Ciao ciao!!

Mi sveglio e sbrigo le faccende di chiusura.
Volete che vi spieghi quanto sia facile attivare un servizio e quanto impossibile sia disattivarlo...?
Ah, lo sapete già? Tutto il mondo è paese.

Mi viene fame e penso ad una colazione salata, tiepida perché fa freddo. Colorata perché sarà grigio anche oggi.

Davanti al frigo in cerca di ispirazione apro l'app sulle previsioni.
(Uno dice "a Londra non le tenete le finestre?". Fatemi romanzare un po', no??)

Ecco cosa si apre:




Lo vedete anche voi?!
Tutto quel giallo con una tendenza verso l'alto della temperatura?

Colaziono e scappo, fino a sera computer ciao!

Visto che per taluni potrebbe essere considerato un pranzo, lo posto.


Tofu impanato, avocado e mandorle.
Crunchy, tasty, rich in colour, vitamins (E in particular) and antioxidants.

I-phone pic. Mica male, eh?
In realtà non è impanato davvero. Son pur sempre le 10.30 e son pur sempre io... ti pare che friggo?

Ho passato tutti i lati delle fette di tofu in un mix di farina di mais e foglie di basilico e poi le ho cotte in padella su di un filo d'olio, a fuoco basso. Ho condito a parte l'avocado con olio e limone con cui ho preparato un letto per il tofu, a cui ho aggiunto infine le mandorle e il pepe rosa per profumare.


Quanti anni avete voi? Dentro.

Conoscete Forever 21?

E' un marchio d'abbigliamento low cost, onestamente non so di che nazionalità.
A Londra hanno uno store di 3 piani a Bond st. dove vendono cosine leggere e colorate, quasi tutti materiali infiammabili e usa e getta. -_-
La loro linea ha una allure che dire cciovane è già troppo da vecchia.
Ho già un punto di vista oltremodo superato solo per il fatto che ci penso.

Come dire... è un fast food. Non valuti la qualità, la durata, la filosofia che sta dietro al prodotto, ma l'effetto di poter essere subito accentrica/glam/di tendenza con poco investimento di tempo e denaro.
E domani verdura e t-shirt di cotone bio equo e solidale.

Mi piace tanto pensare di entrare lì e giocare. Di uscire nuova. Di fare un lifting alla mia personalità.
Ma sono negata. Lo shopping non è una faccenda che mi riguarda. Cioè, mi piace, ma non sono capace. Troppi stimoli visivi, non so fare gli abbinamenti, nei camerini fa caldo, se c'è gente mi innervosisco, non prendo mai la taglia giusta e prendo solo quella. Pazienza finita. Esco. A mani vuote e nervosetta.

Frequentare Lisa mi è servito ad aprirmi a nuove possibilità, ma il cammino è ancora lungo... 
Ultimamente ho attinto pure alle riserve auree, i miei pezzi forti sono diventati due giacche di Byblos di mia madre. Del 1984. Mh, forse era l'86.
Io me le ricordo addosso a lei. Capelli a spazzola, pedalata sul Ciao grigio e via nel vento!

E, se ci penso, alla fine, quel Forever 21 forse è fin troppo audace anche per una sciaquetta sbarazzina come me. Del resto io mi sono fermata a 28 anni. E se non fossi così sgraziata e cavallona mi vestirei come Audrey.

Che alla fine lo so che tutta stretta così mi si pezzano le ascelle e sono scomoda, quindi...


E allora mangio fast food, veloce sì, ma low fat e con amore.
Salsiccette di agnello e menta su insalata di rucola, cous cous e rapa bollita con melanzane grigliate, melagrana e yogurt.

Cuocere il cous cous e lasciarlo intiepidire prima di mescolarlo a rucola spezzettata e rapa tagliata a cubetti.

Per le salsiccette vanno bene le merguezes che trovate in qualunque macelleria Halal.
In padella, fuoco medio, senza grassi aggiunti, coprire e lasciar cuocere agitando di tanto in tanto.

Nella griglia o in una padella antiaderente cuocere le melanzane come fate sempre.

Impiattare e condire le melanzane con un filo d'olio a crudo e un pizzico di sale, lo yogurt greco e la melagrana.


























Per chi ama l'insalata condita ma ha problemi con le quantità di olio che può usare ho un suggerimento.
Oggi ho finito l'olio e quel cucchiaio che mi era rimasto l'ho allungato con un cucchiaio pieno di yogurt, serve meno sale (per il principio che l'acido amplifica la sensazione di salato) e abbiamo un condimento super. Try it!





Il momento della verità

Come raccontare il sobbuglio senza far cadere i maroni anche a voi? Bho, proviamo.

Macro
E' successo che lavoravo. Che dopo una laurea presa per riscatto dall'idea che avevo di me ho provato a fare un lavoro che mi faceva schifo. Poi ne ho trovato uno che mi piaceva, uno che al sabato sbuffavo perché non si andava in ufficio. In tutto questo percorso (wow, chi mi conosce si stupirà di questa capacità di sintesi :) ho incontrato la mia metà del mondo e a lui mi sono legata, con la mente e con l'anima.

Abbiamo deciso di seguire le esigenze lavorative di lui e siamo arrivati a Como.

Io spero che tra voi ci sia qualche comasco che mi aiuti a intellegervi. Perché noi veneti siamo un po' spacconi e chiusi e saccenti e ci piace il maiale, ma se ci dai un'ombra - di vino (vorrei farvi notare che abbiamo colonizzato il GloboIntero con lo spritz) diventiamo socievoli, chiaccheroni, amici e gente che ride.
Quasi due anni a Como la mia migliore amica è diventata la signora moldava che stirava dai vicini.

E giuro che so essere anche piacevole!

Da Como (ma poteva essere qualunque altra città!) a Londra.
Confido un segreto. Prima del primo bacio, prima di amarci, prima di sapere chi fossimo davvero... avevamo fantasticato sulla possibilità di venire a vivere a Londra insieme. Era il 2003.
Devo spiegare nulla?


Qui il vortice eccitante mi ha travolta e ho vissuto uno degli anni più fichi degli ultimi tempi. Mio e della città. Il mio primo intero anno a Londra. E poi il giubileo! Le olimpiadi! Il mio primo concerto in uno stadio GiGA! L'inglese che inizia a diventare comprensibile, andare a correre a Kensington, vedere tutte quelle casette e quei pub decrepiti e neri che mi piacciono tanto, il corso di cupcake, le lezioni di pilates, fare la spesa e scoprire cucine e prodotti nuovi, vivere col sorriso e la bocca aperta e gli occhi pieni. L'emergenza idrica (si, questo è triste, ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno) perché da decenni non si vedeva un sole e una siccità e delle temperature così, da far invidia alla Sicilia. Ho macinato km e km, ho scovato giardini e impresso ricordi, odori, suoni.

Londra è grande e l'ho mangiata voracemente quanto più ho saputo fare.

Poi qualcosa è cambiato.
la routine che placa l'eccitazione. il desiderio di cercare un lavoro. la famiglia che chiama e scompiglia. il bisogno crescente di socialità. il sole si vela e il freddo scende senza darci tregua, dalla scorsa estate.

E adesso che me ne vado ho capito la fortuna che ho avuto, perché ho scoperto che è vero per davvero che il colore del cielo ha un ruolo su come il tuo corpo e la tua mente filtrano il mondo.
A me iniziava a venire la tristesse.

Micro - dov'ero negli ultimi mesi
Fiumi di ospiti della categoria "ah, te ne vai? allora vengo! di nuovo", la nonna di mio marito che decide di lasciarci, le vacanze, il nonno che non trova più interessante la vita terrena senza la nonna e la raggiunge (drammaticamente romantico, lo so), visite in Italia, visite in Francia da mio padre, Como, Bassano del Grappa, Milano, Como, Milano, Bassano, Nizza... e il pensiero che se ci fosse una raccolta punti Easyjet avrei raggiunto già il premio più ambito.

Como I'm coming back, be ready, perché questa volta ti voglio mordere e voglio che ci amiamo con passione.

AAA cerco casa, lavoro e amici nuovi con cui gozzovigliare.

Nell'attesa di scoprire cosa mi riserva il futuro continuo a condividere le mie scoperte e porto un po' di luce e colore in casa.

Lo sapete che forma ha la curcuma prima di arrivare in polvere nel vostro vasetto?
Secca sembrano degli stronzetti, ma fresca ha i colori del calore, i colori dell'argento, la potenza della vita.

Si dice che...
la curcuma sia un'altro di quegli elisir di lunga giovinezza. Pare vantare proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali. Di sicuro quella fresca è ricca di vit. C e B6, di minerali e aiuta la digestione perché stimola la produzione di enzimi digestivi.





Io l'ho sminuzzata con gli altri ingredienti e unita a dello yogurt greco per marinare del petto di pollo cresciuto libero (il pollo) che mi è costato un occhio della testa. Era buono, ça va sans dire. ;)




























Per due affamati 400 gr di petto di pollo tagliato a piacere
Zenzero (una radice grande come una noce)
Curcuma (due cucchiaini/una radice)
Un limone (succo e scorza)
Una stecca di citronella
Due spicchi d'aglio
Peperoncino a piacere
Yogurt Greco (quello denso senza zucchero) 200 gr

In un piatto fondo mettere il pollo ricoperto del succo e della scorza grattugiata del limone. Conservare in frigo.
Nel frattempo pulire, sminuzzare e mischiare gli ingredienti restanti.
Usando un nuovo contenitore (non di metallo che con limone e yogurt non si piacciono) ricoprire il pollo del composto creato e rimettere in frigo almeno mezz'ora. Tenere da parte il succo di limone della prima marinata.

Scaldare un'ampia pentola antiaderente con tre cucchiai d'olio e adagiare il pollo. Farlo colorare a fuoco vivace da ambo i lati e quando inizia ad attaccare versare il succo del limone della prima marinata. A questo io aggiungo, se necessario, ancora un mezzo bicchiere d'acqua di cocco (o acqua del sindaco in mancanza della prima). Abbassare leggermente la fiamma, salare e coprire fino a cottura.


Pensierino della sera

Liliana Porter


Niente cibo oggi per voi, condivido solo una piccola riflessione sulle difficoltà oggettive e soggettive e sul fatto che non ci si deve mai arrendere, agli altri, alle insidie e soprattutto a sé stessi e ai propri mostri.
Promettetemi che non perderemo la speranza e la fiducia.



Anche se a volte ci sembra di scavare un buco sul 
bagnasciuga.



Sono un po' latitante ma la vita mi sorride e vi penso. ;)

Affidabililtà e sgombro.

Blog che parlano di blog. Blogger che osservano altri blogger.
E' tempo di riflessioni in rete e sento il flusso che mi trascina. 
ah ah

Qualcuno fa il blogger di mestiere, dev'essere una vitaccia... ;)
Per altri è solo un passatempo senza impegno, c'è invece chi lo tratta come un gioiello e chi lo usa come la scenografia di una condivisione, a volte di una condivisione che nulla ha a che vedere con l'oggetto del blog stesso. Poi c'è chi di mestiere fa il wannabe.

Assodato che un certo grado di narcisismo sia sempre presente, altrimenti la torta al cioccolato me la faccio e me la mangio senza dirlo a nessuno, mi chiedo il senso di raccontare la mia vita e i miei intimi pensieri. Cosa cerco negli altri, cosa gli altri possono trovare interessante in me.
E soprattutto mi chiedo cosa metto io nel mio di blog. Chi sono e in cosa credo, all'interno di questo mondo così modernamente chiamato food.
C'ho pensato un po' ma non ho trovato tante risposte.

Mi rilassa cucinare e mi diverte sperimentare. Pochi passaggi altrimenti mi stresso. La mia 'cucina' non può che essere spontanea, essenziale, basica e il più delle volte veloce.

Mi piace mangiare. Mi piacciono i sapori puliti, mi piace riconoscere la qualità della materia prima, mi piace giocare con i sapori ma senza alterarli.

Mi piace sapere come mangio. Cerco di fare scelte consapevoli, dove consapevole a volte vuol dire essere coscienti di non fare la scelta giusta. Prodotti freschi, stagionali, a km ridotto.

Mi piace capire cosa mangio. Proprietà nutritive e valori nutrizionali (non parlo di calorie) e come/quanto si deteriorano in cottura.

Mi piace pensare di mangiare 'meno malsano' possibile. Eliminare i grassi saturi a favore degli insaturi, ridurre al minimo i prodotti elaborati e/o confezionati e quelli a lunga scadenza. Per quel che posso mi informo e cerco di condividere quello che scopro sull'avere un'alimentazione equilibrata e completa.

I fallimenti li condivido ma solo se possono essere di spunto per capire qualcosa, non nascondo l'orgoglio quando mi cimento in prove che riescono, non compro le meringhe e dico che le ho fatte io (tanto non ci credereste lo stesso), leggo solo chi ha una personalità che mi rapisce.

*Guardo con sana invidia a chi fa delle belle foto, per la loro pazienza e caparbietà, prima ancora che per il risultato, ma soprattutto apprezzo la genuinità e l'autenticità, lo spirito di iniziativa, il blogger che imita il blogger non ha nulla da insegnarmi, nel senso pragmatico e filosofico. E la leggerezza.
(*Su tutto questo seguirà approfondimento).

E visto che tutto ciò resta costante, il credo, l'intento e la trasparenza, visto che cerco di migliorarmi ma oltre un certo livello (musica di guerre stellari in sottofondo) ci sono forze oscure che me lo impediscono O.o' allora ho pensato che forse (almeno) il 'premio' affidabilità lo accolgo con piacere.
E nel farlo ringrazio Meg e Vale che mi hanno donato il loro, ormai un po' di tempo fa.



E per coerenza con quanto appena detto, vi dono questa perla di semplicità.

Filetti di sgombro marinati (tre filetti)

Zenzero fresco grattugiato (un cucchiaio colmo)
Semi di coriandolo (un cucchiaino)
Semi di cumino (un cucchiaino)
Semi di finocchio (un cucchiaino)
Fieno greco (un cucchiaino)
Limone 1 (succo e zeste)
Tre filetti con la pelle

Verdure a piacere, io ho usato:
Cipollotto fresco, carote, basilico, lattuga, aglio, avocado.

Togliere le spine lungo il filetto con l'apposita pinzetta (con quella per le sopracciglia si può provare ma il pesce un po' si rovina. Io mica l'ho mai fatto, me l'han detto). -_-
In una padella tostare tutti i semi e poi pestarli al mortaio. Mischiare tutti gli ingredienti e ricoprirne il pesce dalla parte della carne. Appoggiarli con la pelle a vista in un contenitore ermetico e rimettere in frigorifero per almeno mezz'ora.

Le verdure le ho saltate velocemente con un filo d'olio pochi minuti prima di servire, a fuoco spento ho aggiunto la lattuga e il basilico e girato. Ho coperto con un coperchio e sul piatto ho aggiunto l'avocado.

Per il pesce ho usato una padella antiaderente vuota, ho appoggiato il pesce dalla parte della pelle per circa 5 minuti, l'ho poi girato dalla parte della carne e ho terminato la cottura. Fiamma alta, attenzione a muovere spesso la padella per evitare che si attacchi. Salare pochissimo prima di servire.


Ringrazio il mio fidato Iphone per l'immagine che non rende minimamente la bontà ma apprezziamo lo sforzo.












French kiss? :/

Un po' french sì, ma i baci teneteli per (dopo)domani.

Io, lo sapete, non mi formalizzo. Nel senso che qui, come ampiamente discusso, se non hai l'alito che sa un pochino di aglio non sei nessuno. Io mi adatto, mica per altro.

In Italia siamo tutti Conti di sta rapa e Contesse di sto struzzo e l'aglio lo evitiamo come la peste:
"sai, non lo digerisco...". tzè.
Poveracci voi evitatori di aglio, l'aglio è buono che sto male se ci penso (non vedo l'ora tornino quello selvatico e l'aglio fresco!!) e fa talmente bene che è come avere in casa un unguento magico e non usarlo.

Ricchissimo di
calcio
fosforo
potassio
iodio
ferro

Possiede proprietà
antibiotiche
antibatteriche
protettive dai metalli pesanti (inquinamento, cibi contaminati, otturazioni)
antiossidante

Ha un ruolo nel favorire
l'abbassamento dell'indice glicemico
la crescita dei capelli
il normalizzarsi della pressione arteriosa
la regolarizzazione di colesterolo e trigliceridi

Unico limite: quanto detto vale solo se consumato crudo. Nemmeno io ho tale tanto coraggio...

In effetti uno che ti parla e puzza d'aglio non è la fine del mondo. Ma tralasciando quelle circostanze in cui non puoi masticare una gomma perché stai andando ad un colloquio di lavoro/sei col presidente degli Stati Uniti/non vuoi prenderti rischi perché esci con quello carino del terzo piano che punti da otto mesi, in tutti gli altri casi puoi camuffare il 'problema'. E poi scusa, cos'è questa abitudine a parlare alla gente a 30 cm dalla loro bocca? Ecchediamine!

Anche la ristorazione si è adeguata ai sapori usando l'aglio con parsimonia. In Italia. Perché qui, no, ma nemmeno in Francia. E in Spagna neppure, per quel che ho sperimentato io.

Comunque il punto è questo: se amate l'aglio la ricetta che segue è da capogiro, se siete preoccupati per la riunione tete a tete di domani col capo annullatela, vale la pena.

Per 4
150 gr pastinica bollita
250 ml brodo vegetale (fate bollire carota/sedano/cipolla)
50 gr patata bollita
2 spicchi d'aglio
Formaggio erborinato (Roquefort o blue cheese o gorgonzola piccante/saporito)

Prendere qualche spicchio d'aglio e tagliare la punta, avvolgerlo nella carta stagnola e infornare per mezz'oretta a 180 gradi.
Bollite la patata con la buccia e pressatela nello schiacciapatate (la buccia rimane come scarto). Lasciare a parte, coperta.
In un mixer frullare la pastinica bollita con acqua, un cucchiaino pieno di formaggio, l'aglio spremuto con le mani, motivo per cui abbiamo tagliato la punta, (così sguscia che è un piacere). Iniziare con uno spicchio, frullare e assaggiare, eventualmente aggiungerne altro.
Aggiustare di sale, aggiungere la patata e mixare poche volte con brevissime pulsazioni. L'amido della patata, se frullato, dà alla crema una consistenza appiccicosa e collosa che è meglio evitare.

Servire ben calda con una macinata a fresco di pepe, meglio se macinato grossolanamente, un filo d'olio ed eventualmente portare in tavola altro formaggio per chi volesse maggior sapore.

Ora, così è come l'ho fatta io.

Ma l'idea, sebbene bisbigliata sommariamente e a denti stretti arriva da qui, lui è un francese scazzato e con la moustache storta, ma fa da mangiare davvero bene. Un ristorante? Macché, in perfetto London style, in una libreria. Accartocciati sul fondo, tra uno scaffale e una cucina improvvisata.

Tra l'altro una libreria che voi foodie dovete visitare perché vende solo libri di cucina. Books for Cooks.
Menù con l'acqua del sindaco compresa nel prezzo a 5 pounds.
Roba che non ci credo nemmeno io che c'ho messo il naso.

Buon french kiss a tutti...






Il pesce che ti guarda, 30 minuti a tavola!

Mi prende la fame alle 6/630.
Cerco di saziarmi con i profumi e inizio a cucinare qualcosa.
A volte mi dedico ad altro per distrarmi e stare lontana da tentazioni 'rovina cena', ma calcolo sempre male i tempi e mi ritrovo che siamo pronti per andare a tavola e la cena non c'è.
Come a dire che in fatto di distrazioni lobotomizzanti sono maestra.

