Due sberle

Post nato dalla conversazione, avuta davanti a un prosecco bevuto a pranzo, con una amica che la chiamano La Nazi.
Bhe, se vai con lo zoppo... ;)

Non credo potrei avere un bambino irrequieto. Non c'ho pazienza. Mi si drizza il pelo quando sento i bambini piangere. Se urlano per capriccio mi devo allontanare perché non rispondo di me. E non ce l'ho col bimbo, ma con i genitori.


Perché un bambino fermo sporca più di un adulto che si muove.

Chi di noi se l'è mai chiesto? Ma la vera domanda è: chi di noi si è mai dato una risposta?
Non possono fisicamente ingurgitare, afferrare, trasportare la stessa quantità di cibo di un adulto. Non hanno nemmeno una vera ragione per farlo. Bhe, ok, forse quella cosa che non gli piace stare fermi e perdere vitali minuti di gioco per nutrirsi li aiuta nel risultato di sparpagliare pezzi di bistecca. Ma forse sono più i genitori che li rincorrono con la bistecca... quindi ancora una volta il bambino ne esce pulito. In senso metaforico.
Allora, facciamo che il genitore non rincorre e lo lascia alle sue priorità. Facciamo che lui non mangia fuori da tavola.
Soluzione?

32 adulti in piedi e 9 diversi cibi hanno prodotto meno lercio di 3 bambini con un piatto a testa.
Io invece non ho ancora prodotto l'anticorpo che mi rende immune al pianto e alle urla e alla puzza di cacca verde, credo sia quello il problema.

Non sto per avere un bambino, quindi sono in quella sorta di buona e sana condizione mentale per cui posso essere oggettiva su quelli che credo essere i buoni principi dell'educazione. Buona e sana condizione che inizia a vacillare subitosubito in quelle donne che vedono le stecchette rosa. E che inevitabilmente va in malora quando prendono in braccio quel grumo concentrato di amore e dolcezza che (immagino) è il loro bimbo.

Io l'ho detto e lo ripeto. Il giorno in cui dovessi restare incinta e lo annuncio, prima di festeggiare, prima di gioire, datemi un paio di schiaffi. SUBITOSUBITO. E appena mi vedeste col pupo, dopo due baci e aver consegnato il dono di una fetta di salame e un etto di Roquefort con il pane di campagna cotto a legna ancora caldo __ok, è chiaro__ iniziate ad attaccare i post-it sul frigo con i ritagli di questo post.


Perché si rischia di entrare in quel tunnel emotivo che poi ti autorizza a far scorrazzare tuo figlio tra i tavoli al ristorante perché 'è vivace', ti toglie selettivamente le diottrie quando si tratta di vedere che il tuo topolino sta imparando ad arrampicare sul divano della tua amica con tutte le scarpe e i residui di terra sotto, ti toglie la ragione quando trova divertentissimo lasciare le impronte di cioccolato sul muro del pianerottolo, ed è un inno alla gioia sentirlo ridere e vederlo mangiare di gran gusto mentre guarda Peppa Pig.
Dal tuo cellulare.  =o
E se glielo togliamo quel cellulare del cazzo che gli mangia gli occhi ed il cervello? Nooo poverino... poi non mangia.
E che non mangi.
E quando ha fame vedi che mangia senza Peppa Pig.
Ma oh, quando noi eravamo piccoli mica era così! E non mi sembra che siamo cresciuti emotivamente disturbati.
(O per lo meno non per astinenza da "faccio quello che voglio, qui comando io. Embhè? C'ho un anno e allora? O.O'' ).
E' a me che dovreste dare due sberle, perché ai piccini siamo noi adulti a dargli i binari.

Io son cresciuta in un mix di totalitarismo assoluto e lassismo estremo, a picchi, e ho tanto sofferto in certi casi per i principi dei miei. Ancora adesso se ci penso mi girano un po' i torrioni perché a volte i principi non sono sempre giusti...
Ma se devo essere sincera, quello sguardo minaccioso che mi rimetteva in riga all'istante e non c'era bisogno di soffrire dei miei lamenti, mi ha dato la misura. Mi ha dato la possibilità di accrescere e stimolare la mia creatività, perché avevo solo un foglio e una penna con cui farmela passare. Mi ha dato la misura del valore della parola Rispetto, so salutare e ringraziare, so aspettare i tempi di reazione della vecchina alla cassa e mi sento che ho fatto metà del mio dovere. Mi ha fatto capire quanto prezioso sia il desiderio, quanto importante sia non appagarlo subito. Ho da sempre il 'senso della cazzata', quel non so che allo stomaco che ti salva le chiappe dal bruciarti un dito, le cellule del cervello o la vita.

Adesso sono grande e se mi voglio ingozzare di gelatine e stare male sono autorizzata a farlo.

Gelatine Vegane di Uva Fragola.



Ho frullato grossolanamente l'uva, dopo averla lavata. Ho filtrato con un cinesino e poi ho ulteriormente strizzato le bucce con una garza.
Il procedimento per la "chiarificazione" del succo è lo stesso processo chimico-fisico (mh? bho) che ho usato per il pomodoro nel mio Ossimoro Perfetto.
Ho zuccherato in cottura a mio gusto, cioè assaggiando.

Poi ho ri-gelificato seguendo le dosi del produttore.

