacchio tritato... per le rimostranze mandate una mail.


Per questo post si ringrazia (in ordine di apparizione):
la Vale che voleva compagnia
Google map
Lo splendido Borgo di Badia di Dulzago che ospita gli incontri e che merita una visita a prescindere
Quelli del Sabato tutti e 15 (più i volontari, certo ;) ed il loro progetto Fatti una Risata
Vicky e il trucco della sirena
Per l'estate, che ha giocato a nascondino e ci ha fatto lavare come pulcini, invece, un sentito, sprezzante insulto.






Cou Cou

Ciao.
Sono una vergognosa (= portatrice non-sana di vergogna).
Non ho più condiviso le foto di My Secret Dinner... è che ne sono arrivate tantissime e mi sono un po' persa? o_o

Vi lascio un assaggio di quanta meraviglia sono stati capaci, chi ha aderito e con noi creato questa serata ha realizzato questo spettacolo.
E poi basta, non ne parlo più. Fino al prossimo anno, per la seconda edizione!













And the winner is...

E' stato difficilissimo.


Innanzitutto perché la mia indicazione a non essere rigidi nell'applicazione del 'regolamento' è stata seguita fin troppo alla lettera. -.-

In secondo luogo perché ho sentito l'impegno e l' 'amore' dei vostri contributi, ho apprezzato gli sforzi tecnici che avete dovuto affrontare, i compromessi a cui siete scesi e l'entusiasmo, nonostante teglie, connessioni e mariti, con cui avete condiviso l'iniziativa.

Avrei voluto premiare tutte (anche il marito di Ceci con un gadget special edition), ma nun ze po'.

Quindi è con onore che affido il premio a:

Lara di La Barchetta di Carta di Zucchero. Per aver proposto due piatti, di cui uno azzeccatissimo. Per aver parlato di noi e diffuso il verbo. Per aver desiderato di partecipare. Per aver colto lo spirito di My Secret Dinner e il nostro. Grazie.

grazie a Sere & co.


Ma colgo l'occasione per ringraziare, oltre alle blogger che hanno partecipato al contest, anche le nostre speciali supporters:

Vale, Sere, Giulia

L'Associazione Oncologica San Bassiano ci ha ringraziati oggi comunicandoci l'importo. Clap Clap Clap!! 1430 euro!!
Abbiamo raccolto una cifra considerevole grazie al contributo di tutti noi: Turtlez con i bracciali, My Secret Dinner con i pins, i blogger che hanno contribuito alla diffusione dell'evento e soprattutto tutti i presenti. Grazie. A breve reportage.




My Secret Dinner_le ricette

Grazie a Chiarapassion per aver rotto il ghiaccio e contribuito con una splendida ricetta, per di più corredata di total look! Fantastica Enrica!!! Grazie!


Pomodorini zucchine e Montasio di Chiarapassion

***Spettacolare anche l'intervento di Cristiana che ha voluto sfidare la tecnologia e la distanza pur di dedicarci un contributo! Grazie Cris, mitica!


Paté di fegatini di Beufàlamode


***Grazie Ceci!!! Fantastica reinterpretazione! E grazie a tuo marito per aver servito l'occasione (e il piatto ;) per partecipare!


Saor fusion di pesce per due cene particolari di Frizzi e Pasticci


***Perché se domani blogger mi cancella il blog, io so che non tutto è perduto, che sono stata fortunata e ho conosciuto delle persone speciali. Una di queste è Monique. Grazie.


Tortini morbidi di mele e mandorle di Miel & Ricotta.

***Lara è stata una delle prime sostenitrici in questa avventura Segreta...Grazie cara!

Champignon ripieni per My Secret Dinner di La Barchetta di Carta di Zucchero.


***Splendide pies da splendide bloggers. Perfette per l'evento, peccato non averle dal vivo! ;)




***Un bis e una speciale dedica. Grazie Lara!! 


Piccoli Cracker al formaggio Dolada di La Barchetta di Carta di Zucchero.




La cipolla

Mh.
Questa storia che "avremo un settembre spettacolare" e poi piove mi fa girare gli acini d'uva.
Sto cercando di non pensarci e non portarmi sfiga da sola per venerdì prossimo, ma un po' di brivido mi viene...

La soluzione è sempre la stessa, vestirsi a cipolla. Con le cose di mia madre ché io ho portato solo canotte e costume che manco la valigia di ferragosto. Ho avuto una fiducia cieca nelle previsioni meteo.
E questo mi spaventa. O.O

Però finisce che fa caldo di nuovo e accartocci la maglietta nella borsa e torna la speranza.

In questi giorni è così, vivo attorniata da un clima bipolare, di quelli che alle persone stabili ed equilibrate come me gli mettono un senso di pace. -.-

E allora cucino, che mi passa. 



Pasta brisé pronta oppure:

farina 00 200 gr
farina di semola 50 gr
olio 70 gr
acqua temp.ambiente 70 gr
sale
lievito di birra 10 gr
(mi sono venute due teglie, una da 18 e una da 22 cm di diametro)

Farcitura
Cipolle rosse di tropea 4 grandi
Frutti del cappero
olive nere


In una ciotola setacciare a fontana le farine e il sale (io sono andata abbondante perché mi piace creare un contrasto con le cipolle dolci, che non salo). Emulsionare (mischiare) olio e sale acqua facendo sciogliere il lievito e versarlo un po' alla volta nelle farine. Impastare il meno possibile. Stendere l'impasto e foderare le teglie e lasciar lievitare a temp.ambiente almeno un'ora, coperto dalla pellicola.

Accendere il forno a 180 gradi.

In una padella versare un cucchiaio d'olio e far rosolare le cipolle tagliate a rondelle, dopo qualche minuto abbassare la fiamma, coprire e ultimare la cottura.

Bucare il fondo, versare le cipolle nella pasta, aggiungere i frutti del cappero lavati e asciugati e le olive.

Si cuoce in mezz'ora circa.