Ieri ho azzardato un "30 minuti e siamo a tavola" ma non sapevo bene a mangiare che cosa... o.o'

Non appagata dai soli gamberi avevo comprato anche due ali di razza. Ma la razza era già bella che scuoiata, non solamente morta.
La razza però è una bestia che ti guarda.
Anche se ora no, non può più, ma io so che lei ti guarda. O.O
Vista dalla pancia (dove in effetti ha gli occhi) sembra di vedere un volto. Non è proprio un bel volto e se si pensa che è una parente stretta dello squalo è quasi inquietante. Non che i pesci, gli animali marini in genere, abbiamo mai avuto uno sguardo dolce e affettuoso come quello del cucciolo di labrador, ma alcuni più di altri (vedi lo squalo) hanno quell'occhio tondo e nero profondo che ti ipnotizza.

Google Images (questa è grossa, forse addirittura una manta,
ma la faccetta che fa rende bene l'idea "I'm watching you!")
Della razza si mangiano solo le ali e se avete l'ardire di comprarla intera (io ho smesso), dalla regia mi dicono che dovete "togliere la pelle e tutta la parte gelatinosa" -_-

La razza ha carne molto compatta e bianca, io la trovo buona ma delicata, mangiata con dei sughi saporiti a mio avviso si perde completamente. La carne è distribuita sopra e sotto ad un ventaglio di cartilagine, l'ala è più carnosa e spessa a ridosso del dorso e si assottiglia verso l'esterno.



Se doveste farne dei pezzi va tagliata lungo la larghezza per seguirne le scalanature (e per fare porzioni simili).

Quindi
Ho acceso il forno a 180°, ho tagliato due patate e le ho messe a bollire* per qualche minuto, ho sciacquato i funghetti prataioli. Tempo a disposizione e dimensione del taglio direttamente proporzionali (poco tempo, pezzi piccoli). Condito il tutto con olio, aglio, rosmarino e prezzemolo, ho salato.

Ho preso la mia razza, l'ho tagliata, asciugata, spennellata di olio, cosparsa di un pizzico di sale e di pan grattato, infornata. Solo una volta raggiunta la temperatura ho infornato il mix funghi/patate (il fungo salato e messo a bassa temperatura a volte mi perde troppa acqua e fa stufare quello che lo circonda).
La razza è pronta quando la carne è ben bianca e si stacca facilmente dalla cartilagine.
Ho fatto una salsa leggera con senape in grani, farina di mandorle (volevo lo yogurt ma era scaduto) e prezzemolo fresco tritato.


In quasi 30 minuti ho servito.
Quasi nel senso che 'quasi ce la facevo' ;)

La razza (dipende molto dalla grandezza) cuoce al forno indicativamente in 30 minuti, più veloce la cottura a vapore o in umido.

* ho i fuochi ad induzione, in due minuti l'acqua bolle. Ho pure barato quindi. :)


Omicidio a Notting Hill

(Pubblico animalista e sensibile astenersi)

Sono così assente (dal blog, dalla rete, da me stessa) che, come dicevo rispondendo ad un commento, ultimamente mi sembra di 'tornare' ad ogni post.
Perché di fatto mi sono dedicata completamente ad altro per tutto il mese, tanto che iniziavo a sentire il bisogno fisico di postare qualcosa. Non prevedo ospiti almeno fino a metà febbraio (wowow che culo =_=) quindi adesso mi metto sotto.

In tutto ciò, pensate, non ho smesso di mangiare, ma ho anzi trascinato anche mia madre al solito Farmers' Market per la spesa del sabato. Che avventure eh!? ;)

"Dobbiamo arrivare appena aprono perché altrimenti fanno fuori i gamberi". Dicetti.
Ore 8.50 eravamo già in fila in attesa che aprissero il commercio.
Gamberi Inglesi, a me! 

Sappiamo tutti che il pesce si mangia fresco. Cioè, se è fresco e non decongelato deve essere stato pescato da poco, occhio brillante e buon profumo di mare. A volte il pesce viene venduto molto fresco.
Cioè, così fresco che è ancora vivo. O quasi.
A Istanbul ho visto dei pesci in agonia sopra al ghiaccio. Non sono belle cose, ti senti davvero una bestia.
Ma se voi mangiate pesce (non entro poi nel merito delle carni) non crediate che il Bastoncino Findus arrivi bell'e fatto e impanato dai mari del nord. I pesci muoiono prima. E non di un colpo secco.

Comunque. Pesce vividamente fresco io non ne ho mai mangiato. A parte le ostriche.
Che non è pesce, ma è vivo (l'esempio col pollo o col polpo mangiato vivo lo tengo in repertorio per la prossima volta, ok?).

Mangiate le ostriche? Sapete come si mangiano?
L'ostrica che ti fa star male non è mai viva, o sana. L'ostrica che ti fa star male stava male anche lei. Oppure è sfiga. Perché l'ostrica buona (non nel senso di magnanima) purtroppo si mangia viva. E per essere sicuro che sia viva e sana la si 'pizzica' con la forchetta e la si guarda reagire prima di staccarla dalla conchiglia. La si annusa, a ulteriore conferma, e poi si mangia.
L'ostrica è l'unico piatto in cui puoi mettere il naso a tavola senza far la figura del tamarro.
Lo so, siamo dei mostri.
Ma onestamente non penso a tutto questo quando mi arriva davanti un vassoio di Fines de Claire (vive la France!).
Un po' è triste, ma mi passa abbastanza velocemente.

Bene. Anche questi bellissimi gamberi inglesi (si chiamano proprio English Prawns) arrivavano drittidritti dal peschereccio, ancora energici a sufficienza per saltare fuori dalla cassetta, dalla bilancia e sgusciare di mano.
Gamberi freschissimi.
"Che meraviglia".
Ho pensato. 

E' poi arrivato il momento di prenderli e buttarli in padella.

Un po' schifata lo ero, soprattutto mi ha impressionato l'idea di averli in mano, dopo una veloce sciacquata nel lavandino, per il trasferimento nella padella calda.
Così mi sono attrezzata di schiumarola e piatto e li ho affrontati. E mentre li maneggiavo ho realizzato che di lì a breve non sarebbero stati più vivi e arzilli.

Che di lì a breve sarebbero stati uccisi.

Che la mano che si doveva sporcare di sangue ERA LA MIA.


@-@
(momento di confusione)

A quel punto era davvero troppo tardi, mi si aprivano tre strade:
*comprare un acquario e ricreare l'ambiente marino per alloggiarli in attesa di poter raggiungere il mare e salvarli.
*lasciarli agonizzare lontano dal mio sguardo e mangiare alle 3.
*proseguire nella carneficina.



Ho mollato un paio di urletti e condiviso con mamma e commensale l'atrocità del gesto.
Ho alzato la fiamma, li ho lanciati nel loro destino di aglio, samphire e pomodorini, e dopo aver coperto la strage con un coperchio ho girato il volto e mi sono lasciata trasportare in un pianto liberatorio al collo del commensale il quale ha commentato: "Amore, sei davvero troppo sensibile, non devi farle queste cose, vuoi che li seppelliamo?" Ormai! Ho fame, li mangiamo.
L'happy end è un'altra storia.





E adesso ditemelo che io, con qualunque prodotto ittico, devo darci un taglio.

(e invece no. segue...)

Ah, si, ricetta per 3:
in una padella versate un cucchiaio d'olio, uno spicchio d'aglio a lamelle, due manciate di pomodorini interi, un pizzico di sale e coprite con il coperchio. Tenete il fuoco basso altrimenti si asciuga troppo. Aggiungete dopo qualche minuto due manciate di samphire i gamberi e chiudete.
Quando la pasta è cotta scolatela umida (senza impegnarvi troppo ad eliminare tutta l'acqua) e spadellatela con i gamberi aggiungendo un filo di olio a crudo.