Uno dice, "sarà mica una ricetta questa?". Io non rispondo perché ho le gelatine in bocca, sorry, sono educata ;)




Piccola nota dell'Onesto. La gelatina così ricoperta di zucchero si scioglie, chiedo lumi e torno a voi.






9 commenti:

  1. beh, una che da grande la chiamano "La Nazi" deve essere cresciuta un po' disturbata, mi sembra.

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  2. Ahahah! Ciao Mamma! Chi non lo è?
    E' Nazi perché intollerante alle ingiustizie. E' Nazi quando vede un ragazzino che insulta un vecchietto per strada per farsi bello con i quattro amici. E' Nazi perché ci tiene che le regole vengano rispettate. Fa la fila con ordine, ti fa passare in cassa se hai 'una cosa', compra sempre un pezzo di pane in più perché nel tragitto per il lavoro c'è sempre qualcuno che 'ha fame' e dopo aver trovato 50 euro per strada ha speso ore alla ricerca dell'Associazione giusta, non troppo religiosa/non troppo politica/super affidabile a cui darli. Piange con la pubblicità, impazzisce per gli animali (è vegetariana per sensibilità) e si sbrodola di paroline ad ogni bambino (e ad ogni Pancia) che incontra sul suo cammino. E' Nazi per le cose giuste, come tutti noi. E l'ho usata come catalizzatore per le critiche delle Mamme, ha funzionato. ;)
    Su Mamme, la conoscete tutti la storia de La Volpe e L'uva...

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    1. a perte la battuta, che non ho potuto resistere, sono d'accordissimo. E tii diro', i miei bambini senza essere dei fenomeni non hanno mai disturbato ne' al ristorante, ne' in treno, ecc.
      Non insegnare ai piccoli l'educazione, non solo si fa un torto al resto della societa', ma ai nostri figli stessi, perche' gli si nega di acquisire un requisito fondamentale del vivere civile, con conseguenze che vanno ben oltre le uscite ai giardinetti e l'uso delle altalene.

      Io ho sempre cercato di insegnargli le basi, e di vederli non con gli occhi di "mamma" ma con gli occhi del resto del mondo, che di certo non trova "carino" essere in ostaggio di selvaggi urlanti incapaci di interagire normalmente.
      comunque, la colpa non e' dei piccoli, ma dei genitori pigri che giustificano il non insegnare le regole (e farle rispettare) con l'affetto. L'affetto che abbiamo per i nostri piccoli dovrebbe motivarci a renderli in grado di funzionare col resto del genere umano.

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  3. Una persona vicina a me sostiene di essere razzista.... nei cofronti dei maleducati.
    Sottoscrivo ogni virgola soprattutto dopo un viaggio in Africa, un pezzo di strada con a bordo 4 donne Himba e due bambini e successivamente 2 donne Herero con rispettivi pargoli e nessuno di loro hai mai emesso un 'ghé'. Trovo che molti bimbi siano male educati ma non è colpa loro.
    Invece queste gelatine mi piacciono un sacco, sai che io impazzisco per le tecniche...
    Ti schiaffeggio preventivamente :-)
    PS: va che io e Vale ti verremo a trovare al più presto...

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    1. He lo so... son qui che mi tremano le gambe. ;)

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  4. Mi stai simpatica e ti leggo spesso ma le riflessioni di questo tuo post perdonami hanno molto dell'atteggiamento semplicistico tipico ( ed e'assolutamente umano ) di chi non ha figli. Purtroppo non e'cosi semplice e immediato come pensi, I bambini non sono a comando e sono tutti diversi, spesso non basta l'essere rigidi o autoritari per plasmarli. Ne ho sentito tantissime di amiche fare que sti ragionamenti ptima di diventare mamme, tutti smentiti dalla realta'delle cose che ahime nin e'quasi mai programmabile come si pensa quando figli non se ne hanno. Questo almeno finche'i figli sono piccoli. Un bambino che impara ad arrampicarsi presumibilmente ssra intorno ai 15-18 mesi e a quell'eta non e'che se li prendi da parte e gli spieghi che non ci si arrampica sui divani altrui i bimbi capiscono. Ho sentito gente lamentarsi dell'inefficienza dei genitori per bambini che piangevano disperati non aereo..peccato che molti bambini specie se piccoli in aerreo hanno paura o dolore alle orecchie o provano disagio, non c'entra nulla l'educazione data dei genitori. Poi da una certa eta'in poi ovviamente il discorso non vale piu'. Ma quando sarai mamma te ne accorgerai da sola e vedrai che molte tue rigigita'si appianeranno. Con simpatia. Lara

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    1. Hai perfettamente ragione: il mio punto di vista ha il vantaggio di avere la lucidità (e l'arroganza) di chi figli non ne ha, ma io non sono contro i bimbi, sia chiaro, sono contro i genitori. Non parlo dell'educazione dei bambini, ma di quella degli adulti. E non parlo del pianto di un bimbo che soffre, parlo dei capricci. Perché se il tuo nemmeno 2N si arrampica sul divano con le scarpe, tu mamma, le scarpe gliele togli, mica lo devi sgridare. Se piange al ristorante perché è stanco te ne torni a casa e lo metti a letto. Per esempio.
      E cmq hai ragione ancora, se sarò mamma le cose saranno diverse e non vedo l'ora di sentirmi dire "te l'avevo detto". ;)